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Elezioni Messico 2018 | Presidenziali | Parlamentari | Candidati | Sondaggi

Il 1 luglio in Messico si vota per eleggere il presidente e per rinnovare il parlamento. Tutte le informazioni da conoscere

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Il 1 luglio in Messico si vota per eleggere il presidente e per rinnovare il parlamento. Credit: Johan Ordonez

Domenica 1 luglio in Messico si tengono le elezioni presidenziali e quelle parlamentari. Il presidente della Repubblica che verrà eletto, rimarrà in carica fino al 2024. Le elezioni del 1 luglio sono indette anche per rinnovare entrambe le camere del Congresso ed eleggere centinaia di funzionari statali e municipali. In tutto i candidati alle varie cariche sono oltre 3.500.

Il Congresso dell’Unione è formato dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica. I deputati vengono eletti ogni 3 anni e i senatori ogni 6 anni.

Il Messico è una repubblica presidenziale federata in 31 stati liberi e sovrani e un distretto federale rappresentato dalla capitale, Città del Messico.

Il presidente è sia capo di stato che di governo e ha un mandato che dura 6 anni, senza possibilità di essere rieletto.

Dal 2006 al 2012 il presidente del Messico è stato Felipe Calderón Hinojosa, mentre dal 2012 il presidente è Enrique Peña Nieto, del Partito Rivoluzionario Istituzionale, che terminerà il suo mandato il 1 dicembre 2018.

Tra le urgenze principali che il nuovo presidente si troverà ad affrontare vi è il problema dei cartelli della droga e degli omicidi e la violenza legati al narcotraffico, e la dilagante corruzione, oltre alla riforma del sistema giudiziario e al problema della gestione dell’ordine pubblico.

Sono circa 89 milioni i messicani che oggi sono chiamati al voto.

La campagna elettorale è stata una delle più violente della storia recente, con 133 vittime, tra cui decine di politici uccisi in tutto il paese. Da gennaio in Messico ogni giorno 92 persone muoiono ammazzate.

Come si vota 

Elezioni presidenziali

Il sistema elettorale con cui i cittadini messicani eleggono il loro presidente della Repubblica è maggioritario a turno unico.

Viene eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti. Sulla scheda elettorale compaiono i simboli di ciascun partito e il candidato presidente di ciascuna coalizione. I candidati indipendenti, che sono due, per presentarsi dovevano raccogliere almeno 866.593 firme, corrispondenti all’1 per cento del corpo elettorale, in almeno 17 stati del paese.

Elezioni parlamentari

Per quanto riguarda il rinnovo del Congresso, gli elettori messicani sono chiamati a eleggere i 500 membri della Camera, in carica per 3 anni, e i 128 senatori, in carica sei anni, come il presidente.

I 500 deputati vengono eletti con un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario e nello specifico, 300 vengono eletti in altrettanti collegi uninominali col sistema maggioritario a turno unico. Gli altri 200 sono eletti col sistema proporzionale in 5 circoscrizioni plurinominali regionali.

Per quanto riguarda il Senato, i 128 senatori vengono eletti con un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario e nello specifico, 96 sono eletti in 32 collegi plurinominali che coincidono con i 32 stati messicani.

Ogni Stato elegge 3 senatori (2 nella lista che ha la maggioranza relativa ed 1 nella lista seconda classificata). I restanti 32 sono eletti con il sistema proporzionale in un’unica circoscrizione plurinominale nazionale.

I candidati

Elezioni presidenziali

• Andrés Manuel López Obrador, del partito Movimento di Rigenerazione Nazionale. La sua coalizione, Insieme Faremo la Storia, è sostenuta dal Movimento di Rigenerazione Nazionale, dal Partito del Lavoro e dal Partito Incontro Sociale.

• Ricardo Anaya Cortés, del partito Azione nazionale. La sua coalizione Per il Messico al Fronte, è sostenuta dal Partito Azione Nazionale, dal Partito della Rivoluzione Democratica e dal Movimento Cittadino.

• José Antonio Meade Kuribreña, del partito Rivoluzionario Istituzionale. La sua coalizione, Tutti per il Messico, è sostenuta dal partito Rivoluzionario Istituzionale, dal partito Verde Ecologista del Messico e dal partito della Nuova Alleanza.

• Jaime Rodríguez Calderón, è un candidato indipendente e non è sostenuto da nessuna coalizione.

• Margarita Zavala, è una candidata indipendente non sostenuta da nessuna coalizione. È la moglie dell’ex presidente del Messico Felipe Calderón

Campagna regione lazio

Elezioni parlamentari

Sono 9 i partiti iscritti al registo dell’Istitituto Nazionale Elettorale e che hanno diritto a presentarsi alle elezioni del 1 luglio 2018:

• Insieme faremo la storia: la coalizione comprende il Movimento di Rigenerazione Nazionale, il Partito del Lavoro e il Partito Incontro Sociale.

• Per il Messico al Fronte: la coalizione comprende il Partito Azione Nazionale, il Partito della Rivoluzione Democratica e il Movimento Cittadino.

• Tutti per il Messico: la coalizione riunisce il partito Rivoluzionario Istituzionale, il partito Verde Ecologista del Messico e il partito della Nuova Alleanza.

I sondaggi

I candidati che si contendono la vittoria sono in primis Obrador, il candidato della sinistra, del Movimento di Rigenerazione Nazionale, il partito progressista e socialdemocratico, seguito da Meade Kuribrena, del partito rivoluzionario istituzionale (il partito centrista dell’attuale presidente Pena Nieto).

In “terza posizione” vi è Anaya Cortes, del partito azione nazionale, il partito conservatore di destra.

Obrador è dato al 37,7 per cento dei consensi, staccando il secondo candidato di almeno 10 punti percentuali.

Andres Manuel Lopez Obrador, altrimenti noto come Amlo, ha iniziato la sua carriera politica come membro del Partito Rivoluzionario Istituzionale, prima di passare alla creazione del suo Movimento per la rigenerazione nazionale, noto come Morena.

È la terza volta che Obrador si candida alle elezioni presidenziali. Il candidato di sinistra, dato in vantaggio secondo i sondaggi, sta facendo leva sulla insoddisfazione degli elettori nei confronti del partito al governo.