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Migranti, in Italia è in atto un nuovo tipo di caccia al nero?

Il commento di Paolo Brogi, giornalista, ha scritto per il Corriere della Sera e L'Europeo

Immagine di copertina
Lo sbarco di un'imbarcazione

In Italia è in atto un nuovo tipo di caccia al nero? Le aggressioni tutte molto simili ai danni di inermi immigati, con armi di libero accesso (aria compressa, a pallini, a volte potenziate) si susseguono dal nord al sud, oggi addirittura due con relativi ferimenti nel vicentino e nel ragusano, i giornali si limitano a registrare quel che capita, non un solo editoriale o riflessione seria è dedicata a questa caccia al nero diffusa e allucinante che apre inquietanti scenari e pone altrettanto inquietanti interrogativi.

Oggi due immigrati sono stati colpiti in un solo giorno con pallini ad aria compressa, è successo nel vicentino e nel casertano, il ferimento dei due immigrati si aggiunge a quello dei molti altri che sono stati colpiti dall’inizio dell’anno, una dozzina i casi.

Molto simili sono le forme e le modalità di attuazione, spesso gli sparatori in genere giovani si muovono su moto o auto da cui fanno in tutta tranquillità il tiro a segno contro gli immigrati, spesso ridendo con soddisfazione o gridando slogan. Il sospetto che tutto ciò sia assai poco casuale ma invece coordinato è reale.

Altrettanto evidente è che gli sparatori sanno di rischiare assai poco, nel vicentino lo sparatore di oggi seppure individuato è stato solo denunciato a piede libero. Q

uesto perché le armi ad aria compressa sono in libera vendita e non occorre porto d’armi per entrarne in possesso. Facile poi per chi le detiene potenziarne la capacità, rendendole assai pericolose come sanno purtroppo i genitori rom della piccola di 13 mesi che è ancora in ospedale a Roma e che rischia la paralisi.  Ma questo lo si può appurare solo sequestrando le armi utilizzate.

In generale c’è in tutta evidenza qualcosa che non funziona sul fronte delle regole di detenzione e uso di queste armi. La legislazione si mostra non solo del tutto carente ma ad uso e consumo degli aggressori.

Il fatto che tutto ciò avvenga mentre forze di governo spingono per liberalizzare il mercato delle armi e varare un nuovo far west dipinto come diritto all’autodifesa non fa che aggravare la situazione.