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Vi racconto perché provo piacere a farmi legare: la pratica del bondage senza tabù
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Vi racconto perché provo piacere a farmi legare: la pratica del bondage senza tabù

Beatrice Giugliuto e la giovane studentessa Lily raccontano la loro esperienza con il bondage, pratica ancora sconosciuta ma che si sta diffondendo sempre di più

Il bondage è una pratica che si sta diffondendo in tutta Italia, ma è ancora relegata ad una nicchia di pochi amanti del genere e che da fuori è riconosciuta come qualcosa di perverso e a tratti sadomaso.

Si tratta di un mondo sconosciuto ai più ma che suscita curiosità a molti. Ne è la prova è la diffusione sempre maggiore di serate a tema, di corsi individuali o collettivi, di festival dedicati con ospiti internazionali, filmografia e libri che raccontano storie basate sul bondage.

Il fenomeno commerciale del libro “Cento sfumature di grigio”, il suo antenato cinematografico “Killing me softly” e tanta altra letteratura hanno reso famoso il bondage e le pratiche BDSM.

La storia ha come voce narrante quella di Beatrice Giugliuto, legata e collegata a quella di una giovane studentessa di nome Lily.

Beatrice è la donna che si è fatta spazio come “top” (la persona che lega) in un ambiente maschilista, scardinando l’immaginario stereotipato dell’uomo dominatore e della donna sottomessa.

Lily è una studentessa che si è appassionata al bondage proprio grazie alla letteratura ed è dopo aver letto un libro ha deciso di diventare “bottom” (la persona che si fa legare). “Farmi legare mi aiuta a sfogare ogni emozione repressa, sia negativa che positiva” afferma Lily “perchè questa pratica va ben oltre il sesso e spesso quest’ultimo non è proprio contemplato” conclude Beatrice.

Insomma, un mondo da scoprire senza pregiudizi: