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La giornalista scoppia in lacrime mentre legge i provvedimenti di Trump sui bambini separati dalle famiglie

Rachel Maddow, giornalista della rete MSNBC, al notiziario h 24 statunitense, ha passato la linea a un suo collega perché incapace di proseguire la lettura a causa delle lacrime

Immagine di copertina
Le lacrime della giornalista Rachel Maddow le impediscono di proseguire la lettura della notizia.

Usa, la giornalista Rachel Maddow è scoppiata in lacrime in diretta mentre stava leggendo i provvedimenti del presidente Donald Trump sui bambini migranti separati dalle famiglie al confine con il Messico.

La giornalista dell’edizione notturna della rete MSNBC, nel notiziario h 24 statunitense, dopo le scuse ai telespettatori, ha passato la linea al collega perché la voce spezzata dalle lacrime le impediva di proseguire la lettura della notizia.

“È incredibile”, sono le uniche parole che è riuscita a pronunciare Maddow interrompendosi più volte.

La notizia che Rachel Maddow doveva leggere in diretta proveniva dall’agenzia Associated Press e rivelava che l’amministrazione di Trump ha attivato tre centri di detenzione speciale per i bambini più piccoli separati dai genitori migranti al confine tra Stati Uniti e Messico.

La velina spiegava che in questi centri sono detenuti bambini in età prescolare, molto piccoli.

La giornalista ha anche scritto un tweet per scusarsi nuovamente: “Mi scuso per quello che è successo. Non è il modo in cui intendevo farlo”.

Di che cosa stiamo parlando

Stati Uniti, perché i bambini migranti vengono separati dalle famiglie al confine

Tra il 19 aprile e il 31 maggio 2018 quasi duemila bambini sono stati separati dalle loro famiglie dopo che queste hanno varcato il confine statunitense illegalmente, secondo quanto riportato dal Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti.

I gruppi di attivisti che proteggono i migranti sostengono che il numero sia ancora più alto e che le prime separazioni siano da far risalire a luglio 2017. I bambini più piccoli hanno 18 mesi.

Le separazioni sono una diretta conseguenza della politica di “tolleranza zero” nei confronti dei migranti irregolari voluta dal presidente Donald Trump.

Con la nuova politica dell’amministrazione Trump, ogni migrante che attraversa il confine in modo illegale, anche coloro che hanno intenzione di chiedere asilo negli Stati Uniti, deve essere sottoposto a procedimento penale.

Questa politica è stata criticata dalla moglie del presidente degli Stati Uniti, Melania Trump (qui cosa ha detto).

Nel 2014, con il boom dei migranti provenienti dall’America centrale, l’amministrazione Obama aveva disposto la detenzione delle famiglie, e questo aveva suscitato forti critiche.

La Corte federale nel 2015 ha disposto il divieto per il governo di detenere le famiglie per mesi senza spiegazioni.

Le famiglie venivano quindi rilasciate in attesa che la loro situazione fosse definita dai tribunali. Non tutti, però, poi si presentavano alle udienze. Per questo Trump ha definito questo sistema “cattura e rilascia”.

Cosa succede ai bambini dopo essere stati separati dalle famiglie?

Dopo essere stati separati dai genitori, i bambini vengono affidati entro 72 ore dalle guardie di frontiera all’ORR.

Da quel momento vengono considerati come “minori stranieri non accompagnati”, una categoria che in genere si riferisce ai minori che arrivano al confine statunitense da soli.

I bambini vengono ospitati in strutture gestite dal governo e trascorrono settimane o mesi mentre i funzionari cercano parenti o sponsor che siano pronti a prendersene cura mentre la loro richiesta di asilo è pendente dinanzi al tribunale.

Come mostra un video del Guardian, in queste strutture centinaia di bambini aspettano di conoscere il loro destino in gabbie con il pavimento di cemento, lontani dalle loro famiglie.

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