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Intervista a Roberto Burioni: “Colleghi medici, venite sui social perché è lì dove i pazienti cercano le notizie”

Parla il medico virologo divenuto popolare sui social per la sua battaglia contro i "somari anti-scientifici": "In Rete circolano tante notizie false e non possiamo lasciare spazio libero a chi dice bugie pericolose"

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Roberto Burioni

La lotta contro i “somari anti-scientifici” per Roberto Burioni è diventata una missione di primaria importanza. Al tal punto che il virologo dell’ospedale San Raffaele di Milano, noto per le sue battaglie contro no-vax e bufale anti-scientifiche, ha deciso di aprire Medical Facts, un sito web, parallelo ai suoi profili social (già di per sé molto attivi), per contrastare le fake news in ambito medico e fornire agli internauti un’informazione corretta e professionale.

Il professor Burioni racconta a TPI il motivo della sua scelta e il perché il contributo di medici ed esperti, intrecciato con una certa dose di coscienza nei pazienti, sia diventato necessario per supportare e rendere affidabile questa nuova “branca” della medicina, ovvero quella del web.

Dottor Burioni, perché ha deciso di creare il sito web “Medical Facts” oltre alle sue pagine social?

Ho ritenuto di avere stabilito, grazie alla mia pagina Facebook, un rapporto di fiducia con tante persone e sarebbe stato un peccato limitare questo rapporto alla comunicazione di notizie soltanto riguardo ai vaccini. Allo stesso tempo, però, una pagina Facebook è uno strumento poco pratico: non si riesce a cercare, non si riesce a indicizzare e via dicendo. Quindi ho pensato di fare un passo avanti creando questo sito dove non parleremo soltanto di vaccini ma, pian piano con l’aiuto di colleghi esperti, tratteremo anche tanti altri aspetti della medicina, per un’informazione corretta.

In poco tempo lei è diventato uno dei personaggi più discussi sui social network. Si immaginava un risultato del genere?

No, perché ho sempre e soltanto detto quello che dice la scienza: i vaccini fanno bene, perché sono sicuri e sono fondamentali per la nostra salute, non ho detto nient’altro oltre a questo. Ho semplicemente suggerito a chi diceva l’opposto di andare a studiare… Questo successo? È il prodotto del mondo in cui viviamo.

Perché ha scelto Internet come mezzo di divulgazione scientifica e di una verità informata?

Penso che sia necessario lavorare su Internet perché è uno strumento che tanta gente usa: è uno strumento dove circolano tante notizie false e non possiamo lasciare spazio libero a chi dice bugie pericolose sul campo della salute.

Il web è diventato una specie di ambulatorio e le terapie adesso si scaricano con un download… Questo non va bene, il medico è insostituibile. Però, siccome la gente su Internet va comunque a cercare, meglio che trovi un medico che dice cose serie e non soltanto i cialtroni che raccontano baggianate.

Quali sono realmente i pericoli che nasconde la rete quando tratta di argomenti come la medicina?

Il pericolo è quello di raccontare bugie che possono diventare addirittura mortali. Quando parliamo della salute credere a una bugia può voler dire morire o stare male. Insomma, non si scherza con la salute.

C’è un modo affinché questi due mondi vadano d’accordo?

Mi sento di dire a tutti i colleghi di scendere sui social, perché, per l’appunto, è uno spazio dove i pazienti cercano notizie e dove, al contempo, devono trovare anche una voce autorevole della medicina.

Ai pazienti, invece, chiedo di distinguere i cialtroni dalle persone serie. È come quando affidano la propria figlia a un maestro di sci: non l’affidano al primo che incontrano per strada, l’affidano al maestro che appartiene a una scuola che ha una reputazione. Bisogna fare la stessa cosa su Internet, prendere informazioni da persone che hanno una reputazione, che sono affiliate a ospedali o a università serie, dove sussiste una garanzia di affidabilità.

Fin da subito si è dichiarato pro-vax e…

No, mi scusi. Non è possibile proclamarsi pro-vax… come dire che io mi proclamo a favore che due più due fa quattro. Io ho detto la verità sui vaccini, e questa è una qualifica che non accetto.

In molti, comunque, proprio per questo sua “presa di posizione” l’hanno minacciata sul suo profilo Facebook. Cosa vuole rispondere a quelle persone?

Dico semplicemente le cose come stanno, non espongo un’opinione. Si può appunto tifare per una squadra di calcio, ma non si può dire che a calcio si gioca in 14 o in 7, bensì si gioca in 11. E io dico le stesse cose, cioè che i vaccini sono sicuri ed efficaci, è quello che dice la scienza, lo dice in tutto il mondo e lo dice in modo univoco. Spero che chi dica quelle cose, chi mi minaccia, ascolti i consigli citati poc’anzi e soprattutto vaccini i propri figli, perché a correre il rischio, alla fin fine, sono proprio loro.

La sua è diventata quasi una carriera parallela. Come si diventa un virologo virale?

In piena onestà? Per caso, una mutazione avvenuta per caso.

Come vede il futuro della medicina online?

Abbiamo imparato a usare il telefono. Agli inizi, il telefono immagino abbia creato non poche perplessità nei colleghi, e anche nei pazienti, perché di colpo c’era una persona lontana cui si potevano raccontare i propri sintomi e ricevere una diagnosi, senza essere visitati fisicamente. Ecco, tutto sommato il telefono abbiamo imparato a usarlo. Non sostituisce naturalmente la visita medica, però è uno strumento che sicuramente ci fa capire qualcosa di un paziente, ci permette di tranquillizzarlo ovvero di indirizzarlo a delle cure specialistiche. Speriamo che anche con i social media e Internet succeda la stessa cosa. Impareremo a usarlo e sfrutteremo quelle che sono le potenzialità, senza però cadere in degli eccessi, pericolosi in primis per la salute dei pazienti.