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Selvaggia Lucarelli contro Juice Plus: l’inquietante fenomeno delle vendite online di prodotti per dimagrire
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Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli contro Juice Plus: l’inquietante fenomeno delle vendite online di prodotti per dimagrire

Con un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, Selvaggia Lucarelli ha "scoperchiato" il mondo delle vendite online di prodotti dimagranti, sul quale ha promesso di andare a fondo. Ecco cos'ha scoperto

04 Lug. 2018
Selvaggia Lucarelli

Alcuni giorni fa la giornalista Selvaggia Lucarelli aveva scritto sul Fatto Quotidiano un articolo su Juice Plus, un sistema di vendita online di barrette e beveroni con sistema del multilevel marketing. La vicenda ha scatenato talmente tante reazioni da spingerla ad approfondire la storia, per vederci più chiaro.

“Sapevo che il fenomeno avesse irretito molte persone, ma non ero arrivata a immaginare tanto. Ci sono centinaia di migliaia di persone in Italia che hanno o hanno avuto a che fare con Juice Plus, che hanno amici, parenti, mariti, fidanzate che hanno a che fare con Juice Plus e il quadro generale, ve lo posso garantire, è inquietante”, racconta la Lucarelli in un lungo post su Facebook.

Ma cosa c’è dietro la vicenda?

L’essenza della questione la spiega la Lucarelli alla fine del suo articolo: “Insomma, un’orda di casalinghe che si improvvisano nutrizioniste, un esercito di invasati che si fomentano reciprocamente a meeting motivazionali con finti premi e celebrazioni da notte degli oscar, un sistema di marketing piramidale che in teoria sarebbe anche vietato dalla legge e guadagni che finiscono dritti sul conto con una percentuale di nero tutta da verificare”.

Ma andiamo con ordine.

Il 30 giugno 2018 Selvaggia Lucarelli pubblica su Il Fatto Quotidiano un articolo sul fenomeno Juice Plus e poi scrive un post sul suo profilo Fb in cui commenta la vicenda.

Leggendo l’articolo probabilmente “capirete cosa sta succedendo a qualche vostra cara amica che da un po’ di tempo sembra invasata, ha iniziato a improvvisarsi nutrizionista, a fare post su fb tutti uguali dicendo che lei si gode i figli lavorando a casa e il tema “famiglia felice” per vendere i soliti beveroni dietetici”, scrive Selvaggia Lucarelli.

Juice Plus, come spiega lei, è un sistema di vendita multilivello in cui una serie di persone vende online

La storia inizia quando la Lucarelli pubblica la foto di una mamma di Ravenna che alla festa di fine anno scolastico aveva pubblicato la foto di tre donne in carne. Quella storia, che abbiamo raccontato qui, scatenò una serie infinita di polemiche, anche per il fatto che la donna raccontò di aver perso il lavoro in seguito all’esposizione mediatica.

Che lavoro faceva quella signora? La Lucarelli ha approfondito la questione, scoprendo “il magico mondo di Juice Plus, di cui Cristina faceva parte e sul cui nome ha deciso di sorvolare”. Si tratta di un modo per spillare soldi a chi vuole dimagrire, tramite la vendita di prodotti sostitutivi dei pasti, come barrette, beveroni, miscele, bacche, succhi e quant’altro.

La vendita avviene tramite social network e si porta dietro un mondo di retorica motivazionale che fa leva sull’insoddisfazione verso il proprio corpo.

Molte persone diventano venditrici attirate dalla promessa di guadagni facili, e molte altre diventano clienti, con la promessa di dimagrimenti ancora più facili. Juice Plus recluta i suoi venditori tramite social network, che vengono pagati tramite il solito sistema di provvigioni, e che vengono addestrati su come attirare i  clienti.

“I profili dei venditori Juice Plus sembrano un inquietante esperimento di lavaggio del cervello ai danni di studentesse, mamme, casalinghe a cui viene data una lista di cose da pubblicare per sembrare magre, felici, vincenti e soprattutto benestanti grazie al lavoro dei sogni: vendere beveroni”, scrive sul Fatto la Lucarelli.

Le venditrici pubblicano sulle loro bacheche “frasi motivazionali alla Osho del Tufello”, consigli di vita, foto dei prodotti, oltre agli screenshot delle loro clienti che ringraziano per i successi della miracolosa dieta.

Un aspetto interessante della vicenda è rappresentato dal fatto che le venditrici pubblicano foto con i loro acquisti recenti, griffati, per mostrare che si guadagna molto bene dalla vendita di bacche e bibitoni.

Le venditrici ovviamente non sono nutrizioniste e dietiste, ma danno comunque consigli alimentari, e spesso anche “filosofici”. Se un cliente acquista online uno dei prodotti, loro guadagnano il 10 per cento sull’importo. L’acquisto corrisponde al codice della venditrice. I venditori che hanno molti clienti, fanno carriera, come spiega ancora la Lucarelli, e diventano “president”, cioè capi di un team di venditori.

Non manca chi, tra  più fomentati, pubblica foto di porche fiammanti o case con piscina, che son riusciti a comprare grazie ai guadagni di questo lavoro miracoloso e a sforzo zero. Questi venditori fanno parte del team “Unstoppable”, un gruppo molto attivo su Facebook.

“Chiedo a M., una rivenditrice, come avvengano i pagamenti. “Ci paga una filiale svizzera (ma guarda il caso), ogni 10 del mese sono puntualissimi con il bonifico.” Domando se l’azienda richieda la fattura o la ritenuta d’acconto prima di fare un bonifico. Mi risponde che no, sta alla correttezza del singolo dichiarare i soldi al fisco. E comunque chi guadagna davvero sono quelli tipo gli Orrù, chi sta al vertice, visto che chi compra Juice Plus sono migliaia e migliaia di persone…”, aggiunge la venditrice”, scrive ancora la Lucarelli sul Fatto, che promette di tornare sulla questione, con una “precisione chirurgica”.

“Tornerò sul SISTEMA di vendita di Juice Plus e lo farò con una precisione chirurgica. Ci sono molti punti oscuri e ambiguità. Nel frattempo, le reazioni maldestre degli invasati ai vertici di Unsoppable, rEVOLution e altri team, sono la conferma di molti miei sospetti”, promette la Lucarelli.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, è partita come al solito una campagna contro la giornalista, che racconta che nelle chat telefoniche e nei gruppi segreti dei venditori sia stata data una precisa disposizione: bloccare il suo profilo e mettere like ai post  che parlano bene di Juice Plus per far avere loro maggiore visibilità. Nessuno dei president, inoltre, vuole essere intervistato dalla Lucarelli.

“Se è tutto chiaro e pulito che problema c’è?”, si chiede lei. L’azienda Juice Plus ha chiesto di fare le sue considerazioni e rettifiche dopo la pubblicazione dell’articolo.

Questo il post completo di Selvaggio Lucarelli:

E questo il post di risposta di Unstoppable generation, la community di venditori Juice Plus:

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