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La bufala dei migranti che protestano per avere l’abbonamento a Sky

Secondo Il Giornale di Vicenza, che ha riportato la notizia, i migranti avrebbero chiesto alla prefettura "l'aria condizionata, l'abbonamento a Sky e le carte d'identità"

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Il Giornale di Vicenza ha diffuso giovedì 9 agosto la notizia di alcuni richiedenti asilo che avevano organizzato una protesta per ottenere un abbonamento a Sky. Secondo il quotidiano, l’episodio si era verificato nel centro culturale San Paolo in via Carducci, a Vicenza, gestito dalla cooperativa Cosep. I quindici migranti ospitati si sarebbero rivolti alla questura per vedere soddisfatte alcune richieste, a cui non era stato dato seguito.

Stando a quanto emerge dal titolo dall’articolo, “I richiedenti asilo vogliono avere Sky: scatta la protesta”, i migranti avrebbero chiesto alla questura un abbonamento televisivo, l’aria condizionata e le carte di identità. Poiché le richieste erano state rifiutate, sarebbe stata organizzata la protesta nel centro.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’incontro con la Questura c’è stato ma sono stati altri i temi al centro della discussione. La Prefettura, che la mattina di lunedì ha ricevuto i migranti, sottolinea che nella lista non ci sono né l’abbonamento a Sky né l’aria condizionata. Ci sono invece le carte d’identità: nella riunione tra i responsabili della Prefettura e quelli del Cosep si è parlato solo di richieste legate alla residenza e a problematiche generali legate al cibo.

La ripresa della notizia dell’abbonamento a Sky, senza che venissero fatti ulteriori accertamenti, è stata ripresa da testate nazionali, tra cui Il Giornale.

È stato Fabio Butera, giornalista di Repubblica, a svelare per primo che si trattava di una bufala.

In un post su Facebook, il cronista ha spiegato come ha verificato la notizia. Chiamato il responsabile comunicazione della questura, si è sentito rispondere che “il questore non è conoscenza delle istanze dei richiedenti asilo”. Ha poi contattato la Prefettura, che ha specificato che le richieste avanzate erano relative “alle iscrizioni anagrafiche, ovvero ai certificati di residenza”, e che non risultava “nessuna richiesta in merito all’abbonamento Sky”.

Butera ha sentito anche l’autore dell’articolo, che ha affermato di non avere parlato con i richiedenti asilo e che la notizia era stata riportata da una sua fonte. “Alla domanda se si fosse premurato di sentire anche i protagonisti della vicenda (I richiedenti asilo) mi ha detto che non c’è stato tempo”, ha scritto il giornalista.