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Governo Lega-M5s, ecco come cambierà il bonus cultura per i giovani

La misura verrà resa strutturale nel 2020 e non coinvolgerà solo i 18enni

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Come cambia il bonus cultura

Nella scorsa legislatura, ma anche in campagna elettorale, era stato definito un “provvedimento spot”, una norma totalmente inutile che non faceva che svuotare le casse dello stato.

Lo stesso ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, appena insediatosi, lo aveva molto criticato.

“In alcuni casi”, ha detto il ministro lo scorso 17 giugno, “era meglio spendere diversamente i soldi. Penso alla 18 App, i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni. Vale 200 milioni… Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe”.

Ora però il Movimento Cinque Stelle e la Lega, sul bonus cultura, sembrano aver cambiato idea. Bonisoli, infatti, ha annunciato che la misura verrà confermata, in modo tale però da renderla strutturale.

Il bonus offre la possibilità di accedere all’app che permette di spendere 500 euro in prodotti culturali, come libri, dischi, teatro o cinema. Le precedenti dichiarazioni del ministro sembravano mettere a rischio la possibilità di accedervi per quasi 1,2 milioni di giovani che diventeranno maggiorenni nel prossimo anno e mezzo.

Così, invece, non sarà. In un’interrogazione parlamentare al Senato, infatti, Bonisoli ha dichiarato che il bonus, confermato per il 2018 e il 2019, dal 2020 diventerà strutturale e non riguarderà solo i 18enni.

L’obiettivo del governo è infatti quello di estenderlo, a partire da progetti nelle scuole che vadano a incidere sul consumo culturale anche prima del raggiungimento della maggiore età.

Per la definizione dei correttivi all’attuale legge, bisognerà attendere il lavoro di una commissione di esperti.

“Il Bonus cultura – ha detto il ministro – verrà rimodulato e corretto in modo da pianificare misure a lungo termine tali da stimolare la ricerca di cultura fra i giovani, non solo i diciottenni, ed evitare le distorsioni verificatesi nel passato”.

Poi alcuni dati: “Nel 2016 sono stati spesi 165 milioni a fronte di una disponibilità di 290”. Parte delle risorse, insomma, non è stata utilizzata.

“Per il 2017 – ha continuato Bonisoli – il 65,23 per cento, cioè quasi i due terzi, è stato usato per acquistare libri, il 12,42 in musica registrata, il 10,45 in concerti, l’8,72 per cinema e quote molto più basse, tra lo 0,4 e il 2 per cento per eventi culturali, formazione, teatro e danza e visite a musei, parchi naturali e aree archeologiche”.

Dal 2020, insomma, si cambia: bonus più esteso, non riservato solo ai 18enni, “misure premiali”, nonché “attenzione alle diverse situazioni economiche delle famiglie”.

E soprattutto, non solo acquisti di prodotti ma anche progetti di formazione in ambito scolastico.