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“Chiunque rischi di perdere la propria vita in mare va salvato”: parla il capo della Guardia Costiera italiana

Giovanni Pettorino, ammiraglio ispettore capo della Guardia Costiera Italiana, durante la cerimonia per i 153 anni di vita della guardia costiera, ha parlato davanti ai ministri Toninelli e Fico

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“C’è un principio non scritto che risiede nell’animo di ogni marinaio: quello di prestare aiuto a chiunque rischi di perdere la propria vita in mare”, lo ha detto Giovanni Pettorino, ammiraglio ispettore capo della Guardia Costiera Italiana, durante la cerimonia per i 153 anni di vita della guardia costiera, tenutasi mercoledì 18 luglio.

Davanti al ministro Danilo Toninelli e al presidente della Camera Roberto Fico, l’ammiraglio ha preso la parola e ha ribadito quel concetto di aiuto in mare sul quale molto si sta discutendo negli ultimi mesi.

Un concetto rilanciato dal suo predecessore l’ammiraglio Melone nel suo discorso di commiato che aveva ricordato che “solo nel 2017 sono stati soccorsi più di 28mila migranti mentre 115mila sono le persone portate in salvo complessivamente in operazioni coordinate dal Comando generale: risultati importantissimi che non si sarebbero potuti concretizzare senza lo straordinario sforzo operativo ed organizzativo offerto dalle donne e dagli uomini della Guardia costiera”.

Come riporta Avvenire, l’ammiraglio ha aggiunto: “In questi ultimi anni, ad invarianza di risorse umane disponibili, il corpo delle capitanerie di porto è stato chiamato a far fronte ad uno sforzo inedito, quello del soccorso prestato, in mare, a migliaia di persone in pericolo di perdersi, operando su un’area ampia oltre la metà della superficie del mar Mediterraneo”.

“Un impegno gravoso che abbiamo assolto nella piena consapevolezza di ben onorare il giuramento prestato, da ciascuno di noi, di osservare la Costituzione e le leggi”, sottolinea Pettorino.

“Noi continuiamo ad operare secondo quelle che sono le convenzioni internazionali del mare – ha spiegato Pettorino – Vale a dire la convenzione di Amburgo, in particolare, e la convenzione di Montego Bay. Convenzioni che l’Italia ha ratificato con legge e la cui applicazione, quindi, è obbligatoria. Per noi e per tutti i Paesi che le hanno firmate”.

“Abbiamo risposto sempre, sempre rispondiamo e sempre risponderemo a ciascuna chiamata di soccorso”, aveva dichiarato l’ammiraglio meno di un mese fa all’Ansa.

“Per noi della Guardia Costiera è un obbligo giuridico ma anche un obbligo che sentiamo moralmente perché tutti gli uomini di mare, da sempre e anche in assenza di convenzioni, hanno portato soccorso e aiuto a chi si trova in difficoltà in mare. Noi non abbiamo mai lasciato solo nessuno in mare”.