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Una signora di Arco ha lanciato una sfida a Salvini: “Io cristiana dico sì ai migranti”
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Una signora di Arco ha lanciato una sfida a Salvini: “Io cristiana dico sì ai migranti”

La foto della signora di 83 anni è stata postata da una ragazza di Arco su Facebook e il post ha ricevuto messaggi di sostegno e di critica da parte degli utenti

17 Ago. 2018
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“Io cristiana dico SI’ ai migranti, nel mio paese e nella mia casa”. Questo lo slogan del sit-in solitario di una signora di 83 anni di Arco.

La notizia è diventata virale dopo che la foto della donna è stata pubblicata sulla pagina Facebook della città in provincia di Trento da una ragazza.

“Stamattina c’è una vecchietta piazzata davanti alla chiesa di arco che fa sit-in in favore dei migranti se avete voglia di passare a supportarla”, si legge nel post sulla pagina “Sei di Arco se…”

“È veramente un piacere parlare con lei. La trovate ogni domenica mattina”.

La signora infatti ha fatto sapere di voler continuare a manifestare il suo dissenso contro le politiche dell’attuale governo contro gli immigrati.

“Ho parlato con lei ed è stato un piacere, ammiro persone così che esprimono le loro idee alla luce del sole e autonomamente”, ha raccontato la ragazza che ha pubblicato il post.

“Mi ha raccontato dell’inizio del fascismo, dei pro e dei contro, e di come la xenofobia piano piano si insinuasse nel cuore delle persone”.

“Ha fatto dei paragoni con quello che sta succedendo adesso e di come sia facile portare un essere umano a rifiutarne altri perché diversi trasmettendo paura e promuovendo odio. Mi ha detto: siamo tutti di questa terra. Io sono d’accordo con lei e volentieri ho postato la sua foto”, ha spiegato la giovane concittadina.

Non tutti gli utenti, però, hanno appoggiato l’iniziativa della signora né hanno apprezzato le parole dell’83enne.

“Se li vuole tutti a casa sua va bene. Io non li voglio”, ha commentato infatti qualcuno sotto il post.

Il sit-in della signora ad Arco ha fatto seguito ad un incidente che ha interessato la provincia.

I 50 migranti sbarcati pochi giorni fa sulle coste calabresi erano stati inviati dal Viminale a Trento, ma una volta lì era arrivato il contrordine e sono stati tutti trasferiti a Torino.

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