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Grenfell Tower, le storie delle 72 vittime dell’incendio nel grattacielo di Londra
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Le foto di alcune delle vittime della Grenfell Tower. Credit: Chris J Ratcliffe

Grenfell Tower, le storie delle 72 vittime dell’incendio nel grattacielo di Londra

A un anno dal rogo che sconvolse il Regno Unito e il mondo, ricordiamo le vittime raccontando in breve le loro vite

14 Giu. 2018
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Le foto di alcune delle vittime della Grenfell Tower. Credit: Chris J Ratcliffe

Incendio Londra | Grenfell Tower

La notte dell’incendio della Grenfell Tower di Londra morirono 71 persone. La persona più grande aveva oltre 80 anni. Il più piccolo è nato morto all’indomani del rogo.

La 72esima vittima, che aveva precedenti complicazioni di salute, è morta in ospedale il 29 gennaio 2018.

Un anno dopo quella immensa tragedia, in cui persero la vita anche i due italiani Marco Gottardi e Gloria Trevisan, vogliamo ricordare le vittime raccontando in breve le loro vite.

11° piano

Ali Yawar Jafari, 82 anni, afghano

Ali Yawar Jafari aveva 6 figli e 7 nipoti. Si era trasferito nel Regno Unito nel 2003 dall’Afghanistan, dove lavorava come gioielliere.

Viveva nella Grenfell Tower da 16 anni. Abitava in un appartamento all’undicesimo piano con la moglie e la figlia. Un’altra figlia, Nadia, si trovava in visita dalla famiglia il giorno in cui è scoppiato l’incendio. 

Jafari, la moglie e Nadia hanno preso l’ascensore pieno di fumo per scappare, ma si sono separati al decimo piano, quando l’uomo è sceso.

Jafari è stato definito un “vero eroe” per aver avvertito i suoi vicini che il fuoco si stava diffondendo.

È stato in seguito portato fuori dai vigili del fuoco, ma era già morto.

Secondo suo figlio Hamid, Jafari aveva un disturbo cardiaco e difficoltà a camminare. La causa provvisoria della sua morte è stata indicata come “inalazione di fumo”, con una causa secondaria di cardiopatia coronarica e ipertensiva.

Abdeslam Sebbar, 77 anni, marocchino

Sono undici le persone legate alla comunità marocchina che hanno perso la vita nel rogo della Grenfell Tower.

Abdeslam Sebbar era uno di loro. Viveva all’undicesimo piano del palazzo ma non sappiamo quasi nulla della sua vita.

La notte dell’incendio non riuscì a contattare le persone che conosceva. È morto per le inalazioni del fumo.

14° piano

Mohammed al-Haj Ali, 23 anni, siriano

Il corpo del rifugiato siriano Mohammed al-Haj Ali è stato il primo ad essere identificato dalla polizia.

Mohammed era nato a Daraa, nel sudest della Siria, e aveva lasciato il paese devastato dalla guerra civile nel 2014 insieme al fratello Omar 25enne, che viveva con lui al 14esimo piano del palazzo.

Mohammed lavorava e intanto studiava ingegneria civile alla University of West London.

Lui e Omar provarono a scendere dalle scale del palazzo, ma furono separati nel caos e nel fumo.

Omar raggiunse il piano terra e si accasciò al suolo prima di essere soccorso e portato in ospedale.

Mohammed tornò nell’appartamento e parlò al telefono con la famiglia e gli amici, i quali raccontano che il ragazzo si stava dando da fare per aiutare due dei suoi vicini.

Il suo corpo è stato trovato nelle vicinanze della Grenfell Tower, a causare la morte furono le molteplici ferite compatibili con la caduta.

“Era una persona amorevole e premurosa, che offriva sempre sostegno e solidarietà agli amici e alla famiglia bloccati in Siria”, recita una dichiarazione della famiglia letta al suo funerale.

Zainab e Jeremiah Deen, 32 e 2 anni, sierraleonese e britannico

Zainab Deen era nata in Sierra Leone nel 1985. Ha vissuto la sua infanzia nella capitale, Freetown, negli anni della guerra civile nel paese, prima di arrivare nel Regno Unito insieme al padre.

Zainab aveva un figlio di appena due anni, Jeremiah Deen. 

La famiglia di Zainab ha dedicato queste parole al bambino: “Siamo felici che tu sia con tua madre, che ti amava e ti adorava”.

Denis Murphy, 57 anni, irlandese

Denis Murphy è cresciuto a Londra dopo che sua madre si è trasferita lì dall’Irlanda.

Era un pittore e imbianchino di professione. Da giovane aveva avuto provini come calciatore con squadre come Charlton Athletic e Crystal Palace.

A 24 anni si era trasferito nella Grenfell Tower insieme a sua moglie Tracy, ma in seguito si erano spostati nella zona sud di Londra.

Denis ritornò a vivere lì nel 1997 per essere più vicino a sua madre. Divorziò dalla moglie, che rimase comunque in buoni rapporti con lui fino alla sua morte.

Fece l’ultima telefonata alla famiglia nella notte del rogo tra l’una e mezza e le due, dicendo di non riuscire a respirare a causa del fumo.

15° piano

Steven Power, 63 anni, britannico

Steven Power viveva nella Grenfell Tower da quasi 40 anni.

Era padre di cinque figli avuti da diverse relazioni. Gli ultimi due, Rebecca e Bobby, rispettivamente 21 e 27 anni, li aveva cresciuti da padre single.

Era appassionato di pesca e faceva anche il dj.

Con lui nell’incendio sono morti i suoi tre Staffordshire Bull Terriers.

16esimo piano

Marjorie e Ernie Vital, 68 e 50 anni, dominicana e britannico

Marjorie Vital era nata a Soufrière, in Repubblica Dominicana, nel 1948. Poiché era la quarta di nove figli e si occupò dei fratelli più piccoli quando i suoi genitori si trasferirono a Londra a metà degli anni Cinquanta.

La vita di Marjorie cambiò quando ebbe un figlio prima di compiere 16 anni. Dopo essere rimasta incinta del secondo figlio si trasferì a Londra per vivere con i suoi genitori a North Kensington.

Sì trasferì nella Grenfell Tower poco dopo che era stata costruita. Era una casa che amava. Lavorava in una fabbrica tessile.

Ernie, il suo secondo figlio, lavorava nel catering e ha vissuto per la maggior parte della sua vita con la madre. È morto anche lui nell’incendio e il suo corpo è stato trovato al 23° piano.

Joseph Daniels, 69 anni, indiano

Joseph Daniel veniva da Lucknow, nel nord dell’India. Si era trasferito a Londra nel 1984 insieme alla moglie, da cui in seguito si è separato.

Viveva al sedicesimo piano del palazzo con suo figlio Sam, 35 anni, che è riuscito a salvarsi.

Joseph lavoravava nella sicurezza ed era un appassionato di bodybuilding, fino a quando, circa sei anni fa, aveva iniziato a mostrare segni di demenza. Suo figlio è diventato il suo assistente.

Quando il fumo ha iniziato a filtrare nel loro appartamento, Sam ha provato a convincere in ogni modo il padre a scappare, ma lui era confuso e non si è mosso.

Iniziando a sentire gli effetti del fumo, Sam è andato a cercare aiuto. Sulle scale ha trovato i vigili del fuoco e ha chiesto loro di andare a prendere il padre disabile.

I soccorritori, però, non sono riusciti a trovarlo. Secondo Sam, il motivo è che nel restauro dell’edificio un paio di anni prima i piani sono stati ri-numerati, ma i nuovi numeri non erano stati dipinti nelle scale interne.

Daniels è stato identificato dal suo DNA.

Suo figlio Sam ha detto alla commissione d’inchiesta che l’incendio ha preso la vita di suo padre e “ogni traccia della sua esistenza.”

Deborah Lamprell, 45 anni, britannica

Deborah Lamprell viveva da sola nel suo appartamento al 16° piano. La notte dell’incendio, alle 23.30, scrisse a sua madre Miriam per dirle che era arrivata a casa dal lavoro.

Il suo corpo è stato riconosciuto dalle impronte dentali dopo che i suoi resti sono stati trovati al 23° piano.

Deborah lavorava all’accoglienza del teatro Opera Holland Park di Londra e amava molto il suo lavoro. Era figlia unica, il padre era morto e quindi era lei a prendersi cura della madre. 

Sheila, 84 anni, britannica

Su di lei conosciamo solo il nome, Sheila, perché ha abbandonato il suo cognome.

Sheila aveva vissuto nella Grenfell Tower per più di trent’anni. Si pensa sia la persona più anziana morta nel rogo.

La famiglia ha detto che pedalava in giro per la città, faceva yoga e nuotava fino a 80 anni.

Aveva due figli, sei nipoti e tre pronipoti.

Secondo chi l’ha conosciuta, aveva un “sesto senso” e “aveva delle visioni nei sogni”. Aveva anche creato delle opere d’arte, che sono andate quasi tutte distrutte nell’incendio.

17° piano

Famiglia Begum (Bangladesh): madre Rabia, 65 anni, padre Kamru Miah, 82 anni, figli Husna, 22, Mohammed Hamid, 28, and Mohammed Hanif, 26

La famiglia Begum viveva al 17° piano. A morire sono stati madre, padre e tre dei loro figli, tutti tra i venti e i trent’anni.

“Sono estremamente orgoglioso che i membri della mia famiglia siano rimasti vicini gli uni agli altri nei loro ultimi momenti”, ha detto l’unico figlio che non viveva in quella casa e che quindi è sopravvissuto, Mohammed Hakim.

Hakim ha ricordato i viaggi in famiglia a Holland Park e Battersea Park, l’amore di suo padre per i programmi sulla natura e i film di James Bond, e ha descritto sua madre come “bella, amorevole e generosa”.

Kamru Miah era emigrato dal Bangladesh negli anni Sessanta e aveva sposato Rabia in seconde nozze. Si era trasferito nella Grenfell Tower solo nel 2016.

Husna Begum, la figlia più giovane della coppia, si sarebbe dovuta sposare dopo poche settimane, il 29 luglio.

Khadija Khalloufi, 52 anni, marocchina

Khadija Khaloufi viveva nell’appartamento della Grenfell Tower con Sabah Abdullah, che è sopravvissuto all’incendio.

Khadija si era trasferita a Londra dal Marocco, dove suo fratello minore ricorda che “era stata come una madre” per lui e per gli altri fratelli.

Il marito di Khadija, Abdullah, racconta che durante i lavori di ristrutturazione al loro appartamento, che procedevano a rilento, la moglie decise che sarebbero stati loro due a ultimare il tutto.

18° piano

Berkti e Biruk Haftom, 29 e 12 anni (eritrea e britannico)

Biruk Haftom, 12 anni, viveva al 12° piano della Grenfell Tower con sua madre Berkti. I loro corpi sono stati trovati insieme nell’appartamento di Raymond Bernard, al 23° piano.

Berkti era cresciuta in Eritrea all’epoca della guerra con l’Etiopia. Aveva lasciato l’Africa da adolescente e aveva vissuto per un breve periodo in Italia prima di ricevere l’asilo nel Regno Unito.

Viveva nella Grenfell Tower da circa 10 anni. Aveva tre sorelle a Londra e due in Italia. 

Sakineh Afrasiabi, 65 anni, iraniana e sua sorella Fatemeh Afrasiabi, 59 anni, iraniana

Sakineh Afrasiabi, che viveva al 18° piano, è morta nell’incendio insieme a sua sorella minore Fatemeh, che era venuta a trovarla.

Sakineh si era trasferita nella Grenfell Tower nel 2016 e amava guardare lo skyline di Londra dalla sua finestra.

I corpi delle due sorelle sono stati trovati al 23° piano, dove si erano presumibilmente recate per sfuggire al fumo. Sua figlia Nazanin ha raccontato che la madre era disabile e non aveva chance di scappare.

Vincent Chiejina, 60 anni, cittadinanza sconosciuta

Vincent Chiejina era nato in Nigeria ma si è trasferito nel Regno Unito da piccolo insieme alla madre e alle sorelle.

Aveva studiato ingegneria elettronica alla Sheffield University negli anni Settanta, ma secondo la famiglia aveva respinto una vita materialistica per diventare un membro attivo della chiesa cattolica di San Francesco d’Assisi a Notting Hill e un volontario all’associazione Open Age che si dedica agli anziani.

Isaac Paulos, 5 anni, britannico

Isaac Paulos viveva con i suoi genitori Genet Shawo and Paulos Tekle e con il fratello di tre anni, Luca, al 18° piano.

Si è separato dalla sua famiglia durante l’incendio e il suo corpo è stato trovato al 13° piano.

Frequentava la Saint Francis of Assisi Catholic Primary School.

Suo padre ha detto agli inquirenti: “Perché siamo rimasti dentro così a lungo? Se non avessi ascoltato i vigili del fuoco, mio figlio sarebbe stato probabilmente vivo oggi.”

Hamid Kani, 61 anni, iraniano

Hamid Kani si era trasferito a Londra dall’Iran negli anni Settanta. All’epoca lavorava come cameriere, ma sognava di fare l’attore. Ha recitato anche in alcuni spettacoli, con ruoli minori.

Amava molto cucinare ed è diventato uno chef.

Viveva da 22 anni nella Grenfell Tower. Aveva un fratello e due sorelle in Iran.

19esimo piano

Famiglia Tuccu (Eritrea): padre Mohamednur “Mo” Tuccu, 44 anni, madre Amal Ahmedin, 35 anni, figlia Amaya Tuccu-Ahmedin, 3 anni

Con loro è morta Amna Mahmud Idris, 27 anni, eritrea, sorella di Amal

Mohamednur Tuccu era cresciuto ad Asmara, capitale dell’Eritrea, in una famiglia di nove figli. Da adolescente si era unito alla resistenza contro l’Etiopia, ed era dovuto andare in esilio in Sudan nel 1989.

Dopo essersi recato in Nigeria, si trasferisce nel Regno Unito, dove si laurea in genetica alla Queen Mary University di Londra.

Inviava parte dei soldi che guadagnava lavorando come agente di sicurezza alla famiglia in Eritrea ed era un volontario dell’Associazione della comunità musulmana eritrea.

Nel 2011 aveva sposato Amal Ahmedin, anche lei di origine eritrea, e insieme avevano una figlia di tre anni, che è morta con loro nell’incendio.

Amal parlava cinque lingue ed era un’ottima cuoca. Amava sua figlia, che secondo il racconto della sorella era “l’amore della sua vita”.

Amna Mahmud Idris era la sorella minore di Amal. Era nata in Eritrea nel 1990 e poi si era trasferita in Sudan, dove aveva incontrato suo marito Ibrahim.

Lui si era trasferito nel Regno Unito e lei lo seguì nel 2016. Si trovava in visita da Amal la notte dell’incendio.

Le due sorelle e la bambina sono morte al 23° piano. Il corpo di Mohamednur è stato trovato invece sul terreno intorno a Grenfell Tower.

Maria del Pilar Burton, 74 anni, spagnola

Maria del Pilar Burton, soprannominata Pily, viveva in un appartamento del 19° piano con suo marito, Nick.

Erano sposati da 34 anni. Furono salvati insieme la notte dell’incendio, ma Pily, che soffriva di precedenti complicazioni di salute, è rimasta in ospedale per mesi ed è morta il 29 gennaio 2018.

20° piano

Mary Mendy, 52 anni, gambiana e Khadija Saye, 24 anni, britannica

Mary Mendy, nata in Gambia nel 1965, viveva nella Grenfell Tower dal 1993 e lavorava come badante.

Insieme a lei è morta sua figlia Khadija Saye, fotografa ed artista le cui creazioni sono state esposte l’anno scorso alla Biennale di Venezia.

Mary, soprannominata Cissy, è morta dopo aver provato a scappare. Il suo corpo è stato trovato al 13° piano.

La figlia è stata trovata al nono piano dopo aver tentato di lasciare l’edificio.

Jessica Urbano Ramirez, 12 anni, britannica

La notte dell’incendio Jessica si trovava a casa nell’appartamento in cui viveva con la madre, originaria della Colombia, e la sorella, ma loro non erano in casa.

Quando hanno ricevuto le chiamate disperate della ragazzina che chiedeva aiuto, le hanno detti di scendere le scale prima possibile, ma i resti di Jessica sono stati trovati nell’appartamento di Raymond Bernard al 23° piano.

Amava la musica, cucinare dolci e fare shopping.

Victoria King, 71 anni, e Alexandra Atala, 40 anni, britanniche

Victoria e sua figlia Alexandra sono state tra le ultime vittime della Grenfell Tower ad essere identificate. 

Si sa poco della loro vita. La sorella di Victoria ha detto durante l’inchiesta che la famiglia aveva perso per anni i contatti con “Vicky” e che era tornata a contattarla di nuovo solo di recente.

“Nessuno sapeva che vivessero ancora lì”, ha detto.

La famiglia ha rilasciato la seguente dichiarazione dopo che i resti delle due donne sono stati identificati a novembre: “Un certo conforto può venire dalla consapevolezza che lei e Alexandra si sono dedicate l’una all’altra e hanno passato insieme tanti anni di sostegno reciproco. Ora possono riposare insieme in pace. Le ricorderemo sempre.”

Famiglia Belkadi (Marocco): padre Omar, 32 anni, madre Farah Hamdan, 31 anni, figli Leena, 6 mesi, Malak, 8 anni

L’unica sopravvissuta della famiglia Belkadi è Tasnim, 5 anni, una delle tre figlie della coppia britannico-marocchina che viveva al 20° piano.

Il padre, Omar Belkadi, aveva lavorato in un ristorante e all’epoca consegnava pizze a domicilio. Lui e Farah Hamdan si erano sposati in Marocco, anche se lei era nata e cresciuta a North Kensington.

Anche la figlia maggiore della coppia, Malak, è stata portata in ospedale, ma è morta due giorni dopo per le inalazioni del fumo.

La figlia più piccola, Leena, aveva solo 6 mesi.

21° piano

Famiglia El-Wahabi (Marocco): padre Abdulaziz, 52 anni, madre Faouzia, 42 anni, figli Mehdi, 8 anni, Nur Huda, 15 anni, Yasin, 20 anni

Abdulaziz El-Wahabi viveva al 21° piano con sua moglie e tre figli, tutti morti nell’incendio. Anche la sorella di “Aziz” viveva nella Grendfell Tower  insieme al marito e a due figli. Vivevano al sesto piano e si sono salvati.

Abdulaziz lavorava come portinaio all’University College London Hospital e ogni anno, nel mese di agosto, tornava a far visita alla famiglia in Marocco.

Aveva sposato Faouzia, originaria della sua stessa città, nel 1995.

Yasin, il loro figlio maggiore, era il primo della famiglia ad aver frequentato l’università, e lavorava anche part-time. Condivideva la stanza con il fratello più piccolo.

Alcuni amici dicono che la notte dell’incendio, mentre i residenti si affannavano per uscire dall’edificio, Yasin correva per salire le scale e aiutare a salvare la sua famiglia.

Logan Gomes, nato morto

La mamma di Logan, Andreia, era incinta di sette mesi quando è scoppiato l’incendio. Viveva in un appartamento al 21° piano con suo marito, Marcio, e due figlie.

Sono riusciti a uscire tutti insieme dall’edificio, ma Andreia è stata ricoverata e le è stato indotto il coma.

I medici pensano che Logan non ce l’abbia fatta per via della carenza di ossigeno durante la fuga.

Ligaya Moore, 78 anni, filippina

Ligaya Moore era nata a Manila e si era trasferita nel Regno Unito all’inizio degli anni Settanta. Aveva lavorato in una sala da te prima di andare in pensione. Lì aveva conosciuto, quando già aveva più di 50 anni, suo marito James, un ex soldato, che è morto di cancro dieci anni fa.

Nel 2012 Ligaya era tornata nelle Filippine per la prima reunion con la sua famiglia. Amava molto il suo appartamento al 21° piano, per la vista suggestiva sulla città.

22° piano

Eslah e Mariem Elgwahry, 64 e 27 anni, egiziana e britannica

Eslah Elgwahry, nata in Egitto, viveva al 22° piano insieme a sua figlia Mariem.

Si era trasferita nel Regno Unito all’inizio degli anni Ottanta e viveva nella Grenfell Tower da oltre trent’anni.

Era una casalinga e dopo che suo marito è morto alla fine degli anni Novanta ha cresciuto da sola Mariem e suo fratello Ahmed. 

Famiglia Hashim (Etiopia): padre Hashim Kedir, 44 anni, madre Nura Jamal, 35 anni, figli Yaqub, 6 anni, Firdaws, 12 anni, Yahya, 13 anni

Hashim Kedir lavorava come tassista e viveva con la moglie e i tre figli in un appartamento al 22° piano della Grenfell Tower.

Erano nato ad Addis Abeba in una famiglia molto numerosa e aveva perso sua madre da bambino. Il padre, invece, faceva il cuoco nell’ambasciata britannica.

Scriveva poesie, faceva ginnastica, amava cantare e giocare a calcio. Sie ìì era iscritto all’università per studiare ingegneria elettronica, ma dopo essersi trasferito nel Regno Unito nel 2000 aveva lasciato da parte le sue ambizioni e aveva iniziato a fare vari lavoretti.

 Aveva conosciuto sua moglie Nura, anche lei etiope, a Londra, grazie ad amici in comune. Avevano due figli e una figlia, tutti morti nell’incendio.

Famiglia Choucair (Libano): nonna Sirria, 60 anni, padre Bassem, 40 anni, madre Nadia, 33 anni, figli Mierna, 13 anni, Fatima 11 anni, Zaynab, 3 anni,

Sei membri della famiglia Choucair vivevano nell’appartamento al 22° piano.

Sirria, madre di Nadia, si era trasferita dal Libano nel Regno Unito negli anni Sessanta e lavorava al Royal Marsden Hospital, dove aveva fatto amicizia con il suo capo, Maria Del Pilar Burton, che viveva nella Grenfell Tower ed è morta sei mesi dopo il rogo.

Il marito di Nadia, Bassem, lavorava da Marks and Spencer.

La coppia aveva tre figlie: Mierna, Fatima e Zaynab.

Anthony Disson, 65 anni, britannico

Anthony Disson era nato a Kensington e viveva in un piccolo appartamento al 22esimo piano della torre da dieci anni.

Aveva fatto vari lavori nel corso della sua vita, tra cui l’operatore ecologico e l’autista di camion. Tifava il Fulham, una squadra di calcio di Londra, e suo figlio Lee lo ha definito un “party man” per il suo amore per le feste.

Secondo il figlio, Anthony era tornato da poco a casa quando è scoppiato l’incendio. Se fosse rimasto fuori un’altra mezz’ora, forse, si sarebbe salvato.

Dopo lo scoppio dell’incendio chiamò suo figlio alle 3.30 del mattino, dicendo che gli era stato comunicato di rimanere nel suo appartamento. 

Anthony lascia quattro figli, sei nipoti e tre pronipoti.

23° piano

Gloria Trevisan, 27 anni, e Marco Gottardi, 28 anni, italiani

Gloria e Marco sono le due vittime italiane della Grenfell Tower. La loro storia, riportata sulla stampa sin dai giorni immediatamente successivi al disastro, ha fatto commuovere l’Italia e non solo.

Marco Gottardi, 28enne di San Stino di Livenza (Venezia) e Gloria Trevisan, 27enne di Camposampiero (Padova), si erano conosciuti e innamorati alla facoltà di Architettura dell’Università di Venezia.

Dopo la laurea, si erano trasferiti a Londra per iniziare la loro esperienza professionale e approfondire lo studio dell’inglese.

Si erano trasferiti al 23esimo piano della Grenfell Tower meno di due mesi prima e avevano già trovato lavoro in due studi di architettura differenti.

La notte della tragedia sono stati in contatto con le loro famiglie. È stata Gloria la prima ad avvisare i genitori. “Mamma qui è scoppiato un incendio ma la situazione è sotto controllo. Ci hanno detto di rimanere negli appartamenti e che verranno a prenderci”.

I genitori di Gloria hanno quindi avvisato la famiglia di Marco, che lui non aveva voluto far preoccupare.

Al telefono lui era calmo, li voleva tranquillizzare. Ma passavano i minuti e i soccorritori non riuscivano a spegnere l’incendio, che si stava propagando ai piani più alti dell’edificio a causa dei pannelli infiammabili.

A un certo punto è stato chiaro che non c’era più niente da fare. Gloria ha detto alla madre che non avrebbe potuto più riabbracciarla, perché stava morendo. Marco, quando non è riuscito più a mettersi in contatto con la famiglia, ha registrato un messaggio di addio nella segreteria telefonica.

I corpi dei due ragazzi sono stati ritrovati abbracciati. Le fiamme li hanno risparmiati, sono morti per le inalazioni del monossido di carbonio.

La mamma di Marco ha scritto una fiaba sulla storia dei due ragazzi e insieme al marito ha dato vita alla fondazione Grenfellove, di cui il padre di Marco ha raccontato a TPI in questa intervista.

Gary Maunders, 57 anni, britannico

Gary Maunders è una delle vittime che non vivevano nella Grenfell Tower. Era in visita da un amico ed è stato trovato al 23° piano.

Era molto radicato nella zona di  North Kensington, perché vi aveva trascorso tutta le vita. Faceva il pittore e l’imbianchino.

Da giovane era un giocatore molto dotato e fu anche notato dall’Arsenal. Poi finì per tifare il Manchester United.

Famiglia Hassan (Egitto): madre Rania Ibrahim, 31 anni, figlie Fethia, 4 anni, e Hania, 3 anni

Rania Ibrahim era nata in una grande famiglia di Aswan, nel sud dell’Egitto, nel 1986, la quinta di cinque figlie.

Sua sorella maggiore, Sayeda, si era trasferita a Londra quando scoprì di avere un cancro. Era da sola e  aveva quattro figli piccoli, così Rania nel 2009 si trasferì nel Regno Unito per aiutarla.

Qui Rania ha incontrato il suo futuro marito e insieme a lui ha avuto due figlie, Fethia e Hania.

Il marito di Rania, Hassan Hassan, di origine sudanese, si trovava al Cairo la notte dell’incendio, per via di un fratello malato.

Rania ha girato e postato sui social dei video da dentro Grenfell Tower, che hanno allertato molti sull’incendio. Nell’ultimo video che ha pubblicato, si vede la finestra dell’appartamento mentre lei prega.

Famiglia Ibrahim (Sudan): madre Fathia Ali Ahmed Alsanousi, 77 anni, figli Esra Ibrahim, 35 anni, Abufras Ibrahim, 39 anni

Fathia Ali Ahmed Alsanousi era nata nell’ex provincia di Kordofan, in Sudan, all’inizio degli anni Quaranta. Suo padre lasciò la famiglia e lei rimase con la madre, che non lavorava, e una sorellina che aveva bisogno di cure.

Fathia divenne una maestra e insegnò in varie scuole in tutto il paese, inclusa Khartoum. Sposò un ufficiale dell’esercito, con cui ebbe 5 figli.

Dopo la sua morte nel 1984, decise di chiedere asilo politico nel Regno Unito.

I suoi tre figli più grandi hanno studiato in Europa, mentre i due più giovani, Abufras ed Esra, non erano ancora adolescenti quando sono arrivati nel Regno Unito e hanno frequentato le scuole britanniche.

Esra viveva con la madre nella Grenfell Tower e faceva la volontaria per un’associazione di beneficenza. Abufras si trovava in visita da loro la notte dell’incendio per rompere insieme il digiuno del Ramadan. Aveva da poco aperto una pescheria insieme al fratello maggiore.

Mohamed Amied Neda, 57 anni, afghano

In Afghanistan Mohamed Neda era un alto ufficiale dell’esercito, ma decise di lasciare il paese nel 1998 con sua moglie e suo figlio dopo alcune minacce a lui e alla sua famiglia.

Nel Regno Unito iniziò a guidare taxi e poi aprì una sua attività di noleggio con conducente.

La notte dell’incendio, il figlio di Mohamed, Farhad Neda, prese sulle spalle la madre e la portò giù per 23 piani attraverso la tromba delle scale.

Il padre è rimasto indietro, ed è stato visto aiutare altre persone intrappolate ai piani superiori.

Il suo corpo è stato trovato fuori dalla Grenfell Tower, con ferite compatibili con una caduta.

Raymond Bernard, 63 anni

Nel suo appartamento al 23° piano della Grenfell Tower furono trovati, oltre ai suoi resti, anche quelli di Deborah Lamprell, Jessica Urbano-Ramirez, Berkti and Biruk Haftom, Hamid Kani, cui presumibilmente aprì la porta quando loro cercarono di sfuggire al fumo.

Raymond Bernard, soprannominato Moses, si era trasferito nel Regno Unito da Trinidad nel 1969 ed era un elettricista. Amava molto la musica e da giovane faceva il DJ.

Si era sposato nel 1973 e aveva tre figli.

Viveva nel suo appartamento con un King Charles spaniel, chiamato Marley.

Hesham Rahman, 57 anni, egiziano

Hesham Rahman viveva da solo al 23° piano del palazzo e aveva difficoltà a camminare a causa del diabete.

Nato al Cairo, si era trasferito nel Regno Unito a 18 anni insieme agli zii, che si sono presi cura di lui dopo che si era allontanato dalla famiglia paterna.

L’ultimo contatto con la sua famiglia è stato intorno alle 3, quando ha detto loro che c’era del fumo nel suo appartamento.

Scriveva spesso poesie in arabo sui social. Nel 2016 scrisse: “La mia volontà, per chi si ricorderà di me un giorno … è che si ricordi la mia presenza prima della mia partenza. Spero di vedere un sorriso sul volto di tutti quando me ne sarò andato, una preghiera dal cuore. Mi rifiuto di accettare lacrime, pianto o fiori sulla mia tomba, o anche tristezza.”

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