Me
Milano, versa acido cloridrico nella bottiglia d’acqua del collega: arrestata 52enne
Condividi su:
acido bottiglia collega

Milano, versa acido cloridrico nella bottiglia d’acqua del collega: arrestata 52enne

La vittima, un uomo di 41 anni, ha avvertito un bruciore fortissimo in bocca ed è stato portato in ospedale

29 Ago. 2018
acido bottiglia collega

Ha approfittato dell’ufficio vuoto e con una siringa ha iniettato acido cloridrico nella bottiglietta d’acqua del collega. Quando l’uomo ha bevuto, ha sentito la bocca bruciare ed è riuscito a sputare.

È successo a San Donato nel milanese, negli uffici dell’Eni, martedì 28 agosto. Una dipendente di 52 anni è stata arrestata per tentato omicidio e atti persecutori nei confronti del collega, vittima del tentativo di avvelenamento.

L’uomo, 41 anni, ha avvertito un bruciore fortissimo in bocca ed è stato portato in ospedale. Gli sono stati diagnosticati tre giorni di prognosi e ai carabinieri della stazione di San Giuliano ha raccontato che, nelle ultime settimane, aveva ricevuto molestie telefoniche da un numero privato in più occasioni.

I carabinieri, dopo i soccorsi all’impiegato per la sorsata d’acqua contaminata, nel cassetto di una scrivania dello stesso ufficio i carabinieri hanno rinvenuto una borsa contenente delle boccette etichettate “AA” e una siringa aperta e usata. Le analisi hanno confermato che la boccetta e la siringa presentavano tracce di acido cloridrico.

Non si tratta dell’unico caso. Un’altra collega della donna arrestata aveva denunciato di essere stata pedinata e assillata con telefonate e di recente aveva trovato l’auto e la porta di casa imbrattate di vernice: anche questi episodi sono stati attribuiti dagli investigatori all’arrestata, nella cui casa è stata trovata una bomboletta spray.

Gli investigatori, con la collaborazione dell’Eni, hanno scoperto l’utenza da cui arrivavano le telefonate: dall’analisi del suo telefono sono emerse ricerche su Internet su come acquistare acido solforico o sostanze simili.

In casa c’erano anche degli appunti a mano su sostanze caustiche.

La donna ha negato le accuse.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus