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Un’infermiera inglese è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso 8 neonati

L'inchiesta è partita nel maggio 2017 per fare chiarezza sulla morte di 15 bambini e su sei casi di collassi non fatali, che sarebbero avvenuti nella struttura specializzata tra marzo del 2015 e giugno del 2016

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Afp photo / Aamir Qureshi

Dopo oltre un anno di indagini, un’infermiera del reparto maternità del Countess of Chester Hospital, dell’omonima cittadina nel nord-ovest dell’Inghilterra, è stata arrestata ed è accusata di aver ucciso otto neonati e di aver tentato di fare lo stesso con altri sei.

L’arresto della donna è avvenuto la mattina del 3 luglio 2018 nella sua casa che si trova a pochi chilometri dall’ospedale. Inizialmente la polizia non ha diffuso il nome dell’infermiera, ma successivamente è stato scoperto che l’abitazione dove è stato effettuato l’arresto è di proprietà di Lucy Letby, un’infermiera di 28 anni.

L’inchiesta è partita nel maggio 2017 per fare chiarezza sulla morte di 15 bambini e su sei casi di collassi non fatali, che sarebbero avvenuti nella struttura specializzata tra marzo del 2015 e giugno del 2016.

Le indagini si sono poi allargate ad altri 17 decessi e 15 collassi non mortali registrati in quattro mesi del 2016, tra marzo e luglio.

Sono state coinvolte alcune famiglie della contea del Cheshire e del Galles settentrionale che, i medici assicurano, vengono sostenute e aggiornate costantemente sugli sviluppi.

Si tratta della più importante indagine della polizia inglese sulle morti infantili negli ospedali da quando l’infermiera Beverley Allitt, soprannominata “l’angelo della morte”, è stata condannata a 30 anni per aver ucciso quattro bambini con delle iniezioni letali e aver tentato di ucciderne altri tre all’inizio degli anni Novanta.

La polizia ha detto che si tratta di un’indagine molto complessa e delicata e ha assicurato che sta facendo tutto il possibile per cercare di chiarire esattamente le cause dei decessi e dei collassi.

Da parte del Countess of Chester Hospital non è stato chiarito quale mansione svolgesse la donna arrestata.

A scopo cautelativo, dopo il picco di decessi, la struttura ha sospeso i ricoveri di piccoli nati prima della trentaduesima settimana di gravidanza, trasferendo le future madri in altri ospedali.

A sostegno degli inquirenti, ci sarebbe un’analisi del Royal College of Paediatrics and Child Health, l’ordine dei medici pediatri, risalente a maggio 2018 che riferisce di un numero di morti infantili più alto del solito nel reparto maternità di quell’ospedale.

In particolare, due sono avvenute nel 2013, tre l’anno dopo, otto nel 2015 e cinque nel 2016.

Il rapporto non fornisce spiegazioni sull’aumento del tasso di mortalità ma rileva mancanze significative nei turni di medici e infermieri e una scarsa capacità di prendere decisioni.

Ian Harvey, il direttore dell’ospedale, ha detto che il personale sta supportando la polizia nelle indagini: “Chiedere alla polizia di indagare su questo non è qualcosa che abbiamo fatto alla leggera, ma dobbiamo fare tutto il possibile per capire cosa è successo qui e ottenere le risposte che noi e le famiglie desideriamo disperatamente”.

Neil Fearn, l’amministratore delegato di Pryers Solicitors, la società che rappresenta le famiglie di due bambini morti nell’ospedale, ha dichiarato: “Speriamo che l’indagine possa fornire risposte alle famiglie di questi bambini”.

“La morte di ogni bambino è una tragedia, ma quello che è successo è aggravato perché ci si trova di fronte a circostanze in cui le domande rimangono senza risposta. Tuttavia, siamo rassicurati dal fatto che l’inchiesta è ancora in corso e che ci sono ulteriori passi da compiere”.

L’ospedale della Contea di Chester ha visto il più alto tasso di mortalità infantile rispetto a tutte le strutture di dimensioni simili in Gran Bretagna nel 2015, anno in cui si sono verificati diversi casi di morte sospetta.

Uno studio accademico pubblicato nel giugno 2017 ha rilevato che il tasso di mortalità tra i bambini dell’ospedale era almeno del 10 per cento superiore rispetto a quello previsto.