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A Roma è partita la sperimentazione dei tornelli negli autobus

Atac, l'azienda municipalizzata che gestisce gli autobus della capitale, ha introdotto l'utilizzo di tornelli in entrata sugli autobus di Roma e ingresso solo dalla porta anteriore

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Credit: AFP PHOTO / Filippo Monteforte

In tema di trasporti pubblici Roma prova a imitare il “modello Londra”, nel tentativo di abbattere il tasso di evasione sui mezzi di superficie, che viaggia attualmente intorno al 40 per cento.

Atac, l’azienda municipalizzata che gestisce gli autobus della capitale, ha introdotto l’utilizzo di tornelli in entrata sugli autobus di Roma e ingresso solo dalla porta anteriore.

La sperimentazione è partita a inizio giugno, prima sulla linea periferica 669, poi sulla navetta 51 e, dal 25 giugno, sulla centralissima linea 62, che va dalla Stazione Tiburtina fino a Castel Sant’Angelo, attraversando tutti i luoghi simbolo del centro storico capitolino.

A dare l’annuncio è stata l’assessora alla Mobilità del Comune, Linda Meleo: “Grazie a questa novità, introdotta da Atac, chi non ha il biglietto non può salire a bordo. Questo significa controlli intensificati e costanti”.

Sarà solo una la vettura dotata di tornello impegnata sulla linea, mentre nulla cambierà per le altre.

La sperimentazione funzionerà in questo modo: ad ogni fermata, il conducente apre prima la porta anteriore, attende l’ingresso dei passeggeri, poi apre la porta posteriore e lascia scendere chi aveva prenotato la fermata.

A differenza di quanto avviene nella capitale britannica, le due azioni non possono avvenire contemporaneamente per una questione di “educazione” al nuovo sistema.

Alla conclusione della sperimentazione, fissata per l’inizio di luglio, Atac e Roma Servizi per la Mobilità dovranno essere in grado di capire non tanto se l’introduzione del tornello abbia azzerato l’evasione su quella singola vettura, circostanza abbastanza scontata, bensì se la procedura non rallenti eccessivamente la corsa dell’autobus.

Un blogger, Carlo Andrea Tortorelli, ha scritto in merito: “Sulla linea 51 è capitato spesso che la vettura partita dopo abbia via via raggiunto e superato quella con i tornelli, lasciando questa vuota, purtroppo anche a causa della presenza dei controllori. Probabilmente, la stessa cosa non accadrà con il 62, che ha una frequenza di gran lunga inferiore. Ma è un tema con cui bisognerà fare i conti”.

“Le difficoltà iniziali erano attese”, ha risposto l’assessorato, “fa parte della sperimentazione anche l’introduzione di abitudini diverse, sia per i passeggeri quanto per gli autisti”.

Per quanto riguarda la scelta di dotarsi inizialmente di un solo tornello su una sola vettura, dal Comune spiegano che si tratta della “fase embrionale dell’esperimento”.

“Se i segnali saranno positivi si andrà avanti facendo una gara e tutte le procedure di evidenza pubblica del caso per acquistare i tornelli e metterli via via su tutte le altre vetture”, riferisce l’assessorato.

Secondo le stime fatte incrociando le varie dichiarazioni fatte durante conferenze stampa e Commissione trasporti, sui mezzi di superficie, sarebbe il 40 per cento degli utenti a non pagare il biglietto.

Un dato incerto, perché Atac non fornisce numeri ufficiali, e probabilmente inferiore alla reale proporzione.

Quel che è certo è che nel 2017 sono aumentati del 14 per cento i passeggeri controllati rispetto allo stesso periodo del 2016 e sono state comminate quasi 100mila sanzioni a viaggiatori senza biglietto, il 16 per cento in più rispetto all’anno precedente.

La lotta all’evasione tariffaria e l’aumento della vendita dei biglietti è uno dei punti fondamentali nell’ambito della procedura di concordato preventivo avviato dalla società capitolina presso il tribunale fallimentare di Roma, nel tentativo di abbattere gli 1,3 miliardi di euro di debiti di Atac nei confronti di istituti bancari e fornitori.

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