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A Milano è stata organizzata una tavolata multietnica di quasi 3 chilometri

Hanno partecipato oltre 10mila persone

Immagine di copertina
Uno scatto della tavolata multietnica andata in scena a Milano

Diecimila persone di diverse etnie a tavola. Una lunghissima tavola: 2,7 chilometri attraverso i viali interni del Parco Sempione a Milano. Iniziativa, promossa dal Comune e dalle associazioni, andata in scena ieri – 23 giugno -, fortemente voluta per ribadire la volontà della città ad accogliere e integrare.

“Ricetta Milano”, il nome dato al grande pranzo ideato per “far sedere a tavola tutta la città e tutti i suoi ingredienti che vengono da molte parti d’Italia e da tante parti del mondo – hanno spiegato gli organizzatori a Ilfattoquotidiano.it -. Sul cibo non si mente: raccontando i piatti della nostra infanzia raccontiamo molto della Milano in viaggio”.

All’evento ha partecipato il Sindaco Sala: “La città vuole essere partecipe e protagonista della scena internazionale, non con le sbruffonate, con atteggiamento sbagliati, ma con i fatti: l’accoglienza è irrinunciabile per noi come sono irrinunciabili regole, leggi e strumenti”.

“Quindi come sindaco di Milano non mi stancherò mai di chiedere di più per dare una prospettiva di futuro. L’accoglienza non si discute, ma lavoriamo per cercare le formule giuste”, ha concluso.

Presente anche l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini: “Sono venuto qui a portare una benedizione. Benedetta Milano perché sei capace di operare con efficienza e solidarietà, per la folla sterminata che si dedica a fare del bene. Per la pluralità delle confessioni che cercano di essere insieme lode a Dio”.

“Milano è benedetta perché dà da mangiare a tutti quelli che arrivano qui e perché dà voce a coloro che non hanno voce e soccorre quelli che non hanno soccorso”.

A margine dell’evento il Sindaco Sala ha poi parlato di attualità politica, soffermandosi sulla questione migranti e la chiusura dei porti voluta da Matteo Salvini: “Il mio atteggiamento personale, e vi prego di rifletterci, non sarà di demonizzazione del ministro dell’Interno, perché non è questo che mi interessa”.

“Io lo voglio battere con le idee, dimostrando che a Milano si può e lo batterò con il vostro aiuto. Non urliamo e basta, non demonizziamo e basta, ma dimostriamo con i fatti che si può”.

“Non accontentiamoci di sentirci diversi – ha proseguito -. Noi conosciamo la storia e ci sentiamo nel giusto. Vogliamo essere giusti. Ma questo è più che mai il momento di allontanare da noi qualunque senso di superiorità morale. Sentiamoci giusti singolarmente, facciamo il giusto ma non dobbiamo vivere di superiorità morale. Che ognuno faccia la sua parte”.