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“Io, medaglia Fields in matematica, ho fatto il liceo classico: mi ha insegnato il metodo di studio”

Alessio Figalli, vincitore del più importante riconoscimento al mondo nel campo della matematica, si è raccontato in un'intervista a Vanity Fair

Immagine di copertina
Alessio Figalli

Il liceo classico è inadatto per chi ha interessi nelle materie scientifiche, e magari vuole proseguire studiando matematica e fisica all’università?

Un falso mito. A testimoniarlo è il personaggio più attendibile in assoluto, Alessio Figalli, fresco di medaglia Fields, il più importante riconoscimento al mondo nel campo della matematica.

Figalli ha frequentato proprio il liceo classico, nello specifico il “Francesco Vivona” a Roma. In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, ha spiegato come la formazione classica sia stata per lui molto preziosa, insegnandogli un metodo di studio che si è poi rivelato vincente anche in seguito.

“In generale, chiaramente, il liceo scientifico è una scelta naturale per chi vuole fare matematica. Ma la mia storia mostra che, se uno vuole, può tranquillamente sceglierla dopo gli studi classici. La cosa più importante del liceo è motivare gli studenti ed insegnare loro, oltre che le nozioni, anche un metodo di studio. Il liceo classico mi ha sicuramente trasmesso tutto questo”.

In precedenti interviste Figalli aveva anche spiegato come, una volta entrato alla Scuola Normale di Pisa, avesse avuto alcune difficoltà a seguire i primi corsi, proprio a causa di un “gap” di conoscenze con chi aveva preso la maturità scientifica.

Nulla di incolmabile però, anche grazie alla passione: “È importante cercare di seguire le proprie passioni: per avere successo ci vuole tanta motivazione ed è molto più facile trovarla se si fa ciò che appassiona. Io ho scelto matematica perché mi piaceva: ognuno deve trovare la propria strada. Una volta individuata, ci vogliono tanto impegno e anche un po’ di spirito di sacrificio, ma sono certo che gli sforzi alla fine vengono ripagati”.

Figalli ha anche rimarcato l’importanza di concedersi del tempo per coltivare i propri hobby: “Penso che una vita equilibrata sia fondamentale anche per gli studiosi: permette di svuotare la testa per poi affrontare i vari problemi di ricerca con mente fresca. Per questa ragione ho sempre cercato di uscire con gli amici, andare a correre o in palestra e rilassarmi guardando le partite di calcio”.