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Libia, il governo Sarraj dichiara lo stato di emergenza a Tripoli

Tensione altissima nella capitale a causa dei violenti scontri tra milizie rivali. La Settima Brigata, ostile al Governo di unità nazionale, si dichiara pronta sferrare un attacco al quartiere di Abu Salim

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Il primo ministro libico, Fayez al-Sarraj

Caos in Libia. Proseguono i violenti scontri tra milizie, dopo che il Consiglio presidenziale libico ha dichiarato lo stato d’emergenza a Tripoli e nelle periferie della capitale. L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato ufficiale diffuso dai media arabi in cui si legge che “la misura è diretta a fermare lo spargimento di sangue, ridurre le perdite materiali e di vite umane, tutelare la sicurezza dei civili, le strutture pubbliche e private”.

Il ministro dell’Interno del governo di Accordo nazionale libico, Abdel Salam Ashour, ha emanato un’allerta per i quartieri di Ghut Shaal e Al Seyaheyya, zona ovest di Tripoli, e ha chiesto al direttore dell’apparato di sicurezza generale di “proteggere le due zone ed evitare che ci siano violazioni della sicurezza”.

Secondo quanto riportato dai media libici, il timore è che gli scontri a sud della capitale possano raggiungere l’area che un tempo rappresentava il quartiere diplomatico in cui sorgevano diverse ambasciate

Finora il bilancio degli scontri, che durano da oltre una settimana, è di 47 morti, tra cui civili, e 129 feriti, secondo quanto riferito dalla stampa libica. Nella sera di domenica 4 settembre, 15 persone hanno perso la vita dopo che un mortaio ha centrato un campo sfollati di Al Falah.

L’ambasciata italiana in Libia ha smentito su Twitter la chiusura della rappresentanza diplomatica. “Continuiamo a stare al fianco dell’amato popolo libico in questa difficile congiuntura”, ha scritto l’ambasciata sul suo profilo ufficiale smentendo il sito Al Mutawasset, che aveva lanciato la notizia facendo riferimento a presunti motivi legati all’intensificarsi dei combattimenti nella capitale libica e dopo che un colpo di mortaio aveva raggiunto un palazzo vicino all’ambasciata.

 

Fonti della ministero della Difesa hanno assicurato che i militari italiani nel paese stanno bene e in sicurezza e che nessun problema è riscontrato all’ospedale da campo a Misurata. La ministra Elisabetta Trenta sta seguendo costantemente l’evolversi dei fatti.

Il governo di Fayez al-Sarraj ha annunciato la formazione di un comitato di crisi per gestire il nuovo stato di emergenza e ha avvertito le parti in conflitto che dovranno affrontare le conseguenze se continuano a perseguire i loro obiettivi.

Il colonnello Abdel Rahim Al-Kani, leader della Settima Brigata ha annunciato che le sue forze sono posizionate lungo la strada per l’aeroporto e stanno per sferrare un attacco al quartiere di Abu Salim, porta di accesso al centro storico. Il capo del Consiglio libico degli anziani per la riconciliazione, Mohamed al-Mubshir, ha detto che è stato formato un comitato d’emergenza per negoziare con le parti in lotta.

La Settimana Brigata, scrivono i media locali, ha dichiarato Abu Salim zona militare e ha chiesto agli abitanti di lasciare le abitazioni, in preparazione di una “importante offensiva contro le milizie presenti nell’area”.

La milizia della cittadina di Tarhuna a 60 chilometri a sud della capitale, legata al signore della guerra Salah Badi, si è resa autonoma dal Governo di accordo nazionale di Sarraj e combatte per liberare Tripoli dalle altre milizie armate, accusate di corruzione.

A fronteggiarla sono una serie di milizie che formano unità speciali dei ministeri dell’Interno e della Difesa del governo di Sarraj: le Brigate Rivoluzionarie di Tripoli, la Forza speciale di Dissuasione (Rada), la Brigata Abu Selim e la Brigata Nawassi, che ricevono finanziamenti dall’Ue.

La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha chiesto a tutte le parti in conflitto nella zona sud di Tripoli di incontrarsi domani, martedì 4 settembre, per raggiungere un accordo di cessate il fuoco.

“Sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e della proposta del segretario generale delle Nazioni unite di mediare tra i vari partiti libici, e sulla base dell’appello delle varie parti, incluso il Governo di accordo nazionale riconosciuto a livello internazionale, per avviare un dialogo urgente sull’attuale situazione di sicurezza a Tripoli, la Missione dell’Onu invita le varie parti interessate a tenere una riunione ampliata martedì in un luogo che sarà annunciato più tardi”, si legge in una nota dell’Unsmil.