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La misteriosa scomparsa del rapper Dome Dama: “Può essere una vittima di Igor il Russo”

Domenico D'Amato è sparito l'8 marzo del 2017. Ora è stato aperto un fascicolo sul suo ex coinquilino. L'avvocato della famiglia: "Quella sera avevano litigato, e Domenico era ferito alla mano destra"

Immagine di copertina
Domenico D'Amato, conosciuto come Dome Dama

La scomparsa del rapper Domenico D’Amato, conosciuto come “Dome Dama”, avvenuta l’8 marzo del 2017 a Bologna, è ancora avvolta da una fitta cortina di mistero.

“Ho deciso di occuparmi della scomparsa di Domenico guardando la sua foto in primo piano, con gli occhi aperti sul mondo”, così l’avvocato Iannuccelli, legale della famiglia, racconta l’inizio di questa lunga battaglia giudiziaria per fare emergere la verità sul 28enne di Molinella.

“Dome Dama” è un rapper di bell’aspetto con i capelli castani, gli occhi verdi e il corpo ricoperto da tatuaggi. La sua musica lo conduceva periodicamente al nido domestico, accanto alla madre che per lui ha sempre rappresentato un conforto.

“Non lo conoscevo prima, ma quella foto in primo piano parla di lui, dei suoi sogni, della sua musica e della sua vita” dice l’Avvocato Iannuccelli. Usava molto i social per promuovere la sua musica e scriveva almeno due post al giorno su Facebook.

L’ultimo accesso risale al 22 febbraio. “Lui è un rapper, di quelli che urlano al mondo la propria rabbia, che usano le canzoni come manifesti di insofferenza e dolore. È per questo che solo attraverso i social e i media ho incominciato a stabilire contatti col mondo di Domenico”, conclude l’avvocato.

Era il 28 febbraio del 2017, quando Domenico percorre più di 50 chilometri per raggiungere il fratello Tommaso a lavoro, per parlargli e chiedere un consiglio. Il fratello in quel momento, però, non poteva rivolgergli le dovute attenzioni perché era impegnato e rimanda l’appuntamento alle 12.30.

Domenico a quell’appuntamento non si presenterà mai. Il fratello prova a chiamarlo ma i telefoni risultano tutti staccati. L’8 marzo, esattamente otto giorni dopo la scomparsa, viene visto alle 6.30 in un Bar di Molinella.

Il barista ricorda che Domenico ha ordinato due caffè e due Coca Cola: consuma, paga e va via dirigendosi verso la stazione dove partono i treni per Bologna. La zona in cui scompare Domenico è la stessa di Igor il Russo.

“Ho pensato: ma Domenico è una vittima diretta o indiretta di Igor?” dice l’Avvocato Iannuccelli. La sera del primo aprile di quell’anno, nel bar di Davide Fabbri a Riccardina di Budrio, Igor Il Russo irrompe in tenuta militare impugnando un fucile in mano.

Fabbri lo affronta e riesce a strappargli il fucile dalle mani e lo insegue nell’altra stanza del locale. Igor lo ucciderà con una pistola. L’8 aprile, a Portomaggiore, nel Mezzano, Igor uccide Valerio Verri, guardia ecologica volontaria di 62 anni e ferisce Marco Ravagliam, guardia provinciale.

“Ho scoperto incredibilmente che la denuncia per la sua scomparsa, presentata il 31 marzo 2017, e quindi il giorno prima che Molinella diventasse il centro del mondo a causa degli omicidi di Igor il russo, era stata archiviata in 7 giorni” precisa l’avvocato, aggiungendo che “ho raccolto testimonianze, evidenziato lacune investigative e quindi convinto la Procura di Bologna che Domenico non si era allontanato volontariamente. Ma che a lui era successo qualcosa di grave”.

Nel mese di giugno, il fratello riceve un video in cui compare Domenico. Il filmato è stato girato in un appartamento e il giovane di Molinella è stato ripreso mentre gioca con una bambina. L’ex coinquilino di Domenico è stato indagato per lesioni aggravate.

“Io ho trovato nei borsoni lasciati da Domenico nella comunità di Fontanelice dove entra e esce il 2 marzo, un referto medico del Pronto soccorso di Budrio del 28.02.2017 da cui risulta che Domenico aveva una ferita alla mano destra” dice l’avvocato Iannuccelli.

“Un suo amico mi riferisce che Domenico proprio quella sera aveva litigato con la persona che lo ospitava a Molinella da diversi mesi. Domenico da mesi divideva con questa persona questa casa: lo dimostra un altro documento: l’agenzia delle entrate manda a quell’indirizzo a Domenico nel dicembre 2016 il duplicato del codice fiscale – conclude Iannuccelli – Oggi la Procura ha aperto questo fascicolo per lesioni aggravate a carico di questa persona, gli ha perquisito casa e inviato la SIS dei carabinieri per svolgere i necessari e dovuti accertamenti scientifici”.