Me

ll diario di Marco Aurelio può aiutare a raggiungere una vita equilibrata

Quello che spinse Marco Aurelio a guidare con successo uno degli imperi più potenti della storia fu la sua capacità di sfruttare la chiarezza della sua mente

Immagine di copertina
La statua di Marco Aurelio

Marco Aurelio Antonino Augusto, meglio conosciuto come Marco Aurelio, è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano.

È considerato come un sovrano illuminato, il quinto dei cosiddetti “buoni imperatori” citati da Edward Gibbon.

A 17 anni fu adottato, su indicazione dell’imperatore Adriano, dal futuro suocero e zio acquisito Antonino Pio che lo nominò erede al trono imperiale di Roma.

Marco Aurelio fu imperatore dal 161 sino alla morte, avvenuta per malattia nel 180 d. C. a Sirmio.

Nato il 26 aprile del 121 d.C. in una famiglia benestante, Marco Aurelio fu allevato principalmente nella casa di suo nonno. Entrambi i suoi genitori sono morti quando era ancora un bambino.

Fin dall’inizio la sua caratteristica distintiva era la sua ricerca della conoscenza. Era attratto dalla filosofia, ed era particolarmente interessato allo stoicismo – basato sulla nozione che i comportamenti, non i pensieri o le parole, dovrebbero definire la virtù.

Colloqui con sé stesso

C’è molta incertezza riguardo ai dettagli della storia di Marco Aurelio, ma l’immagine più chiara è stata ricostruita attraverso una serie di note che ha scritto a se stesso, conosciuti come Colloqui con sé stesso, o Pensieri e Meditazioni.

Le meditazioni sono una delle opere più influenti dello stoicismo.

È un manuale senza tempo per imparare a vivere una vita equilibrata.

I “Colloqui con se stesso” danno anche un’idea della chiarezza con cui pensava Marco Aurelio. Ha descritto il mondo com’era realmente piuttosto che come sperava che fosse.

Come avere un cervello efficiente

Ogni giorno siamo carichi di stimoli esterni e se dovessimo assorbire ciascuno di questi stimoli, non saremmo in grado di funzionare correttamente.

Il nostro cervello possiede dei filtri di efficienza, in questo modo riesce a fare una selezione di tutti questi stimoli esterni e ci permette di concentrarci su i nostri impegni quotidiani.

È in grado di capire di quali informazioni abbiamo bisogno e quando. Sa che se sei in un ristorante affollato, ad esempio, il suono della persona con cui stai parlando è più importante del rumore di fondo, quindi si adatta.

Questo meccanismo, tuttavia, presenta purtroppo anche un effetto collaterale non voluto.

Michael Kane è uno psicologo cognitivo della University of North Carolina che studia l’interazione tra memoria e attenzione.

In uno dei suoi esperimenti, ha campionato alcuni studenti sui loro pensieri in otto momenti casuali per un giorno alla settimana.

Su 124 partecipanti, ha scoperto che, in media, le persone stavano pensando a qualcosa di completamente diverso rispetto a quello che stavano facendo circa il 30 per cento delle volte.

Questo dimostra quanto sia facile trascurare le informazioni rilevanti e cadere nella trappola delle impostazioni predefinite del nostro cervello.

Ci sono tre modi per combatterlo.

Campagna regione lazio

1. Allenati per combattere il ciclo autonomo

Attraverso le sue Meditazioni, Marco Aurelio si è concentrato nel sottolineare il valore di guardare oltre ciò che intuitivamente vediamo in superficie nella vita quotidiana per capire meglio il mondo.

Detto con le sue stesse parole:

“Niente ha un tale potere di ampliare la mente come la capacità di indagare sistematicamente e veramente tutto ciò avviene sotto i tuoi occhi nella vita”.

Sebbene l’attenzione non si presti automaticamente a ogni informazione rilevante, possiamo allenare il nostro cervello a essere più proattivo.

È da qui che iniziano la consapevolezza e il pensiero chiaro.

2. L’obiettività 

Uno dei punti cardini della consapevolezza è l’obiettività.

È una specie di neutralità che mira a vedere il mondo così com’è e non attraverso giudizi e pregiudizi personali. Non è facile da coltivare.

In base alla progettazione, i nostri sensi assorbono le informazioni in relazione a dove siamo, cosa stiamo facendo e come ci sentiamo.

Il mondo ci bombarda di stimoli e questi stimoli seguono un diverso percorso neurale in ognuno di noi.

Passiamo prevalentemente attraverso la vita comprendendo il mondo e influenzando il nostro comportamento come se fossimo al centro della realtà, e che tutto ciò che ci circonda abbia la sua importanza in base a come si inserisce nella nostra narrativa.

Il Principio Copernicano afferma che la Terra non ha una posizione privilegiata nell’universo. Nonostante la sua importanza per noi, su una scala più grande, non è molto importante.

Lo stesso ragionamento vale per le persone. Nonostante l’intensità con cui ci sentiamo e percepiamo, molto di ciò che accade nel mondo in generale non riguarda solo noi.

C’è un’immagine più grande: riuscire a mettere da parte i nostri pregiudizi personali ci permetterà di capire la realtà per quello che è. È una distinzione cruciale.

Durante tutta la sua opera, una cosa che spicca di Marco Aurelio è la sua profonda capacità di allontanarsi e uscire dalla sua stessa mente per vedere il mondo e se stesso senza alcun attaccamento emotivo.

Aiuta a spiegare la profondità delle sue intuizioni. Era in grado di espandere il suo cerchio di consapevolezza sintonizzando se stesso e aspirando a vedere le cose da un paio di occhi con più di una prospettiva singolare. È una tattica molto pratica e molti di noi non la usano abbastanza.

Concettualizza le tue osservazioni come se fossi nel corpo di qualcun altro e cerca di sfruttare l’obiettività attraverso una diversa schiera di occhi.

3. Allontana la confusione dalla mente

Uno degli aspetti distintivi delle Meditazioni è che Marco Aurelio ha scritto l’opera soltanto per se stesso.

A detta di tutti sembra essere un diario molto personale. Non c’è molta coerenza o struttura nel modo in cui viene presentato.

Questo ci dice che il suo scopo per la scrittura non era necessariamente quello di condividere la sua saggezza, ma era probabile che si esercitasse nella pulizia e nell’organizzazione della propria mente.

Il dottor James W. Pennebaker è un pioniere nella terapia della scrittura e un professore di psicologia all’Università del Texas ad Austin, negli Stati Uniti.

L’American Psychological Association ha riconosciuto il suo lavoro sui benefici di riportare i propri pensieri su un diario come tra le più importanti ricerche nel campo.

Nel 1994 Pennebaker e il suo team hanno selezionato alcune persone disoccupate da otto mesi e le hanno suddivise  in tre gruppi. Al primo gruppo è stato chiesto di scrivere del licenziamento e di come si sono sentiti a riguardo, il secondo è stato invitato a scrivere, ma su nulla in particolare, e al terzo gruppo non sono state date istruzioni di scrittura.

Il risultato? I partecipanti che hanno registrato le loro esperienze di licenziamento sono stati notevolmente più propensi a trovare nuovi posti di lavoro all’indomani dello studio. Scrivendo sono stati in grado di declinare formalmente lo stress accumulato nelle loro menti e diventare più allineati con ciò che sentivano.

Dava loro la spinta di cui avevano bisogno per capire dove si trovavano e dove dovevano andare.

Con il suo diario Marco Aurelio è stato in grado di estrarre le informazioni che vagavano irrequiete nella sua mente e organizzarle in principi concreti a cui poter aspirare.

Questo stesso effetto è raggiungile anche attraverso la meditazione, o con delle passeggiate nella natura e anche grazie ad alcuni tipi di esercizi fisici.

La mente umana è molto rumorosa, ma creando una routine che ci consenta di chiarirla, possiamo renderla meno più “pulita”.

Costruendo un’abitudine che si concentra sull’ordinare i nostri pensieri, possiamo declinare la complessità che deriva dal vivere in un mondo sempre più affollato.

Tutto ciò che ti serve sapere

La consapevolezza è uno stato mentale che mira a comprendere la realtà il più vicino possibile alla verità.

Marco Aurelio era un leader politico che aspirava attivamente alla saggezza e che era principalmente guidato dalla conoscenza. Ciò che spinse Aurelio a guidare con successo uno degli imperi più potenti della storia fu la sua capacità di sfruttare la chiarezza della sua mente.

Lo scopo della tua consapevolezza definisce il limite esterno di ciò che puoi realizzare. Più sai, più accuratamente puoi capire ciò che ti circonda quanto migliore sarai nell’organizzare i tuoi pensieri.

La capacità di pensare chiaramente/fare chiarezza nella tua mente è un vantaggio fondamentale ed è una capacità che può essere acquisita come qualsiasi altra abilità. Serve soltanto la pratica.