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Grecia, inchiesta su tangenti nella sanità: 10 politici greci sono accusati di corruzione
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grecia sanità corruzione
L'azienda Novartis

Grecia, inchiesta su tangenti nella sanità: 10 politici greci sono accusati di corruzione

I politici greci sono accusati di aver accettato delle tangenti dall'azienda farmaceutica Novartis per mantenere alto il prezzo dei loro medicinali durante gli anni della crisi finanziaria

05 Giu. 2018
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L'azienda Novartis

Tre testimoni hanno accusato 10 politici greci, tra cui due ex primi ministri, il governatore della banca centrale e un commissario europeo, di aver ricevuto delle tangenti dalla società farmaceutica Novartis per impedire la riduzione del prezzo di alcuni farmaci.

I reati risalgono ai primi anni della grave crisi economica che ha colpito la Grecia e in un momento in cui gli ospedali erano in forte crisi a causa dei tagli operati dal governo.

Tutti gli accusati appartengono al partito di opposizione Nuova Democrazia e negano le accuse contro di loro, affermando che l’indagine non è altro che un tentativo di manipolare le prossime elezioni.

Tra meno di un anno, infatti, i cittadini greci saranno chiamati alle urne. Per il partito di sinistra dell’attuale primo ministro Alexis Tsipras, lo scandalo delle tangenti non è altro che la prova della criminalità che regna nella destra greca.

L’azienda farmaceutica Novartis ha avviato un’investigazione interna per far luce sui fatti e non ha rilasciato commenti sulla vicenda.

“Se qualsiasi errore sarà trovato agiremo prontamente e faremo tutto il possibile per evitare che simili episodi accadano nuovamente”, ha dichiarato Paul Barrett, capo del settore Comunicazioni esterne dell’azienda.

Tra gli accusati ci sono Antonis Samaras e Panagiotis Pikrammenos, entrambi ex primi ministri, Dimitris Avramopoulo, commissario europeo per l’immigrazione, Yannis Stournaras, l’attuale governatore della Banca centrale.

L’identità dei tre testimoni che hanno fatto partire l’inchiesta è stata mantenuta segreta e nelle loro testimonianze hanno raccontato come i politici indagati abbiano accettato delle mazzette da parte dell’azienda Novartis.

Durante un interrogatorio, uno dei testimoni ha descritto una scena a cui ha assistito nel 2013, quando l’allora vicepresidente di Novartis Grecia Konstantinos Frouzis incontrò l’ex premier Antonis Samaras, in carica dal 2012 al 2015.

“Lui (Frouzis, ndr) aveva con sé una trolley Samsonite nero, che aveva riempito di mazzette di denaro con fascette viola, gialle e verdi e consegnato ad Antonis Samaras”, si legge nei documenti a cui il quotidiano POLITICO ha avuto accesso.

Nelle testimonianze è riportato anche l’incontro tra Frouzis e Yannis Stournaras, che ha ricoperto la carica di ministro delle Finanze tra il 2012 e il 2o14. In quell’occasione, Yannis Stournaras avrebbe ricevuto “almeno 1 milione di euro”.

Secondo un documento redatto dall’FBI e condiviso con il Parlamento greco, la Novartis ha pagato anche alcuni dottori perché prescrivessero i medicinali da loro prodotti.

“I funzionari governativi e il ministro della Salute sono stati pagati per la registrazione di nuovi prodotti sul mercato e per proteggerli dai tagli dei prezzi”, si legge nel rapporto.

“Nel 2011-2012, l’industria farmaceutica ha subito tagli ingenti dei prezzi. Novartis non ha avuto alcuna riduzione dei prezzi dei farmaci oncologici e solo tagli minori nel caso di altri farmaci “.

Uno dei tre testimoni ha anche accusato Stefanos Komninos, ex segretario generale del ministero dell’Economia, affermando che il politico ha usato il suo potere per mantenere il prezzo di una scatola di Galvus, un medicinale per il diabete di tipo 2, sui 300 euro anziché ridurlo a 150.

In un’intervista con POLITICO, Komninos ha negato le accuse e ha sostenuto invece ridotto il prezzo del Galvus e le sue dichiarazioni sarebbero state confermata da un database pubblico sul prezzo dei farmaci greci.

Lo scandalo potrebbe danneggiare il partito Nuova Democrazia in vista delle prossime elezioni.

“È importante per tutti i greci conoscere la verità e che tutto venga alla luce del sole e che tutto trasparente “, ha detto Maria Spyraki, portavoce del partito.

“Ma i testimoni non sono abbastanza” per condannare i membri di Nuova Democrazia.