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Carrara, un operaio con un contratto di 6 giorni è morto travolto da un blocco di marmo

Luca Savio, 40 anni, lascia la moglie e una figlia piccola. I colleghi hanno interrotto il lavoro per solidarietà

Immagine di copertina
Un fermo immagine dal video del giornale Il Tirreno

Un operaio di 40 anni, Luca Savio, è morto la mattina di ieri, 11 luglio, in un deposito di marmi a Marina di Carrara, dopo essere rimasto schiacciato da un blocco di marmo nel deposito Fc Autogru.

L’uomo lavorava un contratto a tempo determinato di soli sei giorni, secondo quanto rivelato dalla segreteria della Cgil di Massa Carrara.

La vittima aveva firmato il contratto lo scorso 6 luglio ed era entrato al lavoro lunedì 9 luglio. Avrebbe dovuto lavorare nell’azienda fino a sabato.

Secondo le prime ricostruzioni, dopo essere stato schiacciato dal blocco l’operaio ha avuto un arresto cardiaco come conseguenza dei traumi riportati.

I soccorritori hanno provato a rianimarlo sul posto per circa 40 minuti, ma senza successo. Sul posto sono arrivati anche carabinieri, tecnici dell’Asl e vigili del fuoco. L’area è stata messa sotto sequestro.

L’uomo lascia la moglie e una bambina piccola.

“Dalle prime notizie sembra che il giovane stesse lavorando intorno ad un blocco di marmo in un deposito vicino al porto che improvvisamente lo ha colpito mentre lo stava movimentando. La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità”, si legge nel comunicato della Cgil di Massa Carrara.

Appresa la notizia, nelle cave di marmo è scattata la solidarietà dei colleghi, che hanno immediatamente abbandonato il lavoro, come hanno fatto anche tanti lavoratori del piano del settore lapideo. Coloro che hanno lavorato lo hanno fatto per aiutare economicamente la famiglia della vittima.

Si tratta della seconda morte sul lavoro da inizio anno nel comparto lapideo carrarese.

“Un’altra tragedia immane che colpisce la comunità intera”, ha dichiarato Paolo Gozzani segretario provinciale della Cgil. “Sulla sicurezza non si sta andando avanti, purtroppo la verità è questa. Io continuo a ripetere che dobbiamo fermare chi non è in regola. Bisogna dare un segnale forte”.