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Di Pietro: “Ministero delle Infrastrutture responsabile per il crollo di Genova”

La convenzione con Autostrade per l'Italia prevede che sia un organo interno al ministero a dover vigilare sui lavori lungo le autostrade

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Antonio Di Pietro è stato ministro delle Infrastrutture dal 2006 al 2008

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non è esente da responsabilità rispetto al crollo del ponte Morandi di Genova. Lo sostiene Antonio Di Pietro, che dal maggio 2006 al maggio 2008 è stato titolare proprio di quel ministero.

Già nelle prime ore successive al disastro, il Governo ha puntato il dito contro Autostrade per l’Italia, che gestisce la A10 interessata dal crollo. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha annunciato la revoca della concessione alla società controllata dalla famiglia Benetton e ha aggiunto che il Ministero si costituirà parte civile nel processo penale che dovrà accertare i colpevoli.

Tuttavia, secondo Di Pietro, proprio la concessione con Autostrade per l’Italia prevede che sia un organo interno al Ministero delle Infrastrutture a dover vigilare sui lavori di manutenzione sulla rete autostradale.

Ospite del programma tv In Onda, su La7, l’ex leader de L’Italia dei Valori  ha ricordato che fu proprio durante il suo mandato che fu siglata la concenssione attualmente in vigore.

“Fu previsto un apposito capitolo che prevedeva i controlli dell’Anas prima e, dal 2013, di una struttura di vigilanza sulle concessioni autostradali che passò sotto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, ha detto Di Pietro.

In altre parole, secondo l’ex ministro, la vigilanza sui lavori lungo le autostrade spettava fino al 2013 all’Anas e dal 2014 alla struttura di vigilanza sulle concessioni autostradali , istituita presso il Ministero.

In effetti, l’articolo 28 della concessione stabilisce che “il concedente vigila affinché i lavori di adeguamento delle autostrade siano eseguiti a perfetta regola d’arte a norma dei progetti approvati” e “sui lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e sui ripristini”.

Nella concessione del 2007 il concedente era l’Anas, ma dal 2014, in base a questo decreto, il concedente è diventata la Direzione Generale Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali.

Quindi, dal 2014 spetta effettivamente a questa struttura interna al ministero vigilare sui lavori lungo le autostrade.

Durante la sua partecipazione a In Onda, Di Pietro ha affermato anche che, a suo avviso, questo punto è sfuggito finora a Toninelli ma è ben noto a Salvini

“Mi piange il cuore dover dare ragione  quel politico navigato di Salvini rispetto a ciò che stanno dicendo gli improvvisati ministri del Movimento 5 Stelle”, ha detto l’ex ministro. “Salvini, se ci avete fatto caso, su alcuni argomenti si defila. Salvini ha già detto: ‘i controlli non hanno funzionato’. Toninelli invece ha detto che il Ministero si costituirà parte civile. Un laureando in legge sa che, se una struttura è addetta al controllo, vuol dire che è responsabile civile e non parte civile”.

“Salvini infatti non dice ‘ci costituiremo parte civile’ ma il responsabile pagherà, ben sapendo che in realtà c’è una norma specifica in questo contratto di concessione che prevede che, dapprima l’Anas, e poi dal 2013 questa apposita struttura, dovrà occuparsi dei controlli sia dei lavori di ripristino sia dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Di Pietro ha rincarato la dose in una intervista rilasciata a Fanpage.

“Sul piano della responsabilità penale dovranno rispondere di omissione di atti di ufficio anche coloro che, nell’ambito della Pubblica Amministrazione e in particolar modo del Ministero competente, avrebbero dovuto eseguire i controlli e gli accertamenti previsti e soprattutto le messe in mora e le contestazioni che non sono invece state fatte”, ha detto.

“Questi nomi e cognomi, perché la responsabilità penale è sempre personale, usciranno dall’esito dell’inchiesta che sta conducendo la procura di Genova. Poi c’è una responsabilità civile, prevista dalla convenzione, che spetta al concessionario, quindi ad Autostrade per l’Italia”.