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Da Renzi a Salvini: i messaggi di vicinanza a Sergio Marchionne
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sergio marchionne malattia
Sergio Marchionne, per quattordici anni ad di FCA.

Da Renzi a Salvini: i messaggi di vicinanza a Sergio Marchionne

Peggiorano le condizioni del manager. Renzi lo ricorda come un grandissimo protagonista della vita economica italiana; Salvini: a lui riconoscenza, rispetto e auguri

22 Lug. 2018
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Sergio Marchionne, per quattordici anni ad di FCA.

Si aggravano le condizioni di Sergio Marchionne ricoverato in Svizzera e dal mondo della politica arrivano i messaggi di vicinanza all’ormai ex ad di Fca.

In un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Matteo Renzi lo definisce “un grandissimo protagonista della vita economica italiana. Chi lo nega, nega l’evidenza”.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, l’amministratore delegato della Fiat “ha creato posti di lavoro, non cassintegrati. Perché il lavoro si crea con la fatica e con l’impegno, non con i sussidi. Ha salvato un’azienda, la Fiat, quando sembrava tecnicamente impossibile farlo”.

E ancora, Marchionne, per Renzi, “ha subito l’odio ideologico di chi detesta le persone di talento. Chi in queste ore esprime il suo odio, anche sui social, si dimostra un uomo squallido”.

Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, “con Marchionne ho litigato talvolta, ho discusso sempre, ho lavorato molto. E molto bene. Ho imparato come mi capita sempre da persone che hanno una marcia in più. E gli sono grato per questo”.

E conclude: “Tanto di cappello a un manager il cui lavoro resterà a lungo nella storia economica del nostro Paese”.

Anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, più volte critico nei confronti dell’operato dell’ex ad di FCA, ha espresso la vicinanza al manager: “Un pensiero di riconoscenza, rispetto e augurio a Sergio Marchionne e alla sua famiglia”.

Paolo Gentiloni ricorda il ruolo cruciale rivestito dall’amministratore delegato per quattordici anni alla guida di FCA nel periodo di crisi più buia dell’azienda e in un tweet scrive: “Marchionne ha fatto un lavoro straordinario. Molti lo hanno criticato ma chi ha memoria della crisi Fiat di vent’anni fa si rende conto di cosa possono fare il coraggio e la visione. Un esempio per tutti”.

Nella nota in cui il Lingotto ha ufficializzato la sostituzione del manager italo-canadese con Michael Manley, il presidente di Fiat-Chrysler, John Elkann, afferma che per lui “è stato un privilegio poter avere Sergio al mio fianco per tutti questi anni”.

“Per me – si legge nella nota – è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico. Ci ha insegnato a pensare diversamente e ad avere il coraggio di cambiare, spesso anche in modo non convenzionale, agendo sempre con senso di responsabilità per le aziende e per le persone che ci lavorano”.

Sergio Marchionne – continua ancora Elkann – “ci ha insegnato che l’unica domanda che vale davvero la pensa farsi, alla fine di ogni giornata, è se siamo stati in grado di cambiare qualcosa in meglio, se siamo stati capaci di fare una differenza”.

L’ad di FCA “ha sempre fatto la differenza, dovunque si sia trovato a lavorare e nella vita di così tante persone. Oggi, quella differenza continua a farla la cultura che ha introdotto in tutte le aziende che ha gestito e ne è diventata parte integrante”.

Anche Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, commenta la situazione delicata del manager. “Marchionne ha suscitato ammirazione ma anche invidie. E’ stato un grande protagonista di un processo di trasformazione e ha saputo affermarsi in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Restera’ per sempre un grande nome della storia industriale internazionale”.

“È riuscito a trasformare due situazioni drammatiche, quella della Fiat e quella della Chrysler, in una storia di successo. E’ riuscito a salvare una presenza industriale produttiva in Italia dell’ex gruppo Fiat, oggi Fca, anche nel mezzogiorno come a Melfi o a Cassino”, ha aggiunto il senatore.

“Marchionne resterà comunque un grande protagonista della vita italiana ed internazionale. Capace di generare produzioni, attività e risultati positivi in un mondo in cui pochissimi sono riusciti a farlo”, conclude Gasparri.

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