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Sarost 5, la Tunisia autorizza lo sbarco ma alcuni migranti si rifiutano di scendere a terra

I migranti a bordo della nave hanno rifiutato di essere trasferiti sul territorio tunisino e hanno chiesto agli Stati dell'UE di assumersi le loro responsabilità in termini di accoglienza. 

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Il primo agosto 2018, la Tunisia ha autorizzato l’attracco sulle sue coste della nave Sarost 5, l’imbarcazione con a bordo 40 migranti ferma da più di due settimane al largo delle coste tunisine. open arms tunisia sarost

I migranti a bordo della nave, le condizioni di alcuni dei quali sono particolarmente critiche, hanno rifiutato di essere trasferiti sul territorio tunisino e hanno chiesto agli Stati dell’UE di assumersi le loro responsabilità in termini di accoglienza.

Alcuni migranti hanno minacciato di gettarsi in mare non appena qualcuno cerchi di avvicinarsi. La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa tunisina stanno cercando di mediare e tenere la situazione sotto controllo.

Come riporta il giornalista Sergio Scandura di Radio Radicale, alcuni migranti avrebbero detto: “Maneggiamenti, non accettiamo di essere vittime politiche”.

Sulla vicenda si è espresso anche l’inviato speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo Centrale Vincent Cochetel che su Twitter ha scritto:

“Le 40 persone salvate a bordo di Sarost 5 non sono ancora state sbarcate in accordo con le autorità, poiché qualcuno le sta incoraggiando a non sbarcare in Tunisia, ma in Spagna o altrove nell’Unione europea. Questo è irresponsabile”.

Nella mattina del 30 luglio 2018 la nave della Ong spagnola Open Arms aveva avuto l’autorizzazione da parte del governo della Tunisia ad entrare nelle loro acque territoriali per prestare soccorso alla nave Sarost 5.

L’imbarcazione commerciale aveva soccorso due settimane fa 40 migranti tra cui due donne incinta e attendeva di essere autorizzata a raggiungere un porto in Tunisia, Italia o Malta.

Il 29 luglio la Tunisia aveva dato il suo via libera all’attracco dalla Sarost 5 nei suoi porti “per motivi umanitari”.

Nonostante le dichiarazioni del governo, l’equipaggio tunisino afferma di non aver ricevuto ancora nessuna comunicazione ed è quindi ancora in attesa di poter attraccare.

In precedenza, la Ong spagnola aveva chiesto di poter seguire le operazioni per monitorare le condizioni di accoglienza in un luogo che considera “non sicuro”.

Inoltre la Ong si è offerta di fornire assistenza medica in collaborazione con la Mezzaluna Rossa che, secondo quanto affermato dal presidente Oscar Camps, ha dei mezzi limitati.

Sulla Open Arms invece ci sono degli ecografi per verificare le condizioni delle due donne incinte, l’una di due l’altra di cinque mesi, presenti sull’imbarcazione commerciale.

Nel corso della giornata la nave della Ong era arrivata di fronte alle coste di Zarzis a poche miglia nautiche dalla Sarost.

Poco dopo però il governo tunisino ha ritirato l’autorizzazione concessa alla Ong spagnola di entrare nelle loro acque territoriali e ha ricevuto l’ordine di abbandonare le 12 miglia.

“La nostra presenza li intimidisce”, ha affermato il presidente della Ong, Oscar Camps.

“Se il governo tunisino, in queste due settimane, ha abbandonato il suo capitano, il suo concittadino, il cui unico errore è rispettare il diritto marittimo internazionale, cosa farà con le altre persone?”, ha detto il presidente Camps facendo riferimento al capitano della Sarost, il tunisino Ali Hajji.

La decisione di allontanare la Open Arms, secondo quanto riferito da una fonte locale, significherebbe che “è ormai imminente” l’approdo della Sarost 5 a Zarzis”, perché “dopo l’annuncio ufficiale del primo ministro, sabato scorso, ora non possono tirarsi indietro”.

La nave Sarost 5, cargo di rifornimento della società del gas Miskar, ha soccorso due settimane fa 40 migranti partiti alcuni giorni prima a bordo di un gommone dalla Libia e diretti verso l’Italia.

Secondo la Croce rossa tunisina, che aveva localizzato il gommone al largo delle coste di Zarzis, i migranti avrebbero rifiutato i soccorsi delle autorità di Tunisi perché volevano essere recuperati da navi europee.

“Sono stati vani tutti i tentativi di convincerli a entrare in porto”, ha spiegato il direttore regionale della Croce rossa di Medenine, Manji Salim.

“La Croce rossa ha preparato tutto il necessario per accogliere i migranti”, ha aggiunto. Secondo quanto riporta la rete televisiva Nessma la Marina tunisina ha “offerto l’assistenza ai migranti a bordo, senza però poterli convincere ad attraccare”.

Il gommone è stato poi soccorso dalla nave “Sarost 5”, che non ha ottenuto il permesso per attraccare in un porto tunisino fino a ieri, 29 luglio.

Vi racconto come i volontari a bordo di Open Arms salvano i migranti in mare“: il diario di bordo per TPI.it di Valerio Nicolosi

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