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Sentenza Chievo, deferimento improcedibile: resta in Serie A. Stangata per il Cesena
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Sentenza Parma Chievo
Il Parma durante i festeggiamenti per la promozione in A

Sentenza Chievo, deferimento improcedibile: resta in Serie A. Stangata per il Cesena

Salvo anche il Parma, partirà da -5 nel prossimo campionato, deferito Calaiò

13 Set. 2018
Sentenza Parma Chievo
Il Parma durante i festeggiamenti per la promozione in A

La sentenza della Figc: deferimento improcedibile per il Chievo Verona | Il Parma resta in Serie A con una penalizzazione di 5 punti. Squalificato Emanuele Calaiò

Deferimento improcedibile per il ChievoVerona, mentre per il Cesena mano pesante del Tribunale federale nazionale: 15 punti di penalizzazione da scontare la prossima stagione qualora il club dovesse iscriversi a qualsivoglia campionato organizzato dalla Federcalcio italiana (potrebbe essere la serie D, ndr). Per quanto riguarda il Chievo Verona, il TFN presieduto da Roberto Proietti restituisce quindi gli atti alla Procura federale Figc, conclude la nota ufficiale. Quindi i clivensi restano in A: il Tribunale federale dà ragione al presidente Campedelli, un vizio procedurale impedisce di processare il Chievo – la richiesta della procura era la Serie B per la vicenda plusvalenze fittizie.

Salvo anche il Parma che nella prossima stagione giocherà nella massima serie: “Il Tribunale Federale Nazionale, presieduto dall’avvocato Mario Antonio Scino, ha comminato al Parma una penalizzazione di 5 punti da scontare nella stagione 2018-19 e una squalifica di 2 anni, più un ammenda di 20 mila euro, al calciatore Emanuele Calaiò, in relazione al deferimento della Procura federale per la vicenda dei messaggi sospetti precedenti la gara Spezia – Parma”, si legge nel comunicato ufficiale diffuso dalla Figc.

Per il Parma erano sono stati chiesti due punti di penalizzazione da scontare nel campionato scorso: avrebbero quindi mandato a monte la risalita in Serie A, a favore del Palermo.

Sentenza Chievo e Parma | Le accuse | La richiesta di penalizzazione

Chievo Verona

Secondo l’accusa il Chievo Verona avrebbe scambiato una trentina di calciatori con la società calcistica del Cesena (ormai andata in fallimento), per generare plusvalenze fittizie che avrebbero generato ricavi che ammonterebbero a circa 25 milioni di euro.

Il presidente del Chievo Campedelli, tramite nota del suo avvocato ha risposto così: “Il deferimento è infondato nel merito, è fragilissimo e contiene degli errori marchiani anche nei numeri. Il presidente Campedelli è dispiaciuto perché ha sempre seguito alla lettera le regole e ha anche chiesto per due volte di essere ascoltato dalla procura senza essere accontentato: credo che l’improcedibilità sarà sicuramente la prima scelta di questo tribunale”.

In caso di condanna la società certamente ricorrerebbe in appello.

Parma

Il Parma rischiava di vanificare la storica risalita in serie A a causa di un paio di messaggi mandati tramite Whatsapp dal suo tesserato Emanuele Calaiò a due calciatori de La Spezia, Filippo De Col e Claudio Terzi, invitandoli a non impegnarsi troppo nel match che li avrebbe visti avversari il successivo 19 maggio, e che, per gli emiliani avrebbe potuto significare promozione.

La partita finì 2-0 e Parma festeggiò una promozione adesso fortemente in bilico. La penalizzazione, che in questo caso sarebbe di due punti, manderebbe a monte la promozione degli emiliani in favore del Palermo.

“Ho passato un’estate orribile, di inferno, a giustificarmi anche in lacrime con i miei figli: ho 36 anni e sono oramai vicino alla fine della mia carriera, non voglio chiuderla con una macchia come questa, sono accuse che non mi appartengono”, le parole di Calaiò.

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