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Cosa sappiamo sul caso dei cartoni usati al posto del gesso nell’ospedale di Reggio Calabria
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cartoni gesso reggio calabria

Cosa sappiamo sul caso dei cartoni usati al posto del gesso nell’ospedale di Reggio Calabria

Le foto pubblicate in rete avevano scatenato le polemiche e le denunce dei sindacati, ma i primari di Ortopedia e del Pronto soccorso hanno fornito una versione diversa della vicenda

01 Ago. 2018
cartoni gesso reggio calabria

Da un paio giorni circolano online delle foto di tre pazienti del pronto soccorso di Reggio Calabria medicati con dei cartoni al posto del gesso normalmente utilizzato per le fratture.

Il personale del Grande ospedale metropolitano aveva denuncia la carenza di personale e attrezzature come una situazione, grave, che va avanti già da molto tempo.

La notizia dei pazienti medicati con il cartone al posto del gesso era stata data dal quotidiano Corriere della Calabria che ha spiegato che questa soluzione è una pratica adottata soprattutto la notte.

Il reparto di Ortopedia infatti dopo le 20 è chiuso, per cui chi arriva al Pronto soccorso con una frattura oltre quell’orario viene medicato con un’operazione di “fortuna”.

Il personale medico del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria ha avallato la notizia, sostenendo che “il Pronto soccorso non procede con l’approvvigionamento del materiale perché la farmacia dell’ospedale impone precisi limiti di spesa, in ossequio alle direttive del direttore generale Frank Benedetto e alla necessità di raggiungere il pareggio di bilancio”.

Il problema, quindi, sarebbe legato ai tagli che hanno interessato il settore sanitario.

“Nemmeno in un ospedale del terzo mondo gestito dai medici di Emergency si vedono queste cose”, aveva commentato Gianluigi Scaffidi, il segretario aziendale del sindacato Anaao-Assomed.

“Non capisco come il primario del Pronto soccorso possa consentire questi obbrobri e restare al suo posto”.

La ricostruzione però sembra non convincere tutti, nonostante la pubblicazione in rete delle foto dei pazienti e le dichiarazioni di alcuni membri del personale dell’Ospedale.

Il primario di Ortopedia infatti ha spiegato che “sull’arto della signora”, una dei pazienti le cui foto hanno fatto il giro della rete, “era arrivata al Pronto soccorso con un tutore non  adatto agli esami radiografici che è stata costruita un’immobilizzazione realizzata con del cartone”.

La medicazione in cartone doveva servire solo “per il tempo necessario all’esame”, ha precisato il primario,  “ed è stata rimossa subito dopo in reparto”.

Inoltre, il medico ha smentito le dichiarazioni secondo il suo reparto  chiude dopo le 20.

Anche il primario del Pronto soccorso dell’ospedale, Angelo Ianni, ha contraddetto la notizia secondo cui i pazienti sono stati medicati con delle stecche di cartone al posto del gesso.

“Il paziente è arrivato in pronto soccorso già con la stabilizzazione di cartone e noi non l’abbiamo tolta solo per evitare di perdere tempo e per fare subito una radiografia allo scopo di prevenire eventuali complicazioni”, spiega il medico, che fa però riferimento ad un unico caso.

In rete infatti sono circolate le foto di tre persone diverse fasciate con il cartone al posto del gesso.

“Subito dopo la visita”, ha continuato il primario, hanno proceduto “a fare la radiografia utilizzando come immobilizzatore il cartone per verificare che non ci fossero danni all’arto del paziente”, ha continuato il primario Ianni, precisando che i “normali tutori che si utilizzano sono anch’essi di cartone. Sono solo esteticamente più gradevoli”.

A seguito della viceda la ministra della Salute Giulia Grillo ha inviati i NAS, i carabinieri che si occupano di Tutela della Salute, per fare un’ispezione nell’ospedale di Reggio Calabria.

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