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Il governo della Germania rischia di cadere e c’è l’ipotesi di nuove elezioni

Sull'onda delle tensioni tra la Cdu di Merkel e i conservatori bavaresi di Seehofer, la leader dell'Spd, Andrea Nahales, ha detto che potrebbe essere necessario tornare al voto

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Il governo tedesco è in carica da marzo 2018. Credit: Mehmet Kaman / Anadolu Agency

Andrea Nahles, leader del Partito socialdemocratico tedesco (Spd), ha dichiarato che non esclude che in Germania si debbano tenere nuove elezioni.

Il governo rischia di implodere a causa delle tensioni tra la cancelliera Angela Merkel e il ministro dell’Interno, Horst Seehofer, leader dell’Unione cristiano-sociale della Baviera.

Nella giornata di martedì 26 giugno 2018 si è tenuto un vertice fra le delegazioni dei tre partiti della cosiddetta Grosse Koalition che reggono l’esecutivo, l’Unione cristiano democratica (Cdu) di Merkel, la Csu di Seehofer e l’Spd di Nahles.

Al termine di quattro ore di riunione, la leader dei socialdemocratici ha confermato il clima di alta tensione interno alla maggioranza.

“In tutte le questioni, inclusa la politica dei migranti, abbiamo una situazione molto tesa nella coalizione, non è chiaro che cosa accadrà”.

Alla domanda se si stesse preparando per una nuova elezione, Nahles ha risposto: “Non lo so. Ad essere onesti, stiamo aspettando di vedere”.

In precedenza, Seehofer aveva detto di non ritenere possibile una caduta del governo a causa del braccio di ferro tra Cdu e Csu.

“Non è un’ipotesi concreta, non è realistica”, ha affermato. Ma il ministro ha anche riconosciuto che “in Germania la società è polarizzata e le relazioni dei partiti nell’Unione sono complicate”.

Il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, ha criticato gli “attacchi di forza smodata” interni alla coalizione.

“In questi giorni mi domando con frequenza come possiamo chiedere sensatezza e senso delle proporzioni se dal più alto livello e anche al livello del governo si stanno scontrando con forza smodata su problemi che hanno soluzione”, ha avvertito Steinmeier.

Cdu e Csu, che per decenni hanno formato un gruppo parlamentare unico, si confrontano da settimane sul ‘masteplan’ di Seehofer per contenere l’arrivo di rifugiati e migranti in Germania.

Merkel rifiuta qualsiasi via unilaterale, mentre il suo ministro chiede che si possano respingere i profughi verso i paesi dai quali sono entrati nel territorio comunitario e si propone persino di chiudere le frontiere, qualora nel Consiglio europeo del 28 e 29 giugno non si trovi un accordo.

Intanto, i Verdi hanno smentito l’ipotesi di un loro possibile ingresso nel governo in sostituzione della Csu.

“Non possiamo” partecipare, “non con l’attuale politica” portata avanti dalla cancelliera Merkel, ha affermato la leader Katrin Goering-Eckardt, che ha espresso dubbi  sulla possibilità che la Cdu possa sostenere una simile soluzione.

Di fronte alla crisi dei migranti, i Verdi si oppongono alla politica di chiusura e chiedono il ritorno al piano di redistribuzione dei richiedenti asilo in Europa, respingendo l’ipotesi di hotspot nei paesi d’origine o di transito, come la Libia.

Il leader del gruppo all’Europarlamento, Ska Keller, sostiene che “è il momento di una soluzione europea basata sul principio di solidarietà” e che che Italia e Grecia non possono essere lasciate sole nella registrazione e accoglienza.

La sinistra in parlamento ha chiesto alla cancelliera di affrontare un voto di fiducia, e lo ha fatto anche il leader del partito di estrema destra Afd, Joerg Meuthen, sottolineando che “è arrivato il momento”.

In Germania le ultime elezioni politiche si sono tenute il 24 settembre 2017. Dopo mesi di trattative per la formazione di una maggioranza, il governo è in carica da marzo 2018.