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Facebook soffre il più grande crollo in Borsa e perde 120 miliardi

Le azioni della società sono scese del 19 per cento e il calo fa seguito allo scandalo Cambridge Analytica che ha coinvolto l'azienda di Zuckerberg

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Credit: Getty Images

Le azioni di Facebook sono scese drasticamente nel corso della settimana, dopo che l’azienda che gestisce i più importanti social media ha avvertito gli investitori del rallentamento nei suoi tassi di crescita.

Le azioni della società sono scese del 19 per cento, facendo perdere al colosso dei social oltre 120 miliardi di dollari.

Il calo in Borsa dell’azienda di Zuckerberg fa seguito agli scandali che hanno colpito Facebook in materia di trattamento dei dati personali e violazione della privacy.

La compagnia prevede di aumentare le spese del 50 per cento per migliorare il monitoraggio dei contenuti presenti sulla sua piattaforma, fornire maggior protezione alle informazioni personali degli utenti e invogliare i pubblicitari a investire sui social che gestisce.

L’azienda ha anche avvertito gli investitori che la crescita dei ricavi sarebbe stata penalizzata dal fatto che le persone utilizzano nuovi strumenti per bloccare la pubblicità e che i mercati hanno subito un rallentamento della crescita.

Nonostante la crescita dei ricavi su base annua di Facebook sia stata di oltre il 40 per cento, il crollo in Borsa dell’azienda ha avuto ripercussioni anche sui altri social controllati dall’azienda.

Twitter, che ha dovuto affrontare critiche simili a quelle ricevute anche da Facebook, ha chiuso con una perdita del quasi 3 per cento.

Il crollo dell’azienda e la perdita 120 miliardi di dollari dimostrano quindi che l’azienda non è rimasta indenne dagli scandali che l’hanno travolta e adesso Zuckerberg deve riuscire ad adeguare i suoi prodotti alle nuove normative sulla privacy, pur cercando di mantenere alto il profitto.

Facebook è stata al centro di una delle più vaste violazioni di dati della storia che ha visto coinvolta la Cambridge Analytica, l’azienda legata all’ex consigliere del presidente USA Trump, Steve Bannon, accusata di aver violato i dati sensibili di oltre 87 milioni di profili.

La società di analisi, che ha collaborato nelle campagne elettorali di Donald Trump e in quella pro-Brexit, è accusata di aver utilizzato i dati dei profili Facebook per creare un potente software al fine di prevedere e influenzare le scelte elettorali attraverso annunci politici personalizzati.