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Flat tax, cos’è, vantaggi, svantaggi: la proposta della Lega
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Flat tax, cos’è, vantaggi, svantaggi: la proposta della Lega

Si tratta della principale proposta della Lega in tema di politica economica, e punta a semplificare il sistema fiscale con un'aliquota unica per tutti. Ecco come funzionerebbe

La Lega e il Movimento Cinque Stelle, dopo quasi tre mesi di stallo, sono riusciti a trovare un accordo per la formazione di un governo, che ha giurato il primo giugno 2018.

Si tratta di partiti che hanno avanzato proposte estremamente audaci nell’ambito della politica economia.

Il Movimento Cinque Stelle ha fatto del reddito di cittadinanza il suo cavallo di battaglia. Come abbiamo spiegato qui su TPI, si tratta di una una misura secondo cui ogni cittadino, sia esso ricco o povero, riceve mensilmente una determinata somma di denaro.

La proposta prevede che questa forma di sostentamento possa essere richiesta da persone con determinati requisiti che nel programma vengono quantificati in nove milioni di persone.

Questa proposta ha certamente portato moltissimi voti al movimento guidato da Luigi Di Maio ma, come detto, non è stata l’unica misura economica che ha dominato l’agenda politica durante la campagna elettorale.

Anche la flat tax ha avuto un notevole peso nel successo della coalizione di centrodestra, e in particolare della Lega di Matteo Salvini.

Per molti commentatori, l’insuccesso del Partito Democratico (che ha portato alle dimissioni di Matteo Renzi da segretario) si spiega proprio con l’incapacità di contrapporre alla destra e ai Cinque Stelle una proposta economica di impatto analogo a quelle del reddito di cittadinanza e della flat tax.

Se il reddito di cittadinanza è una misura che molti possono dire di conoscere almeno per sommi capi, la stessa cosa probabilmente non si può dire della flat tax. Di cosa si tratta quindi esattamente?

Cos’è la flat tax

Con flat tax (letteralmente “tassa piatta”) ci si riferisce a un sistema fiscale che applica la stessa tassazione, in termini di aliquota, a tutti i contribuenti, indipendentemente dal loro reddito.

Differisce quindi dai sistemi di tassazione progressiva, che differenziano le aliquote a seconda dei redditi dei contribuenti.

In Italia, che come la quasi totalità dei paesi occidentali adotta un sistema progressivo, l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) si applica sulla base di scaglioni che vanno dal 23 al 43 per cento.

Coloro che guadagnano di meno versano allo stato il 23 per cento (in Italia ciò vale per i redditi fino a 15mila euro, ad esclusione della no tax area), mentre per chi guadagna più di 75mila euro l’aliquota è del 43 per cento.

Con la flat tax, queste differenti soglie verrebbero uniformate, e a tutti i contribuenti verrebbe applicata la medesima aliquota fiscale.

Per fare un esempio, con una flat tax al 30 per cento, chi guadagna 100mila euro l’anno ne verserebbe 30mila alle casse dello stato, mentre chi ne guadagna 30mila ne verserebbe 9mila.

Cosa hanno proposto Forza Italia e la Lega

La flat tax è un vecchio cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi, che la propose già alle elezioni del 1994, senza tuttavia convertirla in legge una volta eletto.

In questa campagna elettorale, l’ex Cavaliere ha rilanciato l’idea, proponendo una tassa unica per tutti pari al 23 per cento.

La Lega, dal canto suo, ha formulato una proposta ancora più estrema, ovvero quella di una flat tax addirittura al 15 per cento.

In entrambi i casi, è prevista una no tax area. Ciò significa che sarebbero esentati dal pagare l’imposta unica le persone il cui reddito è inferiore a una certa soglia.

Nella proposta di Forza Italia, la no tax area si applicherebbe per i redditi fino a 12mila euro, mentre per la Lega dovrebbero essere  esentate le persone che guadagnano fino a 7mila euro.

Il partito di Matteo Salvini ha inserito però anche una “clausula di salvaguardia”, in base alla quale l’esenzione salirebbe ai redditi fino a 15mila euro qualora gli effetti del nuovo sistema non fossero positivi.

Vantaggi della flat tax

Per coloro che sostengono l’utilità di questo sistema di tassazione, la flat tax permetterebbe innanzitutto di diminuire drasticamente l’evasione fiscale.

Abbassando le tasse per tutti, infatti, i contribuenti sarebbero spinti a evadere sempre meno. La riduzione dell’evasione consentirebbe quindi allo stato di compensare le minori entrate derivate dall’abbassamento delle aliquote.

Da non sottovalutare, sempre nell’ambito della lotta all’evasione, c’è la questione della semplificazione del sistema. La dichiarazione dei redditi, infatti, sarebbe molto più agevole da compilare.

Secondo Berlusconi e Salvini, si tratterebbe anche di una misura di “giustizia fiscale”.

Le tasse pagate attualmente in Italia sono tra le più alte al mondo, e ciò, sempre a parere dei leader di Forza Italia e Lega, ha un impatto estremamente negativo sull’economia.

Inoltre, con la flat tax tutte le categorie sociali pagherebbero meno tasse, seppur in misura proporzionalmente molto differente a seconda del reddito.

Svantaggi della flat tax

Proprio su quest’ultimo punto fanno leva molte delle critiche alla flat tax. Questo sistema, infatti, riduce moltissimo le tasse per chi ha redditi elevati, mentre per i redditi bassi la riduzione delle imposte è minima.

Chi attualmente paga il 43 per cento (ovvero chi guadagna oltre 75mila euro) beneficerebbe infatti di una riduzione di 20 punti percentuali (nella versione di Forza Italia) o addirittura di 28 (in quella della Lega).

Al contrario, per chi attualmente paga un’aliquota del 23 per cento (i redditi fino a 15mila euro a esclusione della no tax area), la riduzione percentuale sarebbe appena del 3 o dell’8 per cento.

In sostanza, la flat tax viene vista dai suoi detrattori come un regalo ai ricchi, che di “equità fiscale” avrebbe poco o nulla.

Inoltre, il rischio è che la riduzione delle entrate per lo stato possa essere estremamente dannosa in particolare nei primi anni di applicazione della legge.

Nei paesi in cui è stata introdotta la flat tax, infatti, c’è voluto molto tempo prima che la minore evasione fiscale compensasse i soldi persi dallo stato per l’adeguamento verso il basso delle aliquote.

Se ciò si verificasse anche in Italia, la conseguenza potrebbe essere quelle dell’aumento di un debito pubblico già altissimo nonché la necessità di tagliare la spesa pubblica e, di conseguenza, di togliere risorse al welfare.

Infine, ci sono dubbi sulla costituzionalità della norma, poiché la Costituzione italiana all’articolo 53 recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

I paesi in cui è in vigore la flat tax

Attualmente applicano il sistema della flat tax paesi come Russia, Lituania, Lettonia, Ucraina, Georgia, Serbia e Romania.

Gli effetti variano molto da paese a paese e sono ovviamente condizionati dalla specificità delle condizioni di ciascuna nazione.

In ogni caso, se nei paesi baltici gli effetti possono essere considerati positivi, ci sono nazioni come la Repubblica Ceca e la Slovacchia che, pochi anni dopo aver introdotto la flat tax, l’hanno abolita a causa dei risultati molto negativi che il sistema aveva prodotto.