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Assemblea nazionale Pd | 7 luglio 2018 | Diretta | Tutti gli aggiornamenti

All'hotel Ergife di Roma si decidono le sorti del pd. Maurizio Martina eletto segretario

Immagine di copertina
L'hotel Ergife di Roma

Reporting: Anna Ditta – Editing: Clarissa Valia

L’Assemblea nazionale del Pd  si è svolta il 7 luglio 2018 all’hotel Ergife di Roma.

I componenti dell’Assemblea hanno eletto il nuovo segretario del partito, che è l’ex segretario reggente Maurizio Martina. La sua gestione, però, si chiuderà probabilmente quando si svolgerà il congresso.

ore 17.30 – Assemblea Pd, Martina è il nuovo segretario. Renzi sfida la minoranza: “Perderete ancora”. Qui il riassunto della giornata

ore 16.30 –  L’Assemblea nazionale del Pd ha approvato a larghissima maggioranza (due voti contrari e 14 astenuti) il documento finale, a firma Guerini, Sereni, Orlando e Orfini. L’area facente capo al governatore della Puglia Michele Emiliano non ha votato il documento.

ore 14.48 – Maurizio Martina è stato eletto nuovo segretario del Pd con soli 7 voti contrari e 13 astenuti. L’assemblea continua con altri interventi e l’approvazione del documento finale.

ore 14.30 – Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

ore 14.14 – Interviene Orlando, ex guardasigilli del governo Gentiloni. “Forse possiamo ammettere che ci sono due destre”, ha detto Orlando “ma questo non ci autorizza ad agevolare la loro saldatura. Ci siamo alleati con i monarchici per sconfiggere i fascisti. Non erano i nostri alleati naturali, ma lo abbiamo fatto perché abbiamo riconosciuto che c’era un nemico peggiore”, ha detto riferendosi a un ipotesi di alleanza con M5S.

ore 13.26 – Pina Cocci, attivista romana del Pd, è intervenuta contro la creazione di un ministero sulla disabilità. “Avete idea di cosa voglia dire un ministero ad hoc su questo per una persona in carrozzina come me? Mi mette i brividi. Avrei preferito un ministero per le politiche csociali”.

“Vorrei farvi vivere un giorno da Pina, un giorno in carrozzina, per capire cosa vuol dire”, ha detto.

Ora interviene Matteo Ricci.

ore 13.05 – Dopo un lieve malore di una delegata che stava tenendo il suo intervento e che ora sta meglio, è Gianni Cuperlo a prendere la parola.

Cuperlo si è rivolto a Matteo Renzi, dicendogli: “Avrò fatto tanti errori in questi anni, ma la mia piccola storia personale in questo partito non la calpestare. Quello che pensavo l’ho detto nelle sedi del partito, in interventi come quest. Ho fatto anche campagna elettorale per te Scandicci dicendo di votare per noi”.

“Hai fatto un elenco delle ragioni della sconfitta, io ho messo in fila i fatti, attribuendo i nomi: Leu, Ezio Mauro, i social. Ma qualche errore lo avremo fatto anche noi in questa campagna elettorale o no?”

ore 12.11 – Inizia il suo intervento il segretario reggente Maurizio Martina, che dice di indossare una maglietta rossa per sostenere l’iniziativa di Libera e altre associazioni in favore dei salvataggi in mare dei migranti.

“Vi ringrazio per essere qui in questa assemblea, che deve avere consapevolezza per il cambio di fase che abbiamo vissuto”, ha detto Martina. “In discussione non c’è solo il nostro progetto politico. Credo che la sconfitta del 4 marzo abbia messo in crisi buona parte delle nostre categorie, il bipolarismo, le grandi aree, il centrodestra, il centrosinistra, è tutto messo in discussione. Dobbiamo trovare nuove categorie per contrastare la nuova destra di questi paese. Dobbiamo trovare uno spazio nuovo per noi”.

“Dobbiamo provare a dare subito segnali di apertura dal basso, sarà un lavoro lungo e difficile, ma anche rigenerante”.

“Propongo che questo partito da oggi avvii un percorso congressuale che arrivi fino alle Europee”, ha detto Martina. “È stato un problema di leadership, ma secondo me pure di organizzazione. Anche se siamo un partito che ha 10 anni siamo apparsi e siamo stati certe volte vecchi”.

Campagna regione lazio

“Dobbiamo realizzare da qui a ottobre un appuntamento che guadi al paese”, ha detto Martina. “Guai se la discussione si chiudesse tra queste quattro mura”.

“In questi lavoro di ricostruzione dobbiamo usare profondità, non ce la caveremo con un tweet”, prosegue il segretario reggente. “Chiedo che questo partito faccia un vero lavoro rifondativo dal punto di vista culturale e politico”.

“Non citerò alcun leader del passato, neanche Obama basta più, ha detto, “bisogna provare a costruire un’idea alternativa al fatto che chiusura sia equivalente a protezione. Continuo a credere che questa idea sia la comunità”.

“La rivoluzione dell’ascolto è il primo cambiamento che chiedo a questo partito”, ha detto Martina. “Un partito come il nostro non può non affrontare la questione delle disuguaglianze”.

Il segretario reggente cita anche un articolo della giornalista Francesca Mannocchi pubblicato dall’Espresso, che riflette sull’idea di comunità e mostra cos’è il nostro sistema sanitario nazionale.

Martina ha detto di essere disponibile a fare il segretario “per un partito che si metta su questo crinale di lavoro”, con “umiltà e determinazione.

La conclusione dell’intervento di Martina è affidata alle parole del pianista Ezio Bosso davanti al parlamento europeo: “il musicista più bravo non è quello che suona più forte degli altri, ma quello che ascolta di più”.

ore 11:58 – Renzi ha concluso il suo intervento.

ore 11:12 – L’ex premier Matteo Renzi ha iniziato il suo intervento all’Assemblea del Pd.

“Credo che il partito democratico sia l’argine al populismo”, ha detto Renzi.

“Ora deve essere chiaro: l’alternativa al partito democratico non erano i compagni di Leu, era la destra”.

“Noi l’egemonia l’abbiamo avuta per tre-quattro anni e l’abbiamo persa”, ha detto Renzi, che è stato contestato da una parte dei delegati e ha chiesto di abbassare i toni. “Mi prendo le mie responsabilità“, ha detto. “Le dimissioni hanno questo valore”.
Renzi ha detto che il motivo per cui il Pd ha perso l’egemonia è stato che si è fatto imporre l’agenda della destra.
“Se avessero vinto quelli che dicevano di allearsi con M5S avremmo avuto una grave ferita istituzionale”.

“Avevamo alternative?”, ha detto. “Sì, potevamo allearci coi Cinque Stelle. Ma poi chi fa le coalizioni deve governare. Avremmo mandato all’opposizione i vincitori”, dice riferendosi alla coalizione di centrodestra, risultata la prima alle elezioni di marzo.

“Se c’è qualcosa di sinistra nel movimento si nasconde bene. Sono sempre una corrente della Lega. Il Vaffaday si è fermato a Pontida”.

“Ma c’è un’altra cosa”, prosegue. “Rispetto chi dice che M5S sia la nuova sinistra, sono filosofi, commentatori. Ma io penso che il Movimento Cinque Stelle non sia la nuova sinistra, ritengo che sia la vecchia destra”.
Renzi ha detto che anche se vi fossero le coperture per flat tax e reddito di cittadinanza, lui non sarebbe d’accordo con queste misure.
Ha aggiunto che non sarebbe d’accordo neanche con l’abolizione della Fornero, perché sarebbe “una presa in giro per le nuove generazioni”.
L’ex premier ha sottolineato inoltre la posizione diversa di M5s e Pd sull’immigrazione. Lo spartiacque è stata la vicenda della sparatoria di Macerata, secondo lui.
”Noi siamo quelli che andavano a salvare le vite anche se questo ci faceva perdere voti”, ha detto Renzi. “Stanno scrivendo la storia al contrario. Stanno cancellando il Risorgimento per trasformarci in una provincia dell’impero Austro-Ungario”, ha detto criticando la scelta del governo di avvicinarsi all’Ungheria di Orban che rifiuta le quote dei migranti.
Renzi ha elencato una serie di ragioni per cui il Pd ha perso.
 “Sembravamo establishmen, anzi lo eravamo”, ha detto. “Abbiamo perso perché continuavamo a litigare. Io non ho rinnovato abbastanza, soprattutto al sud. Non abbiamo più dettato l’agenda, ad esempio lo ius soli, dovevamo decidere e basta”.
Renzi ha parlato anche di vitalizi, voucher. “Noi sul sociale abbiamo fatto molto e raccontato poco”, ha detto parlando delle misure contro la povertà e per le periferie.
Renzi ha detto che nei momenti più duri avrebbe dovuto esserci anche più solidarietà, non dagli attivisti, ma dal gruppo dirigente.
Matteo Renzi è stato contestato quando ha citato un recente discorso di Tony Blair a Chatam House. “Abbiamo di fronte a noi tempi bellissimi”, ha detto Renzi.
“Non andremo dai rider a dire: avrai più diritti per tutta la vita. Diremo: potrai fare questo lavoretto per un po’ per po andare all’università e coltivare i tuoi talenti”.
 “Andremo a dire che in Italia non c’è un’emergenza immigrazione, ma un’emergenza legalità”, ha detto. “Non so cosa proporrà Maurizio, so che lui ha in mente un percorso. Ma voglio dare un piccolo contributo: è impensabile che all’indomani delle primarie una corrente di minoranza metta in discussione la decisione della maggioranza. Il tema non è quando si apre il congresso, ma quando si chiude”.
Nuove contestazioni a questo punto per l’ex premier.
Renzi ha concluso l’intervento suggerendo al Pd di “rischiare” prendendo a modello due ragazze: una si chiama Alexandria Ocasio-Cortez, vincitrice delle primarie democratiche di New York, l’altra è Emma Gonzalez, studentessa statunitense e attivista anti-armi.

ore 11:04 – “Mi auguro che Martina possa essere garante di questa fase”, ha dichiarato Gianni Cuperlo ai giornalisti radutati all’hotel Ergife.

Cuperlo ha parlato di “un passaggio politico delicatissimo” a causa di “una destra che non abbiamo mai conosciuto con queste caratteristiche e questo profilo a livello europeo”.

“C’è un nuovo nazionalismo aggressivo e un partito, il Pd, che deve attrezzarsi allo scontro con questa destra”, ha detto.
“Mi auguro che Martina possa essere garante di un percorso ordinato in questa assemblea”

ore 10:50 – “Renzi rimane una voce autorevole e presente della politica italiana”. Piero Fassino ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul contributo dell’ex premier all’Assemblea del Pd.

Fassino non ha voluto commentare la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il governatore della Basilicata Marcello Pittella, del Pd.

ore 10:30 – Sta per iniziare l’Assemblea nazionale del Pd. Sembra confermato l’accordo sulla nomina di Maurizio Martina quale segretario del partito con poteri pieni, ma sarà un mandato a tempo.

Martina avrebbe accettato di rassegnare le dimissioni a novembre, per poi aprire al congresso del partito prima delle Europee di maggio 2019.

Oltre all’intervento del segretario reggente Martina oggi è previsto anche un discorso dell’ex premier Matteo Renzi, che dovrebbe riguardare l’attualità politica e non il partito.

La data del congresso è ancora incerta. Dovrebbe svolgersi nel 2019, ma l’ala che fa riferimento all’ex premier Matteo Renzi fa sapere che preferisce che si svolga prima delle elezioni europee in programma per maggio.

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, gradito tra gli altri da Orlando e Gentiloni, sarebbe pronto a prendere il posto di Martina, ma non è certo se la sua candidatura abbia il supporto dei renziani.

I nodi: dalla nuova segreteria al congresso

L’ultima Assemblea nazionale Pd, quella dello scorso 19 maggio, ha preso atto delle dimissioni dell’ex segretario Matteo Renzi e ha confermato la reggenza di Maurizio Martina, di fatto posticipando l’elezione del nuovo segretario. L’elezione dovrebbe avvenire proprio il 7 luglio.

Il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio, si è sfilato dalla candidatura e ha espresso la sua posizione in un’intervista a Radio anch’io il 6 luglio.

“Io segretario del Pd? Non sono disponibile per ragioni personali e politiche”, ha detto. “Ora si apre la fase congressuale. Bisogna ripartire da una riflessione sui contenuti: di cosa ha bisogno la società italiana? Che messaggio vogliamo dare? Il partito ha bisogno di umiltà, non di personalismi e di divisioni”.

“Martina sarà il primo garante di questo percorso che si prolungherà fino al congresso”, ha detto ieri Delrio citato da Agi.

Sul tavolo rimangono due ipotesi. Quella prevalente è di dare inizio ad una discussione su progetti e questioni sul tavolo e rinviare ad un secondo momento la corsa su chi debba guidare il partito in futuro.

L’ex ministro per l’Agricoltura Maurizio Martina avrebbe avuto una serie di incontri, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari dem, e avrebbe spiegato ai suoi interlocutori che per questa opzione serve un accordo ampio e tempi anche più lunghi.

Se non si riuscirà a trovare un accordo, invece, il congresso andrebbe fatto entro novembre, posticipando la fase d’ascolto che sarebbe portata avanti dal nuovo segretario.

I renziani, sempre secondo l’agenzia Agi, avrebbero manifestato a Martina la disponibilità a trovare un accordo su uno schema comune, pur sottolineando la preferenza sul congresso prima delle Europee.

La nuova segreteria dovrebbe essere composta da quindici membri, con i renziani che puntano all’Organizzazione e alla Comunicazione. Orfini dovrebbe essere confermato presidente dell’assemblea, Bonifazi tesoriere.

Come funziona l’elezione del nuovo segretario

Il caso di dimissioni del segretario nazionale è disciplinato dall’articolo 3 dello Statuto del Partito democratico, al comma 2.

Questo prevede che, se il segretario cessa dalla carica prima del termine del suo mandato, l’Assemblea può eleggere il nuovo segretario per la parte restante del mandato oppure determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea stessa.

In caso di dimissioni, l’Assemblea può eleggere un nuovo segretario con la maggioranza dei due terzi dei componenti.

Nel caso in cui nessun candidato ottenga questa maggioranza, si procede a nuove elezioni sia per il segretario sia per l’Assemblea.

Qui l’elenco dei componenti dell’Assemblea nazionale Pd.