Me
Cina, ragazza getta inchiostro sulla foto del presidente: sparita nel nulla, nessuno la trova più
Condividi su:
Dong Yaoqiong

Cina, ragazza getta inchiostro sulla foto del presidente: sparita nel nulla, nessuno la trova più

Dong Yaoqiong ha trasmesso un filmato in diretta sul web in cui protesta contro la "dittatura autoritaria" di Pechino, ma è stata verosimilmente arrestata ed è scomparsa

09 Lug. 2018
Dong Yaoqiong

Inquietante storia che arriva dalla Cina dove tale una giovane donna di nome Dong Yaoqiong è sparita dopo un atto considerato irrispettoso nei confronti del presidente Xi Jinping.

Nello specifico, la 29enne agente immobiliare originaria di Zhuzhou nella provincia dell’Hunan ha gettato dell’inchiostro su una foto del leader di Pechino durante un live streaming. E ora è scomparsa.

La vicenda di Dong Yaoqiong è rimbalzata sui social partendo da quelli cinesi e giungendo fino a quelli occidentali. La 29enne che vive a Shanghai stava trasmettendo in diretta lo scorso mercoledì alle ore 6 di mattina proprio dalla città più popolosa al mondo.

A un certo punto del live, Dong ha gettato dell’inchiostro su un poster del presidente cinese Xi Jinping, che è diventato praticamente un monarca a vita.

Naturalmente non si è trattato di un incidente, ma di un atto simbolico. Durante il video, Dong ha infatti affermato che “Mi oppongo a Xi Jinping e alla sua dittatura autoritaria”.

Successivamente ha rivolto un appello alle organizzazioni internazionali per intervenire su quella che ha definito “Un controllo delle menti da parte del partito comunista cinese”.

Quel che può sembrare in Occidente come un gesto quasi innocente, in Cina è un vero vilipendio e infatti la ragazza ha subito commentato “Amici, ho appena lanciato dell’inchiostro su questa foto, vediamo come se la vedrà con me. Vienimi a prendere”.

Il video è diventato subito virale grazie alle condivisioni sia su Twitter (@feefeefly il suo account) sia su WeChat, che è un’applicazione per la messaggistica istantanea alla WhatsApp con una più spiccata valenza sociale.

Non è passato troppo tempo prima che il Governo iniziasse a muoversi e un altro attivista cinese come Hua Yong (già incarcerato per aver documentato l’espulsione di massa di migranti) aveva espresso preoccupazione per il gesto di Dong già a mezzogiorno locale.

Come riportato da Buzzfeed, Hua Yong ha scritto: “Questa diretta è stata già condivisa in Cina, voglio sapere il suo nome, sono preoccupata per questa donna e per la sua sicurezza. Qualche amico a Shanghai può informarsi sulla sua situazione? Per favore che tutti prestino attenzione a questo, non lasciate che la sua voce scompaia. Difendete la costituzione. Praticare la libertà di opinione non è un crimine”.

Polizia cinese

Alle due e mezza di pomeriggio, Dong ha pubblicato sul proprio Twitter una foto ripresa dallo spioncino della propria abitazione con alcuni uomini in divisa fuori dalla porta.

Mi vestirò e uscirò, sono innocente. Chi è colpevole sono persone e gruppi che mi hanno ferita”. Hua ha immediatamente consigliato di non uscire e di rimanere in casa continuando a twittare. Ha iniziato un live su YouTube sperando che “Xi si limiti a multarla. Questo è quel che un paese che vuole diventare prosperoso e che vuole perseguire un sogno di crescita dovrebbe fare, promuovendo tolleranza e perdono”.

Ma la situazione è precipitata con prima i tweet e poi l’intero account di Dong cancellati. Anche il numero di telefono risultava irraggiungibile.

Tuttavia, le sue foto e il suo video continuavano a essere ripubblicati sui social cinesi e occidentali. Da allora solo silenzio da parte delle autorità, la ragazza è tuttora sparita e non si sa nulla.

In segno di solidarietà, alcuni attivisti e anonimi hanno gettato inchiostro sulle insegne di alcuni edifici governativi. E sono apparsi video di foto di Xi macchiate. Ogni tweet, ogni filmato e ogni foto riportano il ricordo della ragazza dell’inchiostro e la speranza che non solo non venga dimenticata, ma che venga liberata.

Ora che la vicenda è diventata internazionale non resta che attendere una risposta ufficiale da parte di Pechino. Se mai avverrà.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus