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Pescara, maestro di musica arrestato per pedopornografia: trovate foto di Yara Gambirasio
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Tra le foto trovate anche quelle di Yara Gambirasio

Pescara, maestro di musica arrestato per pedopornografia: trovate foto di Yara Gambirasio

L'uomo, di 49 anni, aveva più di mille file dal contenuto pornografico e pedopornografico e ha scambiato alcune immagini con altre persone su Skype

28 Giu. 2018
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Tra le foto trovate anche quelle di Yara Gambirasio

Un maestro di musica di 49 anni è stato arrestato a Pescara con l’accusa di pedopornografia.

Gli agenti del compartimento Polizia postale Abruzzo di Pescara hanno trovato sul suo pc più di mille immagini di ragazzini, alcune delle quali appartenenti ai suoi allievi e altre scaricate dal web.

Tra queste ultime ci sono anche alcune immagini di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni ritrovata morta in un campo di Chignolo d’Isola dopo essere scomparsa 3 mesi prima.

In precedenza, la Polizia postale aveva eseguito una perquisizione domiciliare a carico del maestro ed erano stati sequestrati alcuni supporti informatici.

Il materiale sequestrato è stato poi analizzato ed è stato così scoperto che l’uomo aveva una grande quantità di materiale pornografico e pedopornografico.

Nello specifico, gli agenti hanno ritrovato circa 5.600 video e 130mila immagini pornografiche, di cui 1.075 pedopornografiche.

Nel corso delle indagini è anche emerso che il maestro aveva scambiato numerose immagini e video con altri utenti della rete attraverso la piattaforma Skype.

La misura restrittiva a carico dell’uomo si inserisce in una più ampia indagine partita da Milano ed è stata necessaria anche per l’attività lavorativa svolta dal 49enne.

La Polizia postale ha anche sequestrato tutti i supporti informatici appartenenti all’uomo, compresi computer, tablet, smartphone ed hard disk.

Durante le indagini è emerso che l’uomo aveva archiviato e criptato i file, ma la polizia è riuscita a recuperare il materiale.

Adesso si sta vagliando la rete dei contatti dell’uomo per capire con chi sono stati scambiati i file incriminanti.

“I pedopornografi non sempre sono pedofili, ma dalla pedopornografia può comunque esserci un’evoluzione”, ha spiegato Elvira D’Amato, la responsabile del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line presso del servizio di Polizia postale.

“La professionalità che l’uomo esercitava e il contatto costante con i minori sono stati motivo di grande allarme. Le immagini di rilievo trovate nel materiale sequestrato verranno inviate alla banca dati dell’Interpol, nell’ambito della nostra attività quotidiana finalizzata a costruire una rete virtuosa di contrasto a questi fenomeni”.

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