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Esecutivo Lega-M5s, solo 10 sedute alla Camera e nessun atto del governo ancora discusso
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governo lega-m5s
Giuseppe Conte parla alla Camera. Al suo fianco Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Esecutivo Lega-M5s, solo 10 sedute alla Camera e nessun atto del governo ancora discusso

Il 2 agosto scattano le ferie per i parlamentari. Il primo provvedimento che dovrebbe arrivare in aula è quello sul taglio dei vitalizi

05 Lug. 2018
governo lega-m5s
Giuseppe Conte parla alla Camera. Al suo fianco Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Come riposta il quotidiano Repubblica, il primo mese del governo M5s-Lega non è stato esattamente all’insegna della solerzia.

Finora, sono state appena dieci le sedute alla Camera dei Deputati e nove quelle al Senato. Ma soprattutto, nessun atto del governo è stato ancora discusso dal parlamento.

Un bilancio abbastanza magro, anche se a breve dovrebbe arrivare in aula il decreto sul taglio dei vitalizi.

Resta il fatto che l’esecutivo, finora, si sta muovendo con lentezza. Non sono state ancora completate le nomine delle Commissioni permanenti e dei quattro consiglieri Rai.

Il 2 agosto, tra l’altro, scattano teoricamente le ferie per i parlamentari, e il tempo per votare qualsivoglia provvedimento potrebbe essere dilatato non oltre il 9 del mese.

Nelle sedute finora effettuate, il parlamento ha discusso e votato leggi che erano rimaste in sospeso dal precedente governo, come i decreti su Alitalia e sugli ammortizzatori sociali e quello sul terremoto.

Ovviamente un pizzico di clemenza è d’obbligo in questi casi. La macchina governativa non è semplice da azionare, il M5s è nuovo a incarichi di questo tipo, è stato ed è ancora necessario trovare compromessi tra i due partiti sia riguardo alle nomine sia in tema di provvedimenti.

Basti pensare, a questo proposito, alle discussioni in corso sul Decreto dignità, licenziato dal Consiglio dei ministri ma che ancora attende di essere calendarizzato in parlamento.

Salvini ha infatti avanzato la possibilità di effettuare alcune correzioni al decreto in parlamento, palesando un non totale accordo su almeno alcuni punti della norma, e chiedendo anche la reintroduzione dei voucher.

Di Maio, dal canto suo, ha risposto dicendo che il Movimento Cinque Stella sarà “un argine contro l’annacquamento del Decreto dignità”. Insomma, trovare compromessi non è sempre facile, e questo può contribuire a un parziale rallentamento dell’attività governativa.

Resta il fatto che gli elettori leghisti e pentastellati si attendono un’azione di governo efficace ma anche abbastanza rapida e decisa. I prossimi mesi ci diranno se i due partiti riusciranno a soddisfare queste aspettative.

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