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Turchia, rilasciato il presidente di Amnesty International dopo oltre un anno in carcere

Liberati anche due soldati greci. Resta in carcere il pastore evangelico statunitense Andrew Brunson accusato di spionaggio

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Taner Kilic riabbraccia la sua famiglia

Il presidente onorario di Amnesty International, Taner Kilic, è stato rilasciato dopo 14 mesi di detenzione mercoledì 15 agosto 2018. Poche ore prima un tribunale di Istanbul aveva disposto la scarcerazione del noto avvocato per i diritti umani.

Kilic era stato arrestato a giugno 2017 con accuse legate al terrorismo, nell’ambito della massiccia repressione post-golpe che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha messo in atto negli ultimi anni, con l’arresto di decine di migliaia di persone, tra cui giornalisti, attivisti e personalità politiche dell’opposizione.

L’attivista turco era accusato di aver utilizzato ByLock, una app di messaggistica crittografata che le autorità turche pensano sia stata usata per comunicare durante l’organizzazione del tentativo di colpo di stato militare del luglio 2016.

“Siamo felicissimi di questa notizia”, ha detto Kumi Naidoo, nuovo segretario generale di Amnesty International, sulla liberazione di Kilic. “C’è voluto oltre un anno di campagne e lotta per arrivare qui, ma Taner è stato finalmente liberato ed è tornato sano e salvo tra le braccia di sua moglie e delle sue figlie”.

“Insieme alla gioia e al sollievo, tuttavia, restano dolore, rabbia e una profonda determinazione”, ha aggiunto il segretario generale. “Dolore per tutte le cose che Taner si è perso durante la sua crudele prigionia. Rabbia perché le infondate accuse contro di lui e altri 10 difensori dei diritti umani non sono state annullate”.

Naidoo ha aggiunto che Amnesty proseguirà “la lotta per i diritti umani in Turchia e per la liberazione di tutti coloro che sono stati ingiustamente imprigionati nella feroce repressione”.

Insieme al presidente di Amnesty International sono stati rilasciati su cauzione anche due soldati greci arrestati alcuni mesi fa e accusati di spionaggio. Secondo l’agenzia Reuters i due militari sono rientrati in patria.

Rimane in carcere invece il pastore evangelico statunitense Andrew Brunson, sotto processo dalle autorità turche con accuse di spionaggio. La richiesta di rilascio di Brunson da parte di Washington è una delle questioni diplomatiche pendenti tra Stati Uniti e Turchia.

Dopo il pesante crollo della lira turca registrato nell’ultima settimana, il presidente Erdogan ha lanciato dure accuse contro gli Stati Uniti (qui cosa sta succedendo tra i due paesi).

Dopo il crollo registrato venerdì 10 agosto 2018, la lira turca lunedì 13 ha registrato un nuovo minimo record, sfondando quota 7 sul dollaro.

La Banca centrale turca ha annunciato che adotterà “tutte le misure necessarie” per assicurare la stabilità, la stessa espressione che fu utilizzata dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, nel 2012 per rassicurare i mercati di fronte alla crisi della zona euro.

Erdogan continua a sostenere la tesi del complotto statunitense contro il paese. “Da un lato, siete con noi nella Nato e, dall’altro, state cercando di colpire il vostro partner strategico alle spalle. Può essere accettabile una cosa del genere?”, ha detto Erdogan in un discorso ad Ankara.