Me

Fantozzi: 10 scene indimenticabili per ricordare Paolo Villaggio

Il 3 luglio 2017 moriva Paolo Villaggio. A farlo entrare nella cultura popolare italiana è stato il personaggio del ragionier Ugo Fantozzi, emblema dell’uomo medio italiano. Lo ricordiamo con alcuni film celebri

Immagine di copertina

Il 3 luglio 2017 moriva a Roma, a 84 anni, Paolo Villaggio. L’attore era ricoverato al Policlinico Gemelli.

Era nato a Genova il 30 dicembre 1932 e ha interpretato, al cinema e in televisione, numerosi personaggi comici e grotteschi. A farlo entrare nella cultura popolare italiana è stato il personaggio del ragionier Ugo Fantozzi, emblema dell’uomo medio italiano.

Tra gli altri personaggi da lui interpretati ricordiamo il professor Kranz e Giandomenico Fracchia.

Nella sua carriera Villaggio ha recitato anche con Fellini, Olmi e Monicelli. È stato inoltre scrittore, sceneggiatore e doppiatore.

Ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il David di Donatello come miglior attore protagonista e il Leone d’Oro alla carriera.

Abbiamo scelto di ricordare uno dei più famosi attori italiani con 10 scene indimenticabili del suo personaggio più noto: il ragionier Fantozzi:

La partita di calcio tra scapoli e ammogliati – Fantozzi (1975)

Il ragionier Filini è l’organizzatore di tante manifestazioni ricreative tra i dipendenti della Megaditta. Una di queste è la tradizionale partita di calcio tra scapoli e ammogliati, che si svolge in un campetto di periferia.

La tragica “Coppa Cobram” – Fantozzi contro tutti (1980)

Il direttore ereditario della Megaditta muore di rosolia: il suo posto viene preso, con scelta tramite sorteggio, dal visconte Cobram, un fanatico di ciclismo, che obbliga tutti i dipendenti a duri allenamenti in sella alla bicicletta e poi organizza una corsa ciclistica chiamata in suo onore “Coppa Cobram”.

Fantozzi accompagna il Megadirettore Clamoroso Duca di Semenzara al casinò – Il secondo tragico Fantozzi (1976)

Fantozzi viene sorteggiato per accompagnare il superstiziosissimo Megadirettore Clamoroso Duca Conte Pier Carlo Ing. Semenzara al casinò.

Arriverà a ricoprire le più alte cariche nella Megaditta, almeno finché la fortuna non abbandonerà il Conte.

La partita a biliardo con il Conte Catellani, gran maestro dell’ufficio raccomandazioni – Fantozzi (1975)

Il ragionier Fantozzi sfida il Conte Catellani, gran maestro dell’ufficio raccomandazioni e promozioni in una storica partita a biliardo.

Dopo l’ennesimo “coglionazzo” il nostro Ugo si esibisce in un rinterzo ad effetto con birillo centrale.

La tragica cena a casa della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare – Il secondo tragico Fantozzi (1976)

Mitica cena a casa della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare.

Dopo qualche problema all’ingresso della villa, Fantozzi fa un po’ a botte con le pietanze e a Filini non andrà molto meglio di lui.

Seratona con Filini e Calboni all'”Ippopotamo” – Il secondo tragico Fantozzi (1976)

Calboni organizza un’uscita a 3 con Filini e Fantozzi all'”Ippopotamo”, un locale notturno.

Tra Prunella Ballor, scotches, creppess e peluches la serata finisce malamente.

Ad un certo punto finiscono i soldi e così: “Filini, facci lei!”.

La corazzata Potemkin è una “cagata pazzesca!” – Il secondo tragico Fantozzi (1976)

Il professor Guidobaldo Maria Riccardelli, superiore di Fantozzi e appassionato di cinema d’essai, obbliga da anni dipendenti e famiglie a recarsi almeno una volta la settimana al cineforum aziendale.

Ma un giorno il ragionier Fantozzi si ribella prendendo in ostaggio colui che ha costretto lui e i suoi colleghi ad interminabili e noiose proiezioni di film russi anche nel giorno in cui andava in onda la partita Italia – Inghilterra.

La sveglia di Fantozzi – Fantozzi (1975)

 La battuta di caccia – Il secondo tragico Fantozzi (1976)

Insieme all’amico e collega Filini, Fantozzi partecipa ad una battuta di caccia in una zona apparentemente sconosciuta.

“Cazzi quella gomena!” – Fantozzi contro tutti (1980)

Filini e Fantozzi sono invitati in barca dal direttore Piermatteo Barambani. Naturalmente ne capiteranno di tutti i colori.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus