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Decreto Dignità, bonus assunzione per i giovani under 35: come funziona e a chi spetta

Il governo ha varato uno sgravio del 50 per cento sui contributi dovuti dai datori di lavoro, per 3 anni per un massimo di 3mila euro l'anno, sulle assunzioni a tempo indeterminato nel 2019 e 2020 di giovani under 35 che non hanno mai avuto un contratto senza scadenza

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Il 7 agosto 2018, con l’approvazione da parte del Senato, è diventato legge il Decreto Dignità, provvedimento proposto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che prevede misure di contrasto alla precarietà, sanzioni per chi delocalizza dopo aver ricevuto contributi pubblici e il divieto di pubblicità per i giochi e le scommesse.

Rispetto al testo originario, durante i lavori parlamentari sono stati apportati al Decreto alcuni emendamenti.

Tra questi, un bonus assunzione per i giovani con meno di 35 anni, che si articola in uno sconto sui contributi pari al 50 per cento rivolto ai datori di lavoro per gli anni 2019 e 2020.

Come funziona il bonus

Il bonus ha una durata di 36 mesi e prevede uno sconto del 50 per cento sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un massimo di 3mila euro l’anno.

Lo sconto si applicherà ai contratti a tempo indeterminato stipulati nel 2019 e nel 2020.

Il datore di lavoro dovrà comunque versare il restante 50 per cento dei contributi, calcolato sulla retribuzione annua lorda del dipendente.

Inoltre restano i contributi a carico del lavoratore, che vengono solitamente trattenuti in busta paga e che ammontano al 9,19 per cento.

Per valutare l’entità dello sconto bisogna sottrarre alle aliquote contributive Inps la quota a carico del dipendente e poi applicare il 50 per cento di sconto.

Il bonus del 50 per cento è valido anche per le assunzioni a tempo indeterminato con un contratto part-time, sempre con un limite di 3mila euro l’anno calcolato in base alla percentuale di part-time previsto dal contratto di lavoro.

Il provvedimento previsto dal Decreto Dignità non è una novità assoluta, ma fa seguito all’esonero contributivo triennale del 50 per cento introdotto dal governo Gentiloni nella legge di Bilancio del 2018.

Una misura, quest’ultima, di tipo strutturale, che non deve quindi essere rinnovata di anno in anno.

 I beneficiari

L’incentivo si applica ai giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato e che hanno meno di 35 anni nel 2018 e meno di 30 anni nel 2019.

Una delle novità introdotte dal Decreto Dignità è la sua applicabilità anche al lavoro domestico.

Il bonus infatti può essere richiesto anche a chi assume colf e badanti sotto i 35 anni, che non hanno mai avuto prima un contratto di lavoro a tempo indeterminato, neanche all’estero, e a cui viene proposto un contratta indeterminato a tutele crescenti.

L’esonero contributivo si applica anche alle assunzioni a tempo indeterminato con le tutele crescenti previste dal Jobs Act del governo Renzi.

Il Decreto non prevede però l’incentivazione esplicita per le trasformazioni a tempo indeterminato dei contratti a tempo determinato in essere.

Il bonus per il lavoro domestico

Il bonus nel settore del lavoro domestico si applica ai lavoratori a tempo indeterminato che raggiungono le 24 ore di lavoro settimanali.

Prendendo come riferimento l’anno 2018, i datori di lavoro devono pagare 1,02 euro per ogni ora di lavoro per un dipendente che lavora almeno 24 ore per settimana.

Nello specifico, 0,26 euro sono a carico del lavoratore.

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Con il bonus, l’assunzione nel 2019 a tempo indeterminato di una colf o badante farà risparmiare il 50 per cento della quota di contributi a carico del datore di lavoro.

Lo sconto quindi ammonta a 0,38 euro ogni ora di lavoro.

Bonus e licenziamenti

Rispetto agli incentivi contenuti nella legge di Bilancio del 2018, il Decreto Dignità non prevede limitazioni in riferimento ai licenziamenti effettuati nei 6 mesi precedenti e nei 6 mesi successivi all’assunzione agevolata.

Il provvedimento stabilisce che gli incentivi non sono applicabili se l’assunzione viola un obbligo preesistente tra le parti o se viola il diritto di precedenza di un lavoratore, oppure se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale.

Quindi, è sufficiente rispettare le condizioni previste dall’articolo 31, del decreto legislativo n.150 del 2015, che fanno riferimento ai principi generali di fruizione di tutti gli incentivi in Italia.

Le modalità di fruizione dell’incentivo

A stabilire le modalità di fruizione dell’esonero contributivo del 50 per cento introdotto dal Decreto Dignità  sarà un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione del ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il decreto dovrà essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Dignità.

Il testo dovrebbe contenere anche i dettami previsti dalla circolare esplicativa dell’Inps, l’Istituto previdenziale attuatore del decreto. Se così fosse, i datori di lavoro già dal primo gennaio 2019 potranno avere da subito la possibilità di fruire delle agevolazioni contributive.

In caso contrario, bisognerà attendere aprile o maggio del 2019 e l’emanazione di apposite circolari esplicative da parte dell’Inps.