Me

L’annuale corsa dei tori di Pamplona per San Firmino: cosa c’è da sapere sulla controversa tradizione

Dal 6 al 14 luglio 2018, come ogni anno, si svolge a Pamplona, in Spagna l'encierro, la corsa in cui i tori raggiungono l'arena per la corrida, accompagnati da migliaia di persone. Cosa c'è da sapere

Immagine di copertina
La tradizionale corsa dei tori a Pamplona. Credit: Miguel Riopa

Da venerdì 6 a sabato 14 luglio a Pamplona si svolge la tradizionale festa di San Firmino. Uno degli eventi più noti, per i quali Pamplona è conosciuta in tutto il mondo, è la corsa dei tori, l’encierro.

Migliaia di turisti stranieri e spagnoli, in occasione della festa di San Firmino – Los Sanfirmines, in spagnolo – invadono le strade della città, nel nord del paese, indossando la tradizionale bandana rossa e la camicia bianca.

La festa di san Firmino, che onora il santo patrono della città, risale al tredicesimo secolo e diventa famosa grazie al romanzo dello scrittore americano Ernest Hemingway Fiesta (Il sole sorgerà ancora, 1926). La corsa di Pamplona è contestata duramente dagli animalisti, che protestano contro le crudeltà inflitte ai tori, uccisi dopo la corsa.

La festa di San Firmino inizia a mezzogiorno del 6 luglio, quando dal Palazzo dell’Ayuntamiento viene sparato il chupinazo, il razzo che annuncia l’inizio dei festeggiamenti.

La tradizione vuole che poco dopo la folla festante si dirige verso la Chiesa di San Lorenzo, dove c’è la Cappella di San Firmino, al ritmo del Riau-Riau, la canzone “ufficiale”.

Nei 9 giorni di festeggiamenti per San Firmino si alternano riti religiosi, con processioni, vespri e cerimonie varie.

Migliaia di persone arrivano a Pamplona per assistere all’encierro. La corsa dei tori diretti alla Plaza de Toros, dove si svolgono le corride, provoca spesso il ferimento, e a volte la morte, di coloro che partecipano alla tradizione. La corsa è lunga 825 metri, e sul percorso può succedere di tutto.

La corsa dei tori è un rito che risale al periodo medievale, quando i pastori della Navarra portavano i loro tori a Pamplona per prendere parte alle corride. La notte prima della corrida, i pastori si accampavano fuori città, per poi portare gli animali alla Plaza de Toros, passando per le stradine del centro. La tradizione folkloristica è stata mantenuta fino a oggi, con lo stesso percorso del passato, che attraversa il centro storico di Pamplona.

Una volta usciti dal recinto, i tori passano per Calle Santo Domingo, Piazza del Municipio e Calle Mercaderes, per poi arrivare a Calle Estafeta e infine alla Plaza de Toros.

La corsa è caratterizzata da una grande confusione dovuta all’immensa folla e alle strade strette della città. La corsa dura solo pochi minuti, e per tutta la durata ci sono persone che precedono o seguono i tori correndo a gran velocità, rischiando la vita. Sono circa 3000 ogni anno i corridori che affrontano la corsa.

La corsa dei tori è ogni anno al centro di grandi critiche, per la crudeltà nei confronti degli animali e per il rischio che corrono coloro che decidono di entrare nel recinto insieme ai tori. L’opinione pubblica spagnola, e in generale, si divide tra i difensori dell’encierro come antica tradizione da salvaguardare e i critici che denunciano le atrocità compiute nei confronti dei tori.

Dal 1990, 15 persone sono morte nella festa di San Firmino, e molti vengono feriti ogni anno per essere stati incornati dai tori alla carica.