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La Bce ha annunciato la fine del Quantitative Easing a partire dal 2019

La Banca centrale europea da ottobre dimezzerà il programma di acquisto dei titoli e da gennaio lo interromperà del tutto

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La Banca centrale europea ha annunciato che con la fine del 2018 terminerà anche il Quantitative Easing (QE), il programma di acquisto dei titoli di titoli di stato avviato nel 2015 per stimolare l’economia in crisi.

La decisione è stata presa oggi, giovedì 14 giugno, nella riunione del direttorio della banca, tenuta a Riga, in Lettonia.

A partire da ottobre la Bce ridurrà il programma di acquisto a 15 miliardi di euro al mese, rispetto agli attuali 30 miliardi. A partire da gennaio il Quantitative Easing sarà azzerato.

I tassi di riferimento, invece, resteranno agli attuali livelli almeno fino all’estate 2019 e in ogni caso “per tutto il tempo necessario per assicurare che lo sviluppo dell’inflazione resti allineato con le attuali aspettative di un sostanziale percorso di aggiustamento”, spiega la nota diffusa dall’istituto centrale alla fine della riunione.

Lo scopo del Quantitative Easing è quello di contrastare l’inflazione eccessivamente bassa provocata principalmente dal calo dei consumi.

Per sostenere l’inflazione la Bce negli ultimi tre anni ha immesso moneta nel mercato attraverso l’acquisto dei titoli di stato dei paesi dell’eurozona.

La decisione di interrompere il programma di acquisto era attesa da diversi mesi, anche se non era chiaro con quali modalità e tempistiche.

Il direttorio ha spiegato di aver optato per la fine del QE dopo “un’attenta revisione dei progressi verso un aggiustamento sostenuto nel percorso dell’inflazione, tenendo anche conto delle ultime proiezioni macroeconomiche dello staff dell’Eurosistema, delle misure di pressione dei prezzi e dei salari e delle incertezze che circondano le prospettive di inflazione”.

“Il Consiglio direttivo ha concluso dopo un’attenta revisione che i progressi verso un aggiustamento sostenuto dell’inflazione sono stati finora sostanziali”, ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi.

“Le incertezze legate a fattori globali, inclusa la minaccia di un maggiore protezionismo, sono diventate più importanti. Il rischio di un persistente aumento della volatilità del mercato finanziario richiede un attento monitoraggio” ha aggiunto Draghi riferendosi alla politica commerciale degli Stati Uniti.

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