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I macellai francesi hanno scritto al Governo: “Abbiamo paura dei vegani, aiutateci”

Diverse le vetrine rotte o imbrattate. E c'è chi ha esultato per la morte di un macellaio durante un attentato terroristico

Immagine di copertina
Bancone di una macelleria

I macellai francesi hanno paura. A minacciarli sono i vegani (ovviamente quelli più facinorosi e intransigenti). Nelle ultime settimane molte vetrine sono state imbrattate e rotte. Tensione che ha portato molti negozianti addirittura a non mettere salsicce e costate in vetrina.

“Contiamo sull’aiuto del governo affinché cessino subito le violenze fisiche, verbali e morali di cui siamo oggetto. Siamo stanchi di minacce e intimidazioni. Vogliamo la protezione della polizia”, hanno scritto alcuni macellai in una lettera al ministro degli interni francese Gérard Collomb.

La missiva è stata poi firmata da Jean-François Guilhard, presidente della Cfbct (Confederazione francese dei macellai e salumieri), che conta circa 18mila iscritti.

Una richiesta d’aiuto presa molto sul serio dal Governo che, tramite Collomb, ha assicurato che il problema sarà preso in seria considerazione e che una soluzione sarà trovata.

“Negli ultimi mesi il clima è peggiorato – le parole di Guilhard -. Nell’aprile scorso sette macellerie di Lilla sono state attaccate e cosparse di sangue finto. I vandali hanno spaccato le vetrine e imbrattato i muri”.

A confermare la brutta aria che tira in Francia, il grave episodio accaduto dopo l’attentato di Trèbes (quattro persone, tra cui un macellaio, sono state uccise in un supermercato dal terrorista Radouane Lakdim) quando una donna, militante vegana, ha scritto su Facebook: “Un assassino ucciso da un terrorista, ben gli sta. Non ho nessuna compassione per lui, anzi. Trovo che c’è una giustizia al mondo”.

Denunciata, la donna è stata condannata a sette mesi di carcere per apologia del terrorismo.

“Si tratta di una tribù (quella dei vegani, ndr) fortemente in crescita – ha segnalato Guilhard – prevalentemente di sesso femminile, età media fra i 25 e i 34 anni”.

“Vanno in giro con zainetti con su scritto ‘Veggie’, organizzano manifestazioni esibendo cartelli raccapriccianti con immagini di animali squartati e agonizzanti, versano sangue sui marciapiedi, fanno sit-in con bende nere sugli occhi in segno di lutto… Per noi sta diventando un incubo”.