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La pm del caso Yara incontra Salvini al BerghemFest: “Non siamo tutti di sinistra”

Letizia Ruggeri è stata invitata a cenare con il leader della Lega e con gli organizzatori del festival alla fine del comizio tenuto da Matteo Salvini

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Letizia Ruggeri

Tra gli ospiti presenti domenica 2 settembre alla BèrghemFest di Alzano Lombardo, la festa organizzata dalla Lega, c’era anche Letizia Ruggeri, pubblico ministero della procura di Bergamo, titolare dell’inchiesta sul caso Yara Gambirasio.

Il pm ha seguito il comizio tenuto dal ministro dell’Interno nonché segretario federale del partito, Matteo Salvini.

Durante il suo intervento, Salvini ha anche attaccato i giudici di Agrigento che “dovrebbe spendere soldi per prendere i mafiosi, non per indagare me”.

Una volta terminato l’intervento del leader della Lega, la pm ha atteso che Salvini rispondesse alle domande poste dai giornalisti per poter parlare con il ministro dell’Interno.

Una volta finiti i selfie con i sostenitori, la pm Ruggeri è stata invitata dagli organizzatori del BèrghemFest di Alzano Lombardo a prendere parte a una cena con il leader della Lega.

Ruggeri si è così ritrovata a cenare di fronte a Matteo Salvini e al fianco del giornalisya Mario Giordano.

La pm, intervistata dai giornalisti dal Corriere della Sera, ha affermato che si è trattato di “un incontro privato”.

“Anche noi magistrati abbiamo le nostre idee”, ha spiegato il giudice.

La Ruggeri ha ammesso che anche in precedenza, quando alcuni magistrati avevano manifestato il loro indirizzo politico orientato verso la sinistra, si erano scatenate le polemiche.

“Sì, ma non siamo tutti di sinistra”, ha detto la pm della procura di Bergamo.

In passato Letizia Ruggeri era stata coinvolta in un caso legale con il segretario provinciale della Lega, Daniele Belotti, oggi deputato.

Il politico era stato querelato per diffamazione per le sue affermazioni in merito alle prime fasi delle indagini del caso Yara, terminato con la condanna all’ergastolo in primo e secondo grado di Massimo Bossetti per l’omicidio della ragazza.

Il deputato era stato poi condannato a risarcire con 11mila euro il magistrato, che aveva attaccato via mail.