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Chiamparino: “Se il governo blocca la Tav convochiamo un referendum popolare”

"Mi aspetto che Toti e Fontana battano un colpo", ha aggiunto chiamando in causa i governatori di Liguria e Lombardia

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Il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha lanciato l’idea di un referendum popolare sulla Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

“Se il governo bloccherà la Torino-Lione io sono pronto ad andare fino in fondo e convocare un referendum popolare”, ha detto in un’intervista a Repubblica.

Chiamparino ha definito “folle” l’idea del M5S di isolare il nord ovest. “Mi aspetto che Toti e Fontana battano un colpo”, ha aggiunto chiamando in causa i governatori di Liguria e Lombardia.

Sostegno all’idea di Chiamparino arriva dal centro destra, con Giorgia Meloni che rivendica di avere avuto lei per prima l’idea del referendum popolare.

“A metà giugno ho personalmente lanciato un appello a tutte le segreterie regionali dei partiti piemontesi per organizzare insieme il ‘tav day’: un referendum coordinato per far esprimere direttamente i cittadini del Piemonte sulla realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione”.

“Siamo certi che i piemontesi diranno sì e che il governo non potrà fermare quest’opera andando contro la volontà del popolo”, ha detto la leader di Fratelli d’Italia.

“Trovo giusto che sia consentito ai cittadini piemontesi di pronunciarsi con un referendum sul destino della Tav”, ha detto Osvaldo Napoli del direttivo di Forza Italia.

Anche la Cgil si è schierata a favore della Tav: “Sostenere il blocco di una grande arteria ferroviaria come la tav che taglia trasversalmente l’Europa da Lisbona a Kiev significa rinunciare per sempre allo sviluppo commerciale e turistico per l’Italia in questo importante progetto infrastrutturale. La Tav come la Tap come il terzo valico come le grandi arterie già progettate di collegamento con il sistema portuale sono indispensabili”, ha detto il segreterio confederale Cgil, Vincenzo Colla.

Intanto oggi, 28 luglio, 20 persone sono state denunciate, a vario titolo, per danneggiamento e violazione delle misure cautelari. È il bilancio della marcia organizzata dal movimento No Tav in Val Clarea, a cui hanno partecipato oltre 1.300 persone.

Il corteo è partito dal campeggio di Venaus e dopo aver superato il Comune di Giaglione ha raggiunto lo sbarramento di polizia.

Alcuni manifestanti hanno abbattuto la recinzione proseguendo in direzione Chiomonte.

Al corteo hanno partecipato anche alcuni esponenti del centro sociale Askatasuna di Torino, fino a pochi giorni fa agli arresti domiciliari e poi liberati in forza di un provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame di Torino, che ha sostituito gli arresti con una misura cautelare più lieve.

Dopo aver raggiunto la valle Clarea, i manifestanti sono ritornati al punto di partenza, senza venire a contatto con le forze dell’ordine.