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Ponte Morandi, ora rischia di crollare anche uno dei piloni rimasti in piedi: soccorsi sospesi

I Vigili del Fuoco hanno avvertito i residenti di via Fillak: in corso le verifiche sulla stabilità

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Ventiquattro ore dopo il crollo del ponte Morandi, le operazioni di soccorso a Genova sono state sospese per il rischio di crollo di una parte del pilone autostradale rimasta pericolante, nella zona di via Campi.

Sono in corso le verifiche di stabilità da parte dei Vigili del fuoco, che poco prima delle 12.00 hanno avvertito i residenti di via Fillak che il pilone rimasto in piedi si sta inclinando.

I residenti stavano recuperando i propri oggetti nelle loro abitazioni, dalle quali sono stati sfollati.

Secondo il quotidiano La Repubblica, “c’è il rischio che la parte restante di ponte Morandi crolli da un momento all’altro”.

Il crollo del ponte Morandi

A Genova il ponte Morandi, sull’autostrada A10, è crollato poco prima di mezzogiorno nella mattina di martedì 14 agosto 2018.

Alle 11.00 del 15 agosto il bilancio delle vittime è di 39 morti accertati, tra cui tre bambini di 8, 12 e 13 anni, e tre francesi. Ci sono anche 16 feriti, di cui 12 in codice rosso, e una decina di dispersi.

Sono stati evacuati 11 palazzi e 440 persone nella zona interessata dal crollo, ha reso noto il Comune di Genova.

“Temiamo che il numero delle vittime e dei feriti sia destinato ad aumentare perché sono ancora in corso le operazioni di rimozione dei detriti della parte del ponte caduto”, ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli. Non sarebbero coinvolte persone nelle case o in transito sotto la struttura, ma solo gli occupanti dei veicoli caduti. Al momento del cedimento della struttura, secondo quanto riportato da Borrelli, sul ponte transitavano 30-35 autovetture e tre mezzi pesanti.

“La dimensione è epocale, decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto chi è rimasto incastrato sotto le macerie. I vigili del fuoco insieme ai sanitari stanno tirando fuori i pazienti, qualcuno è già arrivato negli ospedali di Genova. Abbiamo l’appoggio pieno di Lombardia e Piemonte, tutti gli ospedali sono a disposizione”, ha proseguito Borrelli.