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Quando Marchionne diceva: “Le ferie d’agosto sono una pirlata”

Un video del 2013 dell'ex manager di Fiat è diventato virale dopo la sua scomparsa

Immagine di copertina

Da alcuni giorni è diventato virale sui social network un video in cui Sergio Marchionne critica l’usanza italiana di andare in vacanza nel mese di agosto.

Il filmato risale al 2013 durante un evento all’università Bocconi di Milano.

In quell’occasione l’allora amministratore delegato di Fiat, morto il 25 luglio 2018 a Zurigo, sottolineò con tono negativo che l’Italia è l’unico Paese in cui c’è un mese all’anno, agosto, in cui tutti gli uffici, o quasi, sono chiusi per ferie.

“Fuori si vive una realtà molto diversa da quel tipo di comfort che abbiamo in Italia, come il fatto che le ferie noi le prendiamo ad agosto”, osservò Marchionne.

Nel filmato il manager italo-canadese racconta un aneddoto risalente alle sue prime settimane alla guida della Fiat.

“Nel 2004 io perdevo 5 milioni di euro al giorno. Stavo girando per il mondo, arrivo in Italia, vado in ufficio e non c’è nessuno. Ho detto: ‘La gente dov’è?’ ‘Sono in ferie’. ‘Ma in ferie da cosa?'”, dice.

“Non c’era una persona”, rimarca l’ex amministratore delegato ricordando ancora il fatto che in quel periodo le perdite erano al ritmo di 5 milioni di euro al giorno.

Marchionne lamenta poi che Fiat era una multinazionale con stabilimenti in vari Paesi del mondo e imponeva l’usanza italica delle ferie ad agosto anche all’estero.

“In Brasile se ne fregano di agosto, in America ad agosto si lavora. La Fiat chiudeva. Questo atteggiamento estremamente provinciale di dire ‘noi siamo la Fiat e come tale stabiliamo quando il mondo va in ferie è una pirlata’”, dice il manager.

“Non è assolutamente vero, il mondo se ne frega”, aggiunge. “Se ne frega che siamo belli, del tempo che c’abbiamo per le macchine, del fatto che siamo capaci di cantare. Sono tutte cose che a livello internazionale non contano niente”.

“Ogni volta che vado in giro con gli americani, loro mi dicono: ‘amiamo l’Italia, amiamo venirci in vacanza’. E io: ‘Investireste sull’Italia?’ ‘No'”.