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Crollo ponte Morandi, la Guardia di Finanza sequestra documenti al Ministero dei Trasporti

La Guardia di finanza sta eseguendo un decreto di sequestro emesso dalla procura di Genova

Immagine di copertina
Credit Afp

La Guardia di finanza sta eseguendo un decreto di sequestro emesso dalla procura di Genova inerente ai documenti relativi al ponte Morandi.

In particolare, le fiamme gialle si trovano presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e nell’ufficio ispettivo territoriale di Genova, nella sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta e nella sede della Spea Engineering Spa.

I sequestri stanno avvenendo a Roma, Milano, Firenze e Genova.

Il procuratore Francesco Cozzi in questi giorni aveva parlato di “un consistente numero di reperti utili per accertare le cause del crollo del viadotto” collassato per circa 250 metri il 14 agosto scorso uccidendo 43 persone.

Cozzi aveva anche spiegato che “l’analisi della documentazione che abbiamo acquisito ci ha portato a raccogliere elementi utili che risalgono fino agli anni ’80”, quindi il lavoro di investigatori e inquirenti sarà ancora lungo e “al momento non c’è alcun indagato”.

Per il cedimento del viadotto Polcevera, la procura di Genova ipotizza il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Non c’è ancora nessun iscritto nel registro degli indagati.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli plaude all’intervento della Guardia di finanza: “Sono ben felice che si faccia chiarezza su quanto successo in passato il Mit è a totale disposizione delle autorita’ che stanno indagando sul crollo del Ponte Morandi. Buon lavoro alla Guardia di finanza e ai magistrati”, ha scritto su Twitter.

“Nessuna polemica politica: il Comune di Genova, così come la regione Liguria, sono in contatto quotidiano con Roma e “in ottimi rapporti con il governo”, ha detto, riferendosi alle discussioni per la ricostruzione del ponte crollato, il sindaco di Genova Marco Bucci, intervenendo questa mattina ai microfoni di RTL 102.5.

“Fino a quando non c’è una nuova legge che dice che deve farla qualcun altro, la ricostruzione la deve fare Autostrade, il concessionario. Aspettiamo quello che ci dirà il Governo. Se Autostrade si mette d’accordo con gli altri due e fanno una ATI (associazione temporanea di imprese, ndr) e lo possono fare, va benissimo, non vedo l’ora di avere un interlocutore”.

“Non vuole battaglie politiche ma un ponte di altissima qualità il più in fretta possibile, io rappresento la città e starò in piedi di fronte a tutti a dire queste cose. Stiamo lavorando tutti i giorni per cercare di mettere assieme un team di progettisti e aziende, come avete visto ieri, che diano una soluzione per Genova. Io sono qui per trovare una soluzione, non per fare battaglie politiche”.

Intesa Sanpaolo è “pronta a cancellare i mutui nella zona rossa colpita dal crollo del ponte Morandi e a supportare con altri interventi le famiglie e le imprese della zona rossa”.

Lo comunica lo stesso istituto di credito che ha stanziato un plafond di 4,5 milioni per la ”remissione unilaterale dei mutui prima casa degli immobili che verranno dichiarati inagibili.