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Migranti, archiviate le indagini su due Ong: “Salvarono vite, nessun legame con gli scafisti”

Il provvedimento di archiviazione riguarda la Ong spagnola Proactiva Open Arms e la tedesca Sea Watch

Immagine di copertina
Migranti salvati e trasportati su una nave della Ong Proactiva Open Arms

Il Gip di Palermo ha archiviato le indagini a carico di due Ong, la spagnola Proactiva Open Arms e la tedesca Sea Watch, sospettate di aver favorito l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani.

Entrambi i procedimenti erano stati avviati tra aprile e maggio 2017: le due Ong erano accusata di aver fatto sbarcare alcuni migranti in Italia dopo aver effettuato salvataggi in aree marittime più vicine a Malta.

L’ipotesi accusatoria era quindi che le Ong avessero preferito portare le navi in Italia per presunti accordi con i trafficanti finalizzati al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Nel procedimento con cui gli stessi pubblici ministeri hanno chiesto al gip di assolvere le Ong, però, c’è scritto che “non deve stupire” che la Ong “abbia preferito effettuare lo sbarco verso le coste italiane: ciò rappresenta, anzi, una conseguenza logica e una corretta gestione delle operazioni di salvataggio”.

“Secondo la convenzione Sar siglata ad Amburgo nel 1979 – proseguono i pm – le operazioni Sar di soccorso non si esauriscono nel mero recupero in mare ma devono completarsi e concludersi con lo sbarco in luogo sicuro. Questa nozione comprende necessariamente il rispetto dei diritti fondamentali delle persone soccorse. Argomenti decisivi e assorbenti al fine della confutazione risultano essere da un lato l’effettività del soccorso e, dall’altro, l’assoluta mancanza di cooperazione dello Stato di Malta nella gestione dei predetti eventi Sar”.

Il fatto di non aver sbarcato i migranti a Malta, quindi, era dovuto all’indisponibilità della Valletta ad accogliere la nave. Le Ong, preso atto di questo, non potevano fare altro che portare le rispettive navi sulle coste italiane, in modo da garantire un porto sicuro di sbarco ai migranti che erano a bordo.

In conclusione, quindi, per i magistrati “non si ravvisano elementi concreti che portano a ritenere alcuna connessione tra i soggetti intervenuti nel corso delle operazioni di salvataggio a bordo delle navi delle Ong e i trafficanti operanti sul territorio libico”.