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Corea del Nord, annullata per la prima volta la manifestazione “contro l’imperialismo americano”

La manifestazione segna l'inizio di un mese di eventi dedicati alla commemorazione della Guerra di Corea del 1950-1953 e denuncia il coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto

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La manifestazione contro gli Stati Uniti

La Corea del Nord ha annunciato di aver cancellato l’annuale manifestazione “contro l’imperialismo statunitense”, come parte del tentativo di migliorare i rapporti con gli Stati Uniti dopo i negoziati sulla denuclearizzazione della Penisola.

La manifestazione generalmente segna l’inizio di un mese di eventi dedicati alla commemorazione della Guerra di Corea del 1950-1953, durante il quale si denuncia il coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto.

Nel 2017 l’evento aveva attirato nella capitale Pyongyang 100mila persone. Ad oggi, non sono state fornite spiegazioni ufficiali per giustificare la decisone di annullare la manifestazione in programma per il 2018.

Generalmente, durante l’evento si possono vedere slogan e cartelloni propagandistici contro gli Stati Uniti, i partecipanti alzano i pugni in segno di sfida e sono anche prodotti dei francobolli commemorativi che mostrano la distruzione degli Stati Uniti.

Un funzionario ha spiegato che l’anno scorso tutti i membri del Partito dei lavoratori e gli abitanti di Pyongyang erano “infiammati dalla volontà di rimuovere completamente gli imperialisti statunitensi, il nemico giurato, dal globo”.

In passato, la manifestazione era l’occasione per la Corea del Nord per inviare il proprio messaggio politico al mondo, dando agli Stati Uniti la colpa per la guerra che ha interessato la Penisola negli anni Cinquanta.

Secondo un ex diplomatico americano esperto di Corea del Nord, la cancellazione dell’evento ha un significato importante.

“Ci dice che la Corea del Nord ha abbastanza fiducia nella capacità di restare in contatto con gli Stati Uniti, per ora, e che vogliono creare un’atmosfera più positiva in patria e inviare segnali più costruttivi all’estero”, spiega Mintaro Oba.

“L’obiettivo ultimo del governo resta quello di migliorare le relazioni con gli Stati Uniti o assicurarsi che Washington sia considerato responsabile se la tensione torna a crescere”.

La decisione fa seguito all’incontro tra il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti Trump, tenutosi a Singapore il 12 giugno 2018.

Si è trattato del primo vertice della storia tra un presidente americano e il leader nordcoreano.

Al termine dello storico summit i due capi di stato hanno firmato una dichiarazione congiunta davanti a giornalisti e fotografi provenienti da tutto il mondo.

Kim si è impegnato ad attuare una denuclearizzazione completa della penisola coreana. In cambio gli Usa hanno assicurato che garantiranno la sicurezza della Corea del Nord.