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Roma, un ragazzo picchia la compagna davanti al figlio di due anni: arrestato

La ragazza di 20 anni era stata ripetutamente picchiata e maltrattata dal compagno, ma non aveva il coraggio di denunciare il suo aggressore

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Una ragazza di 20 anni è stata picchiata e maltrattata dal compagno ripetutamente, in alcune occasioni in presenza del figlio di due anni.

A denunciare il ragazzo, un 25enne di origini rumene, sono stati i carabinieri della stazione di Roma Aventino con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Le indagini sul ragazzo denunciato sono state portate avanti dai carabinieri stessi e in seguito il gip del tribunale di Roma ha deciso di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’indagato.

A testimoniare contro il ragazzo di 25 anni sono stati i parenti della donna, dei suoi vicini di casa e anche dei medici che hanno in più occasioni curato le ferite riportate dalla vittima a seguito delle violenze.

In più occasioni infatti, la giovane si era rivolta ai pronto soccorso nei pressi della sua abitazione per ricevere cure mediche.

Secondo quanto riferito dai carabinieri, la donna si trovava in uno stato di completa soggezione, sia fisica che mentale, e non era mai stata in grado di denunciare il compagno nonostante le ripetute violenze.

Nonostante ciò, i carabinieri della stazione di Roma Aventino hanno deciso di procedere con un’indagine d’ufficio, denunciando così l’uomo per violenze domestiche.

Adesso il ragazzo si trova nel carcere di Regina Coeli.

Continua così a salire il numero di casi di violenza domestica in Italia.

Il 9 agosto 2018 aveva fatto discutere il caso di una donna aggredita e violentata dal suo stesso figlio a Torino.

Il ragazzo, secondo quanto raccontato dalla madre, era in preda alle allucinazioni causate dal consumo di crack.

La donna, 50 anni, stava per uscire dalla sua abitazione quando il figlio l’ha aggredita in cucina.

Il ragazzo, 30 anni, quando sono arrivati gli agenti si trovava all’interno dell’appartamento, ed è stato subito arrestato. Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto si è dichiarato innocente.

I carabinieri hanno recuperato dei campioni biologici presenti sui vestiti della donna e su quelli del figlio per fare chiarezza su quanto accaduto.