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Rogo camper, condannata la donna accusata di aver appiccato il fuoco e ucciso tre sorelle

L'incendio era avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 maggio in una periferia romana. A perdere la vita furono Elisabeth, Francesca e Angelica Halilovic, rispettivamente di 4, 8 e 20 anni

Immagine di copertina

È stata condannata a 20 anni di reclusione dopo un processo con rito abbreviato, Lizabeta Vicola, accusata di avere appiccato il fuoco a un camper e aver causato la morte di tre sorelle rom a Roma il 10 maggio del 2017.

Lo ha deciso il gup, accogliendo la richiesta della Procura che contesta alla donna il reato di omicidio plurimo, tentato omicidio plurimo, detenzione, porto ed utilizzo d’arma da guerra e incendio doloso.

L’incendio era avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 maggio nel parcheggio del centro commerciale romano di Primavera di Centocelle, in periferia.

Nel rogo morirono Elisabeth, Francesca e Angelica Halilovic, rispettivamente di 4, 8 e 20 anni, che non fecero in tempo a scappare. I genitori delle ragazze e gli altri 8 fratelli, riuscirono a sfuggire alle fiamme.

Con le stesse accuse mosse a Vicola è sotto processo, in corte d’assise, suo cognato 20enne rom, Serif Seferovic.

Ha patteggiato la pena a due anni di reclusione, invece, Andrea Seferovic, fratello di Serif, che deve rispondere di incendio doloroso per un rogo, senza vittime, ai danni di un’altra roulotte degli Halilovic compiuto cinque giorni prima di quello che provocò la morte delle tre sorelle.

Vicola è la moglie di Renato Seferovic (altro fratello di Serif e Andrea), arrestato in Bosnia il 9 ottobre scorso e per il quale la Procura sta procedendo separatamente. Secondo gli inquirenti, gli incendi sarebbero stati la conseguenza dei ripetuti contrasti di carattere economico tra la famiglia degli imputati e quella delle vittime.

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