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“Mio marito ha assunto un killer per uccidermi, ma io l’ho perdonato”

Immagine di copertina
Nancy Shore, la donna che ha perdonato il marito che assunse un killer per ucciderla

“Mio marito ha assunto un killer per uccidermi, ma io l’ho perdonato”. Nancy Shore, 57enne americana, è stata la protagonista involontaria di una storia da film, finita con un colpo di scena.

Nel 1983 Nancy sposò Frank Howard a Carrollton, in Texas. Matrimonio da cui nacquero tre figli: “Era molto gentile, amorevole, era molto coinvolto con i nostri figli”.

Una coppia religiosa che cantava nel coro della chiesa locale. Una vita tranquilla, da classica famiglia americana. Ma una volta cresciuti i figli qualcosa cambiò: Frank iniziò a viaggiare di più per il suo lavoro di contabile e Nancy cominciò a sentirsi più sola.

La sera del 18 agosto 2012 Frank era via per quello che Nancy pensava fosse un altro viaggio di lavoro. Dopo aver partecipato a un battesimo ed essersi fermata a prendere qualcosa da mangiare da asporto, Nancy fece ritorno a casa. Una volta nel garage “un uomo mi mise un braccio intorno al collo e mi puntò una pistola alla testa. Voleva la mia borsetta”.

“Nancy riuscì a voltarsi verso il suo aggressore, che indossava un berretto da baseball nero, e – terrorizzata – gli consegnò per sbaglio il sacchetto del cibo da asporto. Il malvivente chiese per la terza volta la borsetta con diverse imprecazioni. Dato che ero vicina gli spinsi la borsetta sul petto e gridai. “Gesù aiutami!” e lui mi sparò in testa”.

Il malvivente quindi prese la borsetta e scappò via lasciando però lì la macchina che avrebbe potuto rubare molto facilmente. Quando riprese coscienza, Nancy riusciva a malapena a respirare e provava un dolore lancinante: la pallottola le aveva attraversato la testa e si era fermata nel suo polmone destro.

A fatica la donna riuscì ad alzarsi per chiamare i soccorsi che a loro volta contattarono i figli di Nancy e Frank che una volta appresa la notizia – secondo quanto raccontato dai figli – “iniziò a piangere”.

Frank, visibilmente preoccupato, andò quindi in Ospedale per fare visita alla moglie. Tuttavia, durante le indagini della Polizia, emerse che l’uomo durante il tentato omicidio della moglie non era fuori città per lavoro, ma stava con la sua amante con cui aveva una relazione da ben tre anni.

Dopo l’uscita dalla terapia intensiva, Nancy ricevette una telefonata dal marito che confessò l’adulterio. “Ho iniziato a piangere. Piangevo così forte che a malapena riuscivo a sentire cosa mi diceva”.

Dopo quella terribile telefonata Frank fece più volte visita alla donna (che ha perso l’uso di un occhio) ancora ricoverata in ospedale. Ed è proprio durante il ricovero che Nancy ricevette la seconda terribile notizia: l’arresto del marito considerato dalla polizia il mandante dell’omicidio mancato.

In diverse occasioni Frank aveva infatti pagato una banda di criminali per uccidere sua moglie. Pagamenti continui chiesti dai malviventi che – ovviamente – stavano sfruttando l’occasione. Inoltre, l’uomo stava spendendo i soldi dei suoi clienti per fare regali alla sua amante.

Ma perché uccidere la moglie? Secondo Nancy, Frank optò per l’omicidio invece del divorzio perché sapeva che lei non avrebbe mai accettato una separazione.

Una volta a processo, la giuria impiegò solo due ore per ritenere Frank colpevole di tentato omicidio. Accusa che portò l’uomo ad essere condannato all’ergastolo con libertà vigilata dopo 30 anni di reclusione. Insmma, Frank potrà uscire dal carcere quando avrà circa 85 anni.

Condanna che ha portato la donna a divorziare dal marito, ma se questa non fosse arrivata forse Nancy sarebbe stata disposta a ricostruire la loro relazione “perché lo amavo ancora in quel momento, lo amo ancora oggi, non un amore romantico, ma è il padre dei miei figli… ci sarà sempre amore”.

Una condanna che Frank non ha mai accettato: “Continuava a dire che era innocente. Che non aveva niente a che fare con questo”.

Nonostante tutto quello che ha passato, Nancy è stata capace di perdonare suo marito: “L’ho perdonato. La Bibbia dice che se non perdoniamo coloro che ci hanno fatto del male, non siamo in grado di essere perdonati e non potrei permettermi di non perdonarlo perché non potrei vivere con amarezza”.