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Cosa leggere quest’estate: 15 libri consigliati dalla redazione di TPI

Ecco qualche suggerimento per le tue letture estive

Immagine di copertina
Illustrazione: Asako Masunouchi

Libri da leggere estate 2018 consigli

Dai libri inchiesta ai romanzi, passando per i racconti: ecco le letture consigliate dalla nostra redazione da portare sotto l’ombrellone. (Cliccando sul titolo potrai acquistare il libro su Amazon)

Anna Ditta consiglia

La scomparsa di Stephanie Mailer, Joël Dicker

Una talentuosa giornalista scompare all’improvviso. Il caso sembra collegato al quadruplice omicidio accaduto vent’anni prima, il giorno dell’inaugurazione del primo Festival teatrale della città di Orphea. Il nuovo giallo di Joël Dicker, autore di La verità sul caso Harry Quebert, non delude le aspettative.

Luca Serafini consiglia

Marta Russo. Di sicuro c’è solo che è morta, Vittorio Pezzuto

Un’imponente inchiesta che, a 20 anni dalla morte della studentessa Marta Russo, fa luce su uno dei più clamorosi casi di malagiustizia della storia italiana. Un libro scritto benissimo, avvincente, che ricostruisce per filo e per segno non solo tutte le assurde circostanze che hanno portato alla sentenza di condanna dei due imputati, ma anche il ruolo giocato da una certa stampa, che diffuse notizie pruriginose e prive di fondamento senza curarsi dei principi che dovrebbero guidare la professione giornalistica. Consigliatissimo.

Andrea Lanzetta consiglia

I viaggi, Ibn Battuta

Dalla Spagna alla Cina, dal Maghreb all’India, dall’Afghanistan al Kenya e poi ancora Egitto, Libia, Algeria, Turchia, Siria, Iran: c’è stato un uomo che passò la vita tra Asia, Africa ed Europa, viaggiando il triplo dei chilometri percorsi da Marco Polo, si chiamava Ibn Battuta, un giurista marocchino del ‘300 che al ritorno da 29 anni di peregrinazioni per il mondo dettò “I viaggi”, uno dei più grandi diari di esplorazione mai scritti. Sotto l’ombrellone è facile fantasticare di luoghi esotici e castelli principeschi, oceani inesplorati e storie di meraviglie lontane, quest’opera offre tutto questo attraverso lo sguardo di un protagonista d’eccezione che, in tre spedizioni condotte tra il 1325 e il 1354, visitò l’equivalente di 44 paesi del mondo, offrendo una descrizione della Spagna islamica, della Cina invasa dai Mongoli e dell’Africa prima dell’arrivo degli europei.

Lara Tomasetta consiglia

Al di là del mare, Wolfang Bauer

“Il Mediterraneo è insieme la culla dell’Europa e il teatro del suo più clamoroso fallimento”. Il libro, snello e scorrevole, racconta in prima persona la coraggiosa iniziativa intrapresa dal giornalista Wolfgang Bauer che decide di unirsi sotto copertura a un gruppo di siriani in fuga dal mattatoio umano che è diventato il loro paese. In Egitto si finge profugo caucasico insieme al fotografo ceco Stanislav Krupar, aderendo alle offerte di fantomatici agenti, la faccia presentabile di un’imprenditoria emergente e oscena: il traffico di uomini. Diventando così anch’esso migrante in fuga.
Il libro, pubblicato nel 2014, è una meravigliosa riscoperta che torna molto utile in questi tempi in cui sembra sempre più difficile immaginare e comprendere cosa significhi attraversare il Mediterraneo alla ricerca di una vita migliore.

Enrico Mingori consiglia

Splendori e miserie del gioco del calcio, Eduardo Galeano

La prima volta che ho letto “Splendori e miserie del gioco del calcio” avrò avuto sì e no 14 anni. Recentemente questo meraviglioso libro di Eduardo Galeano mi è tornato per caso tra le mani e dentro vi ho riscoperto una preziosa fonte di racconti, leggende e riflessioni sul gioco più bello che sia mai stato inventato. Se amate il calcio queste 240 pagine sono perfette per farvi compagnia sotto l’ombrellone. Quando tornerete in città non solo avrete molti più aneddoti in materia da sfoggiare in compagnia, ma potrete anche sostenere con maggiori e migliori argomenti che il football è molto più di uno sport dove 22 persone in mutande corrono dietro a un pallone. E poi che dire di quella soave malinconia che solo gli autori sudamericani sanno lasciare dietro di sé?

Laura Melissari consiglia

E il cuore salta un battito, Claudio Rossi Marcelli

È la storia d’amore autobiografica tra Claudio Rossi Marcelli e Manlio, il suo amore di vecchissima data, marito e padre dei suoi tre figli, nati da madre surrogata negli Stati Uniti. In un periodo storico dove si stanno mettendo in discussione i diritti civili dati ormai per acquisiti e scontati, l’unico modo per farsi gli anticorpi è la conoscenza diretta. O quella attraverso i libri. Che è un po’ la stessa cosa. Si scoprirà che due uomini che si amano non sono così alieni, come ministri e fascisti vogliono farci tornare a credere, e non lo è né il loro matrimonio, né i loro tre figli. Lo consiglio perché è scritto in maniera ironica e appassionata, e per immergersi in una storia d’amore difficile ma bellissima (che oggi è ormai finita dopo lunghe vicissitudini). Libro perfetto in spiaggia.

Clarissa Valia consiglia

L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto, A. Igoni Barrett

“La curiosità, col tempo, si tramutò in sospetto, e il ponte tra sospetto e gelosia, nelle questioni d’amore, è l’immaginazione, così Godspeed si ritrovò nella disdicevole posizione del marito geloso”.

Il titolo non delude le aspettative. Nove racconti in cui l’amore è protagonista in tutte le sue possibili combinazioni, c’è l’amore preteso, l’amore tradito, l’amore riconquistato, l’amore carnale, l’amore eterno, l’amore idilliaco, l’amore abbandonato, l’amore negato, l’amore nascosto, l’amore incompreso e l’amore vero. Sono storie intense dove il sentimento domina la vita dei personaggi, rendendoli schiavi, condizionabili e vittime. Racconti tutti ambientati in Nigeria, dove lo scrittore Igoni A. Barrett è nato e dove, come in ogni paese al mondo, povero o ricco che sia, l’amore riesce a diventare soggetto di pensieri incessanti, anche in quei luoghi dove la realtà è più dura. Perché l’amore è potere. O almeno gli somiglia molto.

Futura D’Aprile consiglia

Le intermittenze della morte, José Saramago

Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre nessuno muore più. L’umanità ha raggiunto l’eternità, ma dopo l’iniziale contentezza per la sua nuova condizione scopre tutte le sue fragilità e il bisogno che vita e morte continuino ad alternarsi. La Signora con la falce torna così a svolgere il suo compito e invia una lettera viola alle sue “vittime” per annunciare il suo arrivo. La missiva indirizzata ad un violoncellista, però, continua a tornare indietro. Infastidita, ma anche un po’ incuriosita, la Morte assume le fattezze di una donna e decide di consegnare di persona la lettera e di conoscere quest’uomo che cerca di sfuggirle. Un romanzo surreale che offre uno sguardo critico sulla nostra società e rende la morte un po’ più umana.

Campagna regione lazio

Shah-In-Shah, Ryszard Kapuscinski

La storia è fatta di date stabilite molto spesso a tavolino per tracciare una linea che separi il “prima” dal “dopo”. Ma cosa si nasconde dietro quel numero che a scuola ci fanno imparare a memoria? Ecco allora entrare in scena i reportage del giornalista polacco Kapuscinski, che in “Shah-in-Shah” racconta l’Iran degli Scià prima del crollo del loro potere, a cui si contrappone una società impoverita e oppressa che trova rifugio nell’unica alternativa in quel momento possibile: la religione e l’ayatollah Khomeyni. Con uno stile asciutto e accurato, ma non per questo meno coinvolgente,  Kapuscinski ci racconta la rivoluzione iraniana del 1979 e gli eventi che l’hanno preceduta, regalandoci con il suo reportage uno sguardo approfondito su un paese che conosciamo meno di quanto pensiamo.

Cristana Mastronicola consiglia

L’arte della gioia, Goliarda Sapienza

Perché leggere l’Arte della Gioia? Per incontrare Modesta. La protagonista del romanzo è una donna nata in un angolo di Sicilia del 1900. Ma è soprattutto un personaggio eccezionale, in cui si mescolano e scontrano passioni e razionalità di una donna che, nata poverissima, riesce a sconfiggere le sfide della vita e a diventare quello per cui ha lottato: una donna indipendente in un’Italia abituata a donne “dipendenti”. Modesta conquista una cultura che per ceto le sarebbe stata negata a vita: diventa colta lettrice, amante di poesia e filosofia, fino ad abbracciare la lotta politica. Il nome Modesta è solo l’involucro di una donna nient’affatto sottomessa, distante da convenzioni sociali e morale comune, devota solo alla libertà. Non è solo la protagonista dell’arte della gioia, ne è la maestra. Un romanzo intenso, da centellinare pagina per pagina, per assaporare la scrittura energica di Goliarda Sapienza ed essere trasportati in una Sicilia lontana e piena di contraddizioni.

Giordano Giusti consiglia

Lui, Io, Noi, Dori Ghezzi, Giordano Meacci, Francesca Serafini

Due scrittori, nonché sceneggiatori della banda di Claudio Caligari (regista di Non essere cattivo), guidano Dori Ghezzi tra i ricordi che la uniscono a Fabrizio De André, compagno di una vita. Il racconto intimo del privato si unisce alla storia del personaggio pubblico, tra incontri artistici e genesi delle canzoni più celebri. Meacci e Serafini firmano anche Principe Libero, film tv sul cantautore genovese interpretato da un magistrale Luca Marinelli – recuperabile su Raiplay, altro consiglio per l’estate 2018.

Marta Facchini consiglia

Puttane assassine, Roberto Bolaño

“Mauricio Silva, detto l’Ojo, aveva sempre cercato di fuggire la violenza anche a rischio di essere considerato un vigliacco, ma la violenza, la vera violenza, non si può fuggire, o almeno non possiamo farlo noi, nati in America Latina negli anni Cinquanta, noi che avevamo una ventina d’anni quando morì Salvador Allende”. In Puttane Assassine, Roberto Bolaño non nasconde le ombre della sua scrittura: in ognuno dei tredici racconti nessun personaggio può sottrarsi a una qualche forma di violenza, che la subisca o che la commetta: l’uomo che gioca a carte con le persone sbagliate in una bettola di Città del Messico, il ragazzo che ha passato l’adolescenza sui set dove la madre girava film porno, il fotografo che cerca di salvare due bambini chiusi in un bordello per omosessuali in India. Tutti vivono sulla pelle le tragedie dell’umanità e sono nani sulle spalle di giganti. Nell’ultime silloge di racconti pubblicati prima della morte, lo scrittore cileno racchiude ogni elemento della sua narrativa, che sia grottesco, ironico o tragico: il male come forza latente dell’uomo, il sesso, la politica e l’esilio. Bolaño osserva il mondo dall’esterno ma trasforma anche il lettore in un voyeur “avido di vite travagliate e di fantasmi”.

Viola Serena Stefanello consiglia

La ragazza con la Leica, Helena Janeczek

Vincitore del Premio Strega 2018, La Ragazza con la Leica di Helena Janeczek non può che entrare di diritto tra le letture dell’estate 2018. Racconta, in modo romanzato e toccante, la storia di Gerda Pohorylle, in arte Gerda Taro, una delle prime fotogiornaliste della storia e amante dell’altro famoso fotoreporter di guerra, Robert Capa. Il libro si spezza tra Parigi, Roma, la Spagna della Guerra Civile e la Germania del primo dopoguerra. Un modo romantico di ripassare l’oscura storia europea del secolo scorso e scoprire la vita di una donna eccezionale.

Confesso che ho vissuto, Pablo Neruda

Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, per tutti Pablo Neruda, non fu soltanto il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1971. Fu anche un fine diplomatico, un combattente fiero, un “poeta del popolo”, una delle maggiori figure letterarie dell’America Latina contemporanea. Leggete questa sua autobiografia in una prosa limpida ma poetica per scoprire la vita affascinante e avventurosa dell’uomo dietro alcune delle poesie più belle del secolo scorso.

Tutta la redazione di TPI consiglia 

Belice, scritto dalla nostra Anna Ditta

Anna racconta il terremoto del Belice del 1968, la prima grande catastrofe naturale nella storia della Repubblica italiana, delle lotte civili, gli scandali sulla ricostruzione dell’ultima periferia d’Italia.

Perché leggerlo? Per convincervi usiamo le parole di Giacomo Di Girolamo, che introduce il libro:

“Questo libro è un miracolo perché ci dice cose che non sappiamo, e le spiega bene, in maniera ordinata.

Anna si è fatta delle domande, e fa una ricerca per capire, chiedere, provare a dare delle risposte, metterle in fila. Senza gridare, senza urlare slogan.

C’è gentilezza in questa scrittura, e c’è bellezza. Perché è proprio questo che ci salva dai terremoti e dalle ricorrenze. Ci salva la passione di Anna. Ci salva la bellezza”.